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VENETO

Ambientalisti in tribunale contro i calendari venatori: il Veneto nel mirino

Le associazioni per i diritti degli animali sfidano le regioni italiane per l'apertura anticipata della stagione di caccia

Tommaso Veronese850 wordsEdition102mercoledì 2 settembre 2026 — Edizione № 102

Con l'avvicinarsi della stagione venatoria italiana, diverse regioni si stanno preparando per un'apertura anticipata, ma un gruppo di organizzazioni per i diritti degli animali sta opponendo una forte resistenza. Secondo quanto riportato da The Local Italy, le associazioni ambientaliste hanno deciso di portare in tribunale i calendari venatori di alcune regioni, contestandone la legittimità e l'impatto sulla fauna selvatica.

La disputa legale si concentra sulle date di apertura della caccia, che in diverse regioni italiane sono state fissate in anticipo rispetto al calendario tradizionale. Le organizzazioni ambientaliste sostengono che queste decisioni violino le normative europee sulla protezione degli uccelli selvatici e mettano a rischio specie già in declino.

Per il Veneto, regione con una lunga tradizione venatoria ma anche con un importante patrimonio naturalistico — dalla laguna di Venezia alle Prealpi — la questione assume un rilievo particolare. I calendari di caccia regionali sono da anni al centro di polemiche e ricorsi, e la decisione dei tribunali potrebbe avere conseguenze significative.

La stagione venatoria italiana sta per iniziare, ma quest'anno l'apertura è segnata da una battaglia legale senza precedenti. Come riporta The Local Italy, un gruppo di organizzazioni per i diritti degli animali ha deciso di portare in tribunale diverse regioni italiane per contestare i calendari venatori che prevedono un'apertura anticipata della caccia. La mossa arriva in un momento in cui la pressione sulle specie selvatiche è al centro del dibattito pubblico europeo.

Le associazioni ambientaliste contestano in particolare la decisione di alcune regioni di anticipare l'inizio della stagione di caccia, una scelta che secondo loro violerebbe le direttive europee sulla conservazione degli uccelli selvatici. La direttiva Uccelli dell'Unione Europea, che risale al 1979, stabilisce regole precise sui periodi di caccia per proteggere le specie durante la nidificazione e la migrazione.

Il ricorso in tribunale rappresenta l'ultimo atto di una lunga serie di scontri tra ambientalisti e mondo venatorio. Negli ultimi anni, diverse sentenze hanno annullato calendari venatori regionali, creando un contenzioso che si rinnova ogni stagione. Le regioni, da parte loro, difendono la propria autonomia nella gestione della fauna selvatica, un potere che la Costituzione italiana affida alle amministrazioni locali.

Per il Veneto, la questione è particolarmente delicata. La regione, che conta oltre 4,8 milioni di abitanti, ha una delle tradizioni venatorie più radicate d'Italia, ma ospita anche ecosistemi di straordinario valore come la laguna di Venezia, patrimonio mondiale dell'UNESCO. La laguna è un punto di sosta cruciale per decine di migliaia di uccelli migratori, e i periodi di caccia hanno un impatto diretto su questi flussi.

Le organizzazioni ambientaliste che hanno promosso il ricorso sottolineano che la caccia in prossimità di aree protette e zone umide mette a rischio specie già vulnerabili. Secondo i dati citati dalla stampa internazionale, l'Italia è uno dei paesi europei con il maggior numero di cacciatori — circa 750.000 — e con una delle pressioni venatorie più intense sul territorio.

Il contenzioso arriva in un momento in cui la Commissione Europea ha avviato procedure di infrazione contro diversi stati membri per la gestione della caccia. L'Italia è stata più volte richiamata da Bruxelles per il mancato rispetto delle direttive sulla conservazione, e le sentenze dei tribunali italiani hanno spesso dato ragione agli ambientalisti.

Nel Veneto, la caccia è un'attività che coinvolge decine di migliaia di persone e rappresenta anche un elemento dell'identità rurale della regione. Le associazioni venatorie locali hanno già annunciato che difenderanno i calendari regionali, sostenendo che la gestione della fauna è basata su dati scientifici e che la caccia controllata contribuisce all'equilibrio degli ecosistemi.

Gli ambientalisti, dal canto loro, respingono queste argomentazioni. Secondo quanto riportato da The Local Italy, le organizzazioni sostengono che l'anticipazione dell'apertura della stagione non ha alcuna giustificazione scientifica e risponde solo a logiche di pressione politica. Il ricorso chiede l'annullamento dei calendari e l'adozione di date che rispettino i periodi di riproduzione delle specie.

La vicenda giudiziaria si intreccia con un altro tema caro al mondo ambientalista: il declino delle popolazioni di uccelli in Europa. Studi recenti citati dalla stampa internazionale indicano che in Italia circa un terzo delle specie di uccelli nidificanti è in declino, con punte negative proprio nelle aree agricole e nelle zone umide.

Per la laguna di Venezia, la questione è esistenziale. Ogni anno, centinaia di migliaia di uccelli migratori attraversano la laguna durante i loro spostamenti tra l'Europa settentrionale e l'Africa. La caccia in queste aree, anche solo in prossimità, può disturbare i siti di sosta e alimentazione, con effetti a catena sulle popolazioni.

Le associazioni ambientaliste che hanno promosso il ricorso chiedono anche una revisione più ampia della politica venatoria italiana, con l'adozione di criteri scientifici per la determinazione dei periodi di caccia e delle specie cacciabili. Una richiesta che trova eco nelle istituzioni europee, dove la riforma della direttiva Uccelli è periodicamente al centro del dibattito.

Il tribunale dovrebbe pronunciarsi nelle prossime settimane, ma indipendentemente dall'esito, la vicenda segna un punto di svolta nel rapporto tra caccia e conservazione in Italia. Come osserva The Local Italy, la decisione delle organizzazioni di portare le regioni in tribunale rappresenta un'escalation significativa in una disputa che finora si era giocata soprattutto sul piano politico e amministrativo.

Nel frattempo, la stagione venatoria è pronta a partire in molte regioni, in un clima di incertezza giuridica che non ha precedenti. I cacciatori veneti si preparano all'apertura, mentre gli ambientalisti monitorano il territorio e preparano nuovi esposti. La laguna di Venezia, nel suo silenzio apparente, osserva una battaglia che si combatte lontano dalle sue acque ma che la riguarda da vicino.

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