The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
World wire
Back to the edition

VENETO

Bonino, la radicale che sfidò il Vaticano, muore a 78 anni

Il Guardian e il New York Times ricordano una carriera che ha eroso il peso politico della Chiesa. Il Veneto, terra cattolica e di governo, legge la sua eredità con cautela.

Tommaso Veronese806 wordsEdition113sabato 12 settembre 2026 — Edizione № 113

Emma Bonino, la politica radicale italiana che guidò le campagne per la legalizzazione dell'aborto e del divorzio contro le obiezioni del Vaticano, è morta all'età di 78 anni. Lo ha riferito il Guardian, che la definisce una militante femminista e una figura di influenza sproporzionata sulla vita pubblica italiana. Il New York Times scrive che in quasi cinquant'anni di politica Bonino contribuì a erodere il peso politico della Chiesa cattolica nel discorso nazionale.

Secondo il Guardian, Bonino fu tra le protagoniste delle battaglie che portarono l'Italia a legiferare su divorzio e interruzione di gravidanza, temi su cui la Santa Sede esercitava allora un'influenza diretta. Divenne poi ministro degli Esteri, un incarico che la portò a rappresentare il paese nel mondo ben oltre il perimetro dei temi civili. La sua morte è stata annunciata venerdì e ha suscitato reazioni internazionali.

Per il Veneto, regione a forte tradizione cattolica e a guida di centro-destra, la figura di Bonino ha sempre rappresentato una distanza. Eppure il suo percorso — radicale, laica, europeista — ha attraversato anche il Nordest produttivo, dove le battaglie civili si sono intrecciate con l'autonomia regionale e con un cattolicesimo più sociale che dottrinale.

La stampa estera insiste su un punto: Bonino ha cambiato il rapporto tra Stato e Chiesa in Italia. Il Guardian parla di una leader che ha saputo trasformare una battaglia minoritaria in una conquista di civiltà. Il New York Times la colloca tra le figure che hanno ridisegnato il paesaggio politico italiano del dopoguerra.

Il quotidiano britannico ricorda che Bonino guidò il Partito Radicale e che la sua azione politica fu segnata da una costante tensione con le gerarchie ecclesiastiche. Il New York Times sottolinea come, in un paese dove la presenza della Chiesa è parte della vita quotidiana, la sua opera abbia progressivamente ridotto il peso politico delle istituzioni vaticane. Entrambe le testate la descrivono come una figura di riferimento per i diritti civili in Europa.

La biografia politica di Bonino attraversa decenni di storia italiana: dalle battaglie referendarie degli anni Settanta all'impegno europeo, dalla commissione europea al ministero degli Esteri. Il Guardian nota che il suo profilo internazionale le valse una credibilità rara nella politica italiana, spesso segnata da instabilità. Il New York Times insiste sulla sua capacità di tenere insieme la dimensione radicale e quella istituzionale.

Venezia e il suo hinterland hanno conosciuto Bonino soprattutto attraverso il dibattito nazionale, non attraverso una presenza locale radicata. La stampa estera non le attribuisce un legame specifico con la laguna, e la redazione non ne inventa uno. Il punto, visto dal Veneto, è un altro: la regione è tra quelle in cui il peso delle parrocchie e delle associazioni cattoliche resta più visibile nella vita pubblica.

Il Guardian ricorda che la sua morte arriva in un momento in cui il dibattito sui diritti civili in Italia resta aperto. Il New York Times osserva che l'eredità di Bonino è rivendicata da schieramenti diversi, anche da chi non ne ha condiviso le posizioni. Nessuna delle due testate riferisce di una cerimonia o di una data precisa per i funerali.

La dimensione europea della sua carriera è centrale nel racconto estero. Il Guardian la descrive come una europeista convinta, capace di muoversi tra Roma e Bruxelles con la stessa disinvoltura. Per un paese come l'Italia, e per una regione export-oriented come il Veneto, quella collocazione europea non è un dettaglio: è il quadro in cui si sono mossi anche gli interessi economici del Nordest.

Il New York Times sottolinea il carattere laico e talvolta scomodo della sua azione politica. Il Guardian parla di una leader che non ha mai cercato il consenso facile. Queste sono le letture che la stampa internazionale offre; la redazione non aggiunge dettagli sulle circostanze della morte che il telegrafo non riporta.

Resta il dato politico che le due testate mettono in comune: Bonino ha lasciato un segno duraturo sul rapporto tra Stato e Chiesa in Italia. Per il Veneto, questo significa confrontarsi con un'eredità che tocca il cuore della propria identità, fatta di fede diffusa, di reti associative e di un laicismo più minoritario di quanto non sia a Roma o a Milano.

Il telegrafo di oggi non contiene dichiarazioni di esponenti veneti sulla sua scomparsa, e la redazione non ne attribuisce. Quello che si può dire è che la morte di Bonino chiude una stagione della politica italiana, quella delle battaglie civili condotte contro il Vaticano, e che il Veneto — con la sua geografia cattolica e il suo tessuto produttivo — ne è parte integrante.

La stampa estera continuerà a seguirne l'eredità politica nei prossimi giorni. Il Guardian e il New York Times, per ora, consegnano il ritratto di una donna che ha cambiato l'Italia senza mai governarla stabilmente. È un giudizio che il Veneto, come il resto del paese, è chiamato a misurare con la propria storia.

Share