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NAZIONALE

La donna che sfidò il clan e suo padre è morta: la Calabria che resta

Denise Cosco testimoniò contro la 'Ndrangheta per l'omicidio della madre. La BBC racconta la sua morte, e con essa il conto che il Sud paga a chi parla.

Saverio Gallo930 wordsEdition №115lunedì 14 settembre 2026 — Edizione № 115

Denise Cosco, la donna che testimoniò contro il potente clan 'Ndrangheta e contro suo padre per l'omicidio di sua madre, è morta. La notizia è stata riportata dalla BBC, che la descrive come una testimone chiave in uno dei casi che hanno segnato la storia recente della criminalità organizzata calabrese.

La sua vicenda è quella di una figlia che ha scelto di collaborare con la giustizia contro il proprio sangue. La BBC non entra nei dettagli delle circostanze della morte, ma il peso simbolico di quella scelta è ciò che la copertura internazionale mette in evidenza.

Per la Calabria, la storia di Denise Cosco non è un caso isolato: è il riflesso di un sistema in cui la 'Ndrangheta si regge anche sulla famiglia, e in cui chi rompe quel legame paga un prezzo che va oltre l'aula di tribunale.

La stampa estera torna sulla 'Ndrangheta quando c'è un fatto di sangue o una testimonianza che cade. Questa volta è caduta una testimone, e con lei si riapre la domanda su quanto la regione sappia proteggere chi parla.

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