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REGIONI

Quattro braccianti bruciati vivi in Calabria, il sistema dello sfruttamento emerge

Un attacco mortale a migranti che lavoravano in condizioni di schiavitù mette in luce il traffico di manodopera agricola nel Sud. Come il mondo vede l'Italia.

Lorenzo Ferraris1,450 wordsEdition6sabato 6 giugno 2026 — Edizione № 6

Quattro uomini — tre afghani e uno pakistano — sono stati trovati carbonizzati in un furgone parcheggiato a una stazione di servizio ad Amendolara, in Calabria, lunedì 3 giugno. Secondo The Guardian e France 24, gli uomini stavano lavorando come raccoglitori di frutta in condizioni di schiavitù. L'attacco, ancora sotto inchiesta, ha riacceso l'attenzione internazionale su una pratica che la stampa straniera descrive come endemica nel Sud Italia.

The New York Times ha definito il caso come parte di un sistema di traffico criminale di manodopera. I quattro uomini erano stati reclutati, secondo le autorità citate da The Guardian, attraverso una rete di trafficanti che li aveva messi a lavorare nei campi in condizioni di debito-servitù: erano costretti a pagare per il vitto, l'alloggio e il trasporto, cifre che superavano di gran lunga i loro salari.

France 24 ha sottolineato che questo caso non è isolato. Il giornale francese ha documentato come il sistema dello sfruttamento agricolo nel Sud Italia coinvolga decine di migliaia di lavoratori migranti ogni anno. Molti sono in situazione irregolare e non hanno accesso a protezioni legali. La stampa internazionale ha iniziato a descrivere il fenomeno come una forma di schiavitù moderna.

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