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ABRUZZO

L'ondata di calore spinge i lavoratori montani verso il limite

In Abruzzo, l'estate 2026 raggiunge temperature record. Costruttori e agricoltori chiedono protezione legale

Marco Di Sante1,189 wordsEdition49sabato 18 luglio 2026 — Edizione № 49

L'ondata di calore europea di giugno ha causato almeno 12.000 morti in eccesso in nove paesi, secondo un'analisi dell'AFP citata da The Local Italy. In Italia, il caldo ha raggiunto livelli senza precedenti nelle città, ma anche sugli altipiani montani dove le temperature normalmente rimangono moderate. L'Appennino abruzzese non è rimasto immune.

A Milano, Bologna e Firenze, i rider delle consegne hanno scioperato per ottenere protezioni aggiuntive dalla calura, secondo la BBC. Chiedono pause obbligatorie durante le ore più calde, accesso garantito all'acqua e compensi supplementari per il lavoro durante le ondate di calore. Il loro sciopero riflette una crisi più ampia: lo stato italiano non ha ancora legiferato protezioni specifiche per i lavoratori esposti al caldo estremo.

Greenpeace Italia e il sindacato CGIL hanno protestato davanti al Colosseo di Roma sciogliendo statue di ghiaccio il 15 luglio, secondo Euronews. La protesta ha evidenziato l'impatto delle ondate di calore sui lavoratori all'aperto e ha chiesto l'eliminazione graduale dei combustibili fossili. Il messaggio era esplicito: il caldo non è una questione di comfort, ma di sopravvivenza sul lavoro.

L'Abruzzo ha registrato temperature record nel luglio 2026. L'interno montano, storicamente più fresco rispetto alle pianure costiere, ha subito un riscaldamento anomalo. A L'Aquila, le temperature hanno raggiunto i 32-33 gradi Celsius, livelli raramente osservati a quella quota. Nelle valli interne, dove i costruttori e gli agricoltori lavorano per la gran parte della giornata, il caldo è diventato insostenibile.

I lavori di ricostruzione post-sisma, che proseguono in vari cantieri abruzzesi, sono stati colpiti direttamente. Gli operai hanno dovuto ridurre le ore di lavoro durante le ore centrali della giornata. Alcuni cantieri hanno implementato turni notturni per evitare l'esposizione al caldo diurno, una soluzione che aumenta i costi e rallenta i tempi di completamento. La ricostruzione di L'Aquila, già lenta, è stata ulteriormente ostacolata.

L'agricoltura montana abruzzese, già in difficoltà per il declino demografico e la ridotta redditività, affronta ora una minaccia climatica diretta. Gli allevatori transumanti che portano greggi e mandrie in quota durante l'estate trovano pascoli bruciati e fonti d'acqua ridotte. Secondo rapporti della stampa internazionale sugli effetti del caldo europeo, le regioni montane mediterrane stanno sperimentando una trasformazione ecologica rapida e stressante.

Il caldo estremo colpisce anche il turismo montano. I visitatori stranieri che cercano rifugio nel fresco delle Appenniniche trovano temperature ancora elevate. Alcune strutture ricettive hanno dovuto implementare sistemi di raffreddamento supplementari, aumentando i costi energetici. I sentieri escursionistici dei parchi nazionali hanno registrato una riduzione di frequentatori durante le ore di punta.

La stampa internazionale ha sottolineato come l'Italia non abbia ancora legiferato protezioni specifiche per i lavoratori esposti al caldo estremo. Secondo la BBC, gli scioperi dei rider e le proteste di Greenpeace hanno evidenziato un vuoto normativo. L'Unione europea ha stabilito linee guida per la protezione dal caldo sul lavoro, ma l'Italia non le ha ancora trasposte in legge nazionale con dettagli operativi chiari.

In Abruzzo, i sindacati regionali hanno avanzato richieste simili a quelle dei rider: pause obbligatorie durante le ore più calde, accesso garantito all'acqua potabile nei cantieri, compensi supplementari per il lavoro durante le ondate di calore, e il diritto di rifiutare il lavoro se le temperature superano soglie di sicurezza stabilite. Nessuna di queste protezioni è ancora legge nazionale.

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, che attraversa il territorio abruzzese, ha dovuto affrontare una crisi di gestione durante l'ondata di calore. I ranger hanno aumentato i turni di pattuglia per prevenire incendi boschivi innescati dal caldo secco. Secondo rapporti locali non ufficiali, il numero di interventi di soccorso in montagna è aumentato significativamente, con escursionisti colpiti da colpi di calore e disidratazione.

Le sorgenti d'acqua montane, cruciali per l'ecosistema e per l'approvvigionamento umano, hanno mostrato portate ridotte. L'acquedotto del Ruzzo, che serve parte dell'Abruzzo centrale, ha dovuto implementare razionamenti durante i giorni di punta del caldo. Questo rappresenta un precedente allarmante: se il caldo estremo diventa ricorrente, l'infrastruttura idrica montagna potrebbe diventare insufficiente.

Euronews ha notato che la protesta di Greenpeace davanti al Colosseo ha collegato il caldo estremo alla necessità di una transizione energetica. L'Italia rimane dipendente dai combustibili fossili per una quota significativa della sua energia. Il caldo non è semplice meteorologia, ma una conseguenza di scelte energetiche decennali. L'Abruzzo, regione con ampi parchi eolici e solari, rappresenta un terreno di sperimentazione per questa transizione.

Il caldo ha avuto anche effetti psicologici sui lavoratori montani. La stampa internazionale ha raramente documentato questo aspetto, ma gli studi europei sulla salute occupazionale durante le ondate di calore mostrano aumenti di ansia, depressione e burnout tra i lavoratori esposti. In una regione già segnata dal trauma del terremoto 2009, il caldo estremo aggiunge un ulteriore stressor psicologico.

La BBC ha osservato che gli scioperi dei rider rappresentano una forma di resistenza contro un'economia del lavoro che non protegge i lavoratori dagli effetti climatici. In Abruzzo, dove il lavoro è già precario e spesso informale, questa protezione è ancora più urgente. I costruttori nei cantieri di ricostruzione, molti dei quali lavoratori migranti, non hanno sindacalizzazione adeguata e rimangono particolarmente vulnerabili.

Guardando avanti, il caldo estremo potrebbe diventare una caratteristica ricorrente dell'estate abruzzese. Se così, la regione dovrà adattare l'intero modello di lavoro montano: orari diversi, infrastrutture di raffreddamento, protezioni legali nuove, e forse una ridefinizione di cosa significhi lavorare in quota durante l'estate. Il verdetto internazionale è chiaro: l'Italia non può ignorare questo rischio.

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L'ondata di calore spinge i lavoratori montani verso il limite — La Veduta