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MARCHE

Il New York Times scopre la Calabria: e le Marche?

Il reportage sulle coste calabresi riaccende il confronto tra i litorali italiani. Per l'Adriatico, una domanda: come si racconta una regione ai turisti stranieri?

Elena Marcheggiani850 wordsEdition95mercoledì 26 agosto 2026 — Edizione № 95

Il New York Times ha dedicato un ampio servizio alla Calabria, raccontando la regione del profondo sud italiano come una destinazione a lungo ignorata ma ricca di tesori: antiche città, spiagge meravigliose, tradizioni e cucina radicate in secoli di civiltà. Il pezzo, firmato dal corrispondente del quotidiano americano, descrive un litorale che finalmente attira l'attenzione internazionale.

Il reportage del NYT si inserisce in una tendenza recente della stampa estera, che sta riscoprendo le regioni italiane meno battute dal turismo di massa. Dopo anni di articoli dedicati a Toscana, Liguria e costiera amalfitana, i corrispondenti stranieri guardano ora al Mezzogiorno e alle sue potenzialità ancora inespresse.

La domanda che il servizio sulla Calabria solleva, quasi involontariamente, riguarda anche altre regioni italiane che faticano a imporsi sulla scena turistica internazionale. Tra queste, le Marche: una regione adriatica con un patrimonio storico e paesaggistico notevole, ma che raramente compare nelle pagine dei grandi giornali stranieri.

Il servizio del New York Times, pubblicato lunedì, descrive la costa calabrese come un luogo dove "le tracce delle civiltà passate" si intrecciano con la vita quotidiana: festival, cucina e tradizioni che sopravvivono nonostante decenni di abbandono e di cattiva reputazione. Il quotidiano americano sottolinea come la regione, per anni associata alla 'ndrangheta e all'emigrazione, stia vivendo una lenta ma visibile rinascita turistica.

Il pezzo del NYT si concentra su un itinerario costiero che tocca città come Tropea, con le sue scogliere a picco sul mare, e borghi arroccati che guardano verso la Sicilia. Il corrispondente elogia la qualità della cucina locale e l'autenticità di un turismo ancora lontano dalle folle delle mete più note.

Per le Marche, il servizio rappresenta un termine di paragone interessante. La regione adriatica condivide con la Calabria alcuni tratti: una costa lunga e variegata, un entroterra collinare di grande bellezza, città d'arte come Urbino, patrimonio UNESCO, e una tradizione gastronomica solida. Eppure, la sua presenza sulla stampa internazionale rimane sporadica.

Negli ultimi anni, alcuni articoli di testate come il Guardian e il Financial Times hanno iniziato a menzionare le Marche, in particolare per il turismo lento, i borghi e la qualità della vita. Ma si tratta ancora di episodi isolati, spesso legati a temi specifici come la ricostruzione post-sisma o il fenomeno delle case a un euro.

La Calabria raccontata dal NYT ha saputo costruire una narrativa: quella di una regione "autentica", "selvaggia" e "scoperta di recente". Le Marche, al contrario, faticano a trovare una cifra riconoscibile agli occhi del pubblico internazionale. Il loro punto di forza – una diversità estrema in uno spazio ridotto – è anche la loro difficoltà: manca un'immagine sintetica, un simbolo immediato.

Il confronto con la Calabria è utile anche per un altro motivo. Il servizio del NYT dimostra che l'attenzione dei grandi media può tradursi in un aumento delle presenze turistiche. La Calabria ha visto crescere gli arrivi stranieri negli ultimi anni, e parte di questo successo è attribuibile alla nuova narrativa che la stampa internazionale sta costruendo attorno alla regione.

Per le Marche, la sfida è duplice. Da un lato, occorre continuare a investire in infrastrutture e accoglienza, come sta facendo la Calabria con i suoi nuovi collegamenti aerei. Dall'altro, serve una strategia di comunicazione che sappia raccontare la regione al di là dei confini nazionali, trovando le storie che i giornalisti stranieri cercano.

Il turismo rappresenta per le Marche una voce economica importante ma ancora sotto sfruttata. Le località balneari dell'Adriatico, da Gabicce a San Benedetto del Tronto, vivono di un turismo prevalentemente domestico, mentre l'entroterra – con le sue eccellenze come Urbino, Loreto e i Monti Sibillini – attira viaggiatori più esigenti ma in numero ancora limitato.

Il caso calabrese insegna che la stampa internazionale è attratta dalle storie di riscatto e di scoperta. La Calabria è stata raccontata come una regione che emerge dall'oblio; le Marche potrebbero essere raccontate come una regione che custodisce un modello di vita e di economia – quello dei distretti produttivi e dei borghi – che altrove è scomparso.

Il NYT, nel suo servizio, cita anche le difficoltà della Calabria: i collegamenti ferroviari lenti, le strade dissestate, la mancanza di servizi in alcune zone. Sono problemi che le Marche conoscono bene, soprattutto nell'entroterra, dove lo spopolamento rende difficile mantenere i servizi essenziali.

La speranza, per chi lavora nel turismo marchigiano, è che la stessa attenzione prima o poi arrivi anche per l'Adriatico centrale. La costa delle Marche, con le sue spiagge di sabbia fine e i suoi porti antichi come Ancona, ha tutte le caratteristiche per piacere ai viaggiatori internazionali: manca solo che qualcuno la racconti.

Il servizio del New York Times sulla Calabria è quindi un'occasione di riflessione per le Marche. Non per invidia, ma per capire come una regione italiana può costruire la propria immagine nel mondo. La strada è quella della specificità: non cercare di imitare la Toscana, ma valorizzare ciò che rende unico il proprio territorio.

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