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BASILICATA

Il New York Times scopre la Calabria, la Basilicata osserva

La stampa estera celebra il litorale calabrese mentre il Sud cerca un turismo che non svuoti l'entroterra

Pietro Lasorsa969 wordsEdition №95mercoledì 26 agosto 2026 — Edizione № 95

Il New York Times ha dedicato un ampio reportage alla costa della Calabria, la regione meridionale che la stampa internazionale descrive da decenni come una delle grandi occasioni mancate del turismo italiano. Il pezzo, pubblicato lunedì, racconta un litorale di antichi borghi e spiagge rimaste fuori dai grandi circuiti, ricco di tracce delle civiltà che vi sono passate — greche, romane, bizantine, normanne — e ancora visibili nelle tradizioni, nella cucina e nei festival.

Per chi osserva il Sud dalle città dell'entroterra lucano, il reportage del quotidiano americano ha il sapore di una conferma e di una domanda insieme. La conferma è che il Mezzogiorno d'Italia, a lungo raccontato solo come problema, sta diventando per la stampa estera un luogo da scoprire. La domanda è se questa attenzione possa trasformarsi in un turismo stabile, capace di portare reddito senza svuotare i paesi dell'interno.

La Basilicata, regione confinante con la Calabria e con una storia simile di abbandono e riscatto, guarda a questa copertura con attenzione. Matera, capitale europea della cultura nel 2019, ha già vissuto un'esperienza analoga: il passaggio da 'vergogna d'Italia' a meta internazionale è avvenuto in poco più di un decennio, e ha cambiato il volto della città.

Il reportage del New York Times non è il primo che la stampa internazionale dedica alla Calabria, ma arriva in un momento particolare. Negli ultimi anni, testate come il Guardian, la BBC e il Financial Times hanno raccontato il Sud Italia come una delle frontiere del turismo europeo, attratti da prezzi ancora contenuti, da paesaggi intatti e da una cucina che il mondo ha imparato a conoscere.

La Calabria, in particolare, è stata a lungo descritta come una regione 'trascurata' — la parola usata dal New York Times — nonostante abbia uno dei litorali più lunghi d'Italia e un patrimonio storico che comprende siti come Locri Epizefiri, la colonia greca fondata nel VII secolo avanti Cristo, e i castelli aragonesi che punteggiano la costa.

Per la Basilicata, la vicinanza geografica con la Calabria è anche una vicinanza di problemi. Entrambe le regioni hanno sofferto per decenni di emigrazione, di infrastrutture carenti e di una presenza dello Stato percepita come debole. Entrambe hanno visto la loro popolazione invecchiare e i paesi dell'interno svuotarsi, mentre le città della costa crescevano senza un vero progetto.

Matera ha rappresentato un'eccezione. La città dei Sassi, dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1993 e capitale europea della cultura nel 2019, è passata in vent'anni da simbolo della povertà del Sud a meta turistica internazionale. Il New York Times e altri giornali stranieri hanno raccontato più volte questa trasformazione, e il film 'The Passion of the Christ' di Mel Gibson, girato nei Sassi nel 2004, aveva già messo la città sulle mappe del cinema mondiale.

Ma il boom di Matera ha anche mostrato i limiti del modello. L'aumento dei prezzi, la trasformazione del centro storico in un albergo diffuso e la difficoltà dei giovani a trovare case accessibili sono temi che la stampa locale — e talvolta quella internazionale — hanno sollevato. La domanda che la Basilicata pone alla vicina Calabria è se il turismo possa essere uno strumento di sviluppo senza diventare un fattore di espulsione.

Il reportage del New York Times si concentra sulla costa, sui borghi marinari e sulle spiagge, ma non ignora le difficoltà: i collegamenti ferroviari lenti, le strade tortuose, la mancanza di servizi in alcune zone. La narrazione, tipica della stampa estera quando racconta il Sud, oscilla tra l'entusiasmo per la scoperta e la consapevolezza delle fragilità strutturali.

Per la Basilicata, la lezione calabrese è duplice. Da un lato, la copertura internazionale può portare visitatori e investimenti: Matera ne è la prova. Dall'altro, il turismo da solo non basta a fermare lo spopolamento dell'entroterra, dove i paesi continuano a perdere abitanti e i servizi essenziali — scuole, ambulatori, uffici postali — chiudono uno dopo l'altro.

La regione lucana ha cercato di diversificare: accanto al turismo culturale di Matera, punta su quello naturalistico del Pollino e delle Dolomiti Lucane, su quello enogastronomico e su un turismo lento che valorizzi i borghi. Ma i numeri restano piccoli rispetto alle ambizioni, e la concorrenza con la Calabria — che ora gode di una visibilità internazionale nuova — potrebbe rendere ancora più difficile attrarre visitatori.

C'è poi la questione dei collegamenti. La Basilicata è una delle poche regioni italiane senza aeroporto, e raggiungere Matera o Potenza richiede spesso ore di viaggio da Bari o Napoli. Il New York Times non affronta questo tema nel suo reportage, ma chi conosce il Sud sa che la mobilità è la chiave di tutto: senza treni e strade efficienti, anche la costa più bella resta un miraggio.

La stampa estera ha spesso raccontato il Sud Italia come un luogo di contrasti: bellezza e abbandono, accoglienza e arretratezza, tradizione e desiderio di modernità. Il reportage sulla Calabria rientra in questa cornice, ma ha un merito: quello di aver messo sotto i riflettori una regione che per decenni è stata ai margini del racconto turistico.

Per la Basilicata, la vicinanza con la Calabria è anche un'opportunità. Un Sud che attira visitatori può beneficiare l'intero Mezzogiorno, se i collegamenti tra le regioni migliorano e se si costruiscono itinerari che non si fermino ai confini amministrativi. Un turista che visita la costa calabrese potrebbe, in teoria, proseguire verso Matera e poi verso la Puglia. Ma perché questo accada, servono infrastrutture e una visione d'insieme che finora è mancata.

Il New York Times conclude il suo reportage con un invito implicito: andare a vedere. Per chi vive in Basilicata, la domanda è più semplice: come fare perché il turismo non sia una meteora, ma una stella duratura? La risposta, forse, sta nella capacità di raccontare il Sud non come un'eccezione pittoresca, ma come un luogo vero, con le sue contraddizioni e le sue possibilità.

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