CAMPANIA
Caccia, ambientalisti portano le regioni in tribunale: la Campania nel mirino
Con l'avvicinarsi della stagione venatoria, le organizzazioni per i diritti degli animali sfidano i calendari di apertura anticipata
Rosaria Esposito956 wordsEdition №102mercoledì 2 settembre 2026 — Edizione № 102
Con l'avvicinarsi della stagione venatoria italiana, diverse regioni si stanno preparando per un'apertura anticipata, ma un gruppo di organizzazioni per i diritti degli animali sta opponendo una fiera resistenza, come riportato da The Local Italy.
Le associazioni ambientaliste hanno annunciato che porteranno in tribunale le regioni che hanno approvato calendari venatori che consentono l'apertura della caccia prima delle date previste dalla legge nazionale.
La Campania, come altre regioni del Sud, è tra quelle che hanno adottato calendari anticipati, scatenando la reazione delle organizzazioni ambientaliste che denunciano il rischio per la fauna selvatica e la biodiversità.
La stagione venatoria italiana sta per iniziare, e con essa una nuova battaglia legale tra le regioni e le organizzazioni ambientaliste. Secondo quanto riportato da The Local Italy, diverse regioni hanno approvato calendari che prevedono un'apertura anticipata della caccia, una decisione che ha scatenato la reazione dei gruppi per i diritti degli animali.
Le organizzazioni ambientaliste, che non vengono nominate nel rapporto di The Local Italy, hanno annunciato che porteranno le regioni in tribunale per contestare la legittimità dei calendari anticipati. La disputa si basa sulla normativa nazionale che fissa le date di apertura della stagione venatoria, e le regioni che le anticipano violerebbero la legge.
La questione non è nuova. Negli anni passati, diverse sentenze hanno stabilito che le regioni non possono derogare alle date fissate dalla legge nazionale senza una giustificazione scientifica. Le organizzazioni ambientaliste sostengono che l'apertura anticipata mette a rischio la fauna selvatica, in particolare le specie migratorie che in questo periodo dell'anno sono in fase di riproduzione o di migrazione.
La Campania è tra le regioni che hanno adottato calendari anticipati, come riportato da The Local Italy. La regione, che ha una lunga tradizione venatoria, ha giustificato la scelta con motivazioni legate alla gestione della fauna e alle richieste dei cacciatori locali.
Le associazioni ambientaliste, tuttavia, contestano queste motivazioni e sostengono che l'apertura anticipata è una concessione politica ai cacciatori, senza alcuna base scientifica. La battaglia legale che si prospetta potrebbe durare mesi e coinvolgere diverse regioni, tra cui la Campania.
La stagione venatoria in Italia è regolata da una legge quadro nazionale che fissa le date di apertura e chiusura, ma le regioni hanno il potere di adattarle alle condizioni locali. Questo potere, però, è limitato dalla normativa europea sulla protezione degli uccelli selvatici, che impone il rispetto dei periodi di riproduzione e migrazione.
La disputa sui calendari venatori si inserisce in un contesto più ampio di tensioni tra le regioni e il governo centrale sulla gestione della fauna selvatica. Negli ultimi anni, diverse regioni hanno approvato leggi per aumentare i prelievi venatori, incontrando la resistenza delle organizzazioni ambientaliste e della Commissione europea.
Per la Campania, la questione è particolarmente delicata. La regione ospita diverse aree protette, tra cui il Parco Nazionale del Vesuvio e il Parco Regionale dei Campi Flegrei, che sono habitat di numerose specie di uccelli migratori. Un'apertura anticipata della caccia potrebbe avere un impatto significativo su queste specie, come sostengono gli ambientalisti.
Le organizzazioni ambientaliste hanno annunciato che chiederanno ai tribunali amministrativi di sospendere i calendari anticipati, in attesa di una decisione sul merito. Se i ricorsi verranno accolti, le regioni coinvolte dovranno riscrivere i calendari e posticipare l'apertura della caccia.
La battaglia legale non riguarda solo la Campania. Secondo The Local Italy, diverse regioni, sia al Nord che al Sud, hanno adottato calendari anticipati, e le organizzazioni ambientaliste stanno preparando ricorsi contro tutte le decisioni che ritengono illegittime.
La questione dei calendari venatori è da anni al centro di un dibattito acceso in Italia. Da un lato, i cacciatori difendono il loro diritto a praticare un'attività che considerano tradizionale e legata alla gestione del territorio. Dall'altro, gli ambientalisti denunciano i rischi per la biodiversità e chiedono il rispetto delle normative europee.
La Commissione europea ha più volte richiamato l'Italia al rispetto della direttiva Uccelli, che impone la protezione di tutte le specie di uccelli selvatici. Le regioni che adottano calendari anticipati rischiano procedure di infrazione, come già accaduto in passato.
Per il Sud Italia, e in particolare per la Campania, la questione venatoria ha anche una dimensione sociale ed economica. La caccia è un'attività diffusa, con migliaia di cacciatori registrati, e rappresenta una fonte di reddito per alcune comunità rurali. Tuttavia, il settore è in declino, con un numero di cacciatori in costante diminuzione negli ultimi decenni.
Le organizzazioni ambientaliste, dal canto loro, sottolineano che la protezione della fauna selvatica è un dovere costituzionale e che le regioni devono bilanciare gli interessi venatori con la tutela dell'ambiente. La battaglia legale che si apre in queste settimane sarà un test importante per la governance ambientale in Italia.
La decisione dei tribunali amministrativi potrebbe arrivare entro poche settimane, in tempo per influenzare l'inizio della stagione venatoria. Se i ricorsi verranno accolti, le regioni dovranno rivedere i calendari, con un impatto diretto su migliaia di cacciatori.
La vicenda dei calendari venatori è seguita con attenzione anche a livello europeo. La stampa internazionale ha riportato la disputa come un esempio delle tensioni tra la tutela ambientale e le tradizioni locali in Italia. The Local Italy ha sottolineato che la battaglia legale potrebbe avere implicazioni più ampie per la politica ambientale del paese.
In Campania, la notizia ha suscitato reazioni contrastanti. Le associazioni venatorie difendono la scelta della regione, mentre le organizzazioni ambientaliste annunciano battaglia. La questione si intreccia con la gestione del territorio, la tutela della biodiversità e il futuro delle aree interne della regione.
La battaglia legale sui calendari venatori è destinata a durare. Nel frattempo, la stagione della caccia è alle porte, e le regioni coinvolte dovranno decidere se attendere le sentenze o procedere con i calendari contestati. Una scelta che avrà conseguenze sia per i cacciatori sia per la fauna selvatica.
