The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
Back to the edition

ECONOMIA

Dodici mila morti in eccesso. L'ondata di giugno espone il pericolo dell'Appennino

Almeno 12.000 decessi registrati in nove paesi europei durante l'ondata di calore di giugno. Le regioni montane come l'Abruzzo affrontano rischi particolari per gli anziani e i lavoratori all'aperto

Marco Di Sante647 wordsEdition50domenica 19 luglio 2026 — Edizione № 50

Almeno 12.000 morti in eccesso sono stati registrati in nove paesi europei durante l'ondata di calore di giugno, secondo un'analisi dell'AFP riportata da The Local Italy. Il bilancio potrebbe ancora aumentare man mano che vengono rilasciati più dati dalle autorità sanitarie nazionali.

L'ondata di calore ha colpito il continente europeo con intensità rara, con temperature record in diverse regioni. L'Italia è stata tra i paesi più colpiti, con giugno 2026 che si è rivelato eccezionalmente caldo in molte aree, in particolare nel Centro e nel Sud.

Per l'Abruzzo, regione montana con una popolazione in invecchiamento, il caldo estremo pone rischi particolari. Le comunità sparse sull'Appennino, spesso prive di aria condizionata diffusa, affrontano vulnerabilità che le città più grandi non hanno.

The Local Italy ha descritto il periodo come una fase di 'penombra' climatica, utilizzando la parola italiana per descrivere come gran parte dell'Italia sta sopravvivendo al caldo di luglio. Questa descrizione riflette non solo il disagio diffuso, ma anche la ricerca di protezione dal sole e dal calore durante le ore più intense della giornata.

Le montagne dell'Appennino abruzzese, pur essendo più fresche delle pianure costiere, non offrono rifugio sufficiente quando le ondate di calore persistono per giorni. Molti villaggi di montagna costruiti decenni fa mancano di infrastrutture per il raffreddamento. Le case tradizionali in pietra, progettate per trattenere il calore in inverno, diventano insostenibili in estate.

La popolazione dell'Abruzzo è tra le più anziane d'Italia, secondo i dati demografici nazionali. Gli anziani sono particolarmente vulnerabili al caldo estremo, poiché il loro corpo ha una minore capacità di regolare la temperatura. Durante l'ondata di giugno, ospedali e strutture di assistenza hanno dovuto affrontare un afflusso di pazienti con colpi di calore e disidratazione.

I lavoratori all'aperto dell'Abruzzo, inclusi quelli nei parchi nazionali, nelle operazioni agricole e nella costruzione, hanno dovuto affrontare condizioni pericolose. L'Appennino ospita importanti aree protette, come il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, dove ranger e operatori ambientali lavorano esposti alle intemperie. Durante l'ondata di giugno, il caldo ha reso il lavoro all'aperto potenzialmente letale.

L'analisi dell'AFP sottolinea che le morti in eccesso non sono limitate ai decessi diretti causati dal colpo di calore. Molte sono dovute a complicazioni mediche aggravate dal caldo: infarto, ictus e altre condizioni croniche si aggravano quando il corpo è sottoposto a stress termico prolungato.

L'Abruzzo, con la sua economia legata al turismo, all'agricoltura e alla gestione dei parchi, risente anche economicamente del caldo estremo. Le aziende agricole affrontano perdite di raccolti, i parchi devono gestire emergenze legate al caldo, e il turismo è colpito quando le temperature rendono le escursioni in montagna pericolose.

La spopolazione della regione aggiunge un ulteriore strato di vulnerabilità. Molti comuni montani hanno una popolazione ridotta, con pochi servizi di assistenza sanitaria di prossimità. Quando arriva un'ondata di calore, gli anziani rimasti nei villaggi remoti possono trovarsi isolati, con accesso limitato a ospedali e servizi di emergenza.

The Local Italy ha anche segnalato che il caldo di luglio continua a porre rischi significativi. Se giugno ha registrato 12.000 morti in eccesso in nove paesi europei, il dato di luglio potrebbe essere ancora più grave, dato che le temperature continuano a salire. L'Abruzzo, insieme ad altre regioni montane dell'Italia centrale, rimane in stato di allerta.

Le autorità regionali abruzzesi hanno intensificato i programmi di monitoraggio per gli anziani durante i mesi estivi. Tuttavia, le risorse rimangono limitate. Le comunità montane, già sfidate dalla spopolazione, devono affrontare un rischio climatico crescente senza l'infrastruttura di supporto che caratterizza le aree urbane più densamente popolate.

Il verdetto dell'ondata di calore di giugno è una lezione di adattamento climatico. L'Italia, e in particolare l'Abruzzo, deve investire in infrastrutture di raffreddamento, in servizi di assistenza per gli anziani durante le emergenze climatiche, e in programmi di educazione sulla prevenzione. Senza questi interventi, le prossime ondate di calore porteranno con sé un bilancio umano ancora più pesante.

Share
Dodici mila morti in eccesso. L'ondata di giugno espone il pericolo dell'Appennino — La Veduta