VALLE D'AOSTA
Caccia ai calendari venatori: ambientalisti portano le regioni in tribunale
Le organizzazioni per i diritti degli animali sfidano le aperture anticipate in diverse regioni italiane
Camille Bréan925 wordsEdition №102mercoledì 2 settembre 2026 — Edizione № 102
Con l'avvicinarsi della stagione venatoria italiana, diverse regioni si stanno preparando per un'apertura anticipata, ma un gruppo di organizzazioni per i diritti degli animali sta opponendo una fiera resistenza. Secondo quanto riportato da The Local Italy, le associazioni ambientaliste hanno portato in tribunale i calendari venatori di diverse regioni, contestando le date di apertura ritenute premature e dannose per la fauna.
La Valle d'Aosta, regione alpina di circa 123.000 abitanti, osserva con attenzione questa disputa. Il territorio valdostano, con i suoi paesaggi montani e la sua economia legata al turismo e alle tradizioni alpine, è direttamente interessato dalle politiche venatorie che si decidono a livello regionale e nazionale.
Le organizzazioni per i diritti degli animali sostengono che le aperture anticipate mettano a rischio le specie durante i periodi di nidificazione e riproduzione. La questione, che vede contrapposti i cacciatori e gli ambientalisti, è destinata a essere risolta dai tribunali amministrativi.
La vicenda assume particolare rilevanza in una regione autonoma come la Valle d'Aosta, dove le competenze legislative in materia di caccia e ambiente sono disciplinate dallo statuto speciale di autonomia.
