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LIGURIA

Il caldo estremo uccide in Europa: la Liguria nel mirino

Oltre 200mila morti dal 2022. L'OMS avverte: l'ondata di giugno ha stabilito record. La costa ligure vulnerabile.

Marina Doria1,247 wordsEdition13venerdì 12 giugno 2026 — Edizione № 13

Più di 200mila vite sono state perse a causa del caldo estremo in Europa dal 2022, ha dichiarato giovedì l'Organizzazione mondiale della sanità. L'ondata di caldo di maggio ha visto alcuni paesi registrare le loro temperature più alte di sempre. La Liguria, con una popolazione di 1,5 milioni abitanti in invecchiamento, si trova in prima linea di questa crisi silenziosa.

Secondo il rapporto dell'OMS, il caldo rappresenta una minaccia crescente per le regioni costiere del Mediterraneo. La stampa internazionale sottolinea come le aree urbane densamente popolate e gli spazi pubblici non climatizzati amplificano il rischio. Genova, porto principale dell'Italia settentrionale, ospita infrastrutture critiche dove i lavoratori portuali sono esposti direttamente al calore.

La Liguria affronta vulnerabilità specifiche: una popolazione tra le più anziane d'Italia, un'economia legata al turismo estivo quando le temperature raggiungono i picchi, e un territorio montagnoso che concentra il caldo nelle vallate urbane. I servizi sanitari regionali dovranno affrontare pressioni crescenti durante le ondate estive nei prossimi anni.

L'Organizzazione mondiale della sanità ha quantificato il bilancio del caldo estremo in Europa: oltre 200mila morti dal 2022. La dichiarazione arriva mentre i paesi europei registrano temperature di maggio tra le più alte mai registrate. Non è una crisi acuta e visibile, ma un 'killer silenzioso' che colpisce anziani, malati cronici e lavoratori esposti.

La Liguria si colloca in una zona di vulnerabilità composta. Da un lato, la regione ha una struttura demografica fragile: con 1,5 milioni di abitanti e un'età media tra le più alte d'Italia, la popolazione è esposta ai rischi diretti del caldo. Dall'altro, l'economia regionale dipende dal turismo estivo e dalle operazioni portuali che non si fermano con le ondate di calore.

Il porto di Genova, snodo logistico cruciale per l'Italia e il Mediterraneo, opera con infrastrutture che risalgono a decenni. I lavoratori portuali, i conducenti di camion nei piazzali, i tecnici delle gru operano in condizioni di calore crescente. Reuters ha riportato negli ultimi mesi come i porti europei affrontano pressioni crescenti sulla capacità operativa durante le estati estreme.

La stampa internazionale ha documentato come il caldo estremo non colpisce in modo uniforme. Le città costiere con scarsa ventilazione, come le aree portuali di Genova, accumulano calore durante le ondate. Le Riviera ligure, meta turistica mondiale, attirano decine di migliaia di visitatori durante i mesi estivi quando le temperature sono più alte. I servizi di emergenza devono gestire sia i residenti fragili che gli afflussi turistici.

L'OMS ha sottolineato che il fenomeno accelera. Maggio 2026 ha visto temperature record in diversi paesi europei. La tendenza suggerisce che le ondate di calore diventeranno più frequenti e intense nei prossimi decenni. Per la Liguria, ciò significa che le infrastrutture sanitarie dovranno prepararsi a picchi di domanda durante i mesi estivi.

I dati internazionali mostrano che le persone anziane sono particolarmente vulnerabili. La Liguria ha una delle popolazioni più anziane d'Italia: secondo i dati ufficiali, circa il 30% della popolazione ha più di 65 anni. Durante le ondate di calore, questa fascia di popolazione rappresenta la quota maggiore di morti. I servizi sanitari regionali hanno riferito pressioni crescenti nei pronto soccorso durante gli episodi di caldo estremo.

La stampa estera ha anche evidenziato come il caldo estremo crea cicli di povertà energetica. Le famiglie a basso reddito non possono permettersi di climatizzare le abitazioni. In una regione come la Liguria, dove il costo della vita è elevato e una parte della popolazione vive in abitazioni storiche poco isolate, questo problema è acuto. I rifugiati e i migranti che vivono in alloggi precari sono ancora più vulnerabili.

Le ondate di calore colpiscono anche le catene di approvvigionamento. Il porto di Genova, che gestisce milioni di tonnellate di merci all'anno, dipende da operazioni portuali ininterrotte. Il caldo estremo può rallentare le operazioni, causare guasti alle attrezzature e aumentare i tempi di scarico. Questo ha effetti a cascata su tutta la logistica italiana.

La Liguria ha intrapreso alcuni passi per affrontare il problema. La regione ha sviluppato piani di risposta alle ondate di calore e ha aumentato i posti letto nei reparti di terapia intensiva durante i mesi estivi. Tuttavia, la stampa internazionale suggerisce che questi sforzi rimangono insufficienti rispetto alla scala della minaccia.

L'OMS ha raccomandato ai governi europei di investire in infrastrutture più resilienti al calore, migliorare l'accesso ai servizi di raffreddamento per le popolazioni vulnerabili e creare sistemi di allerta precoce. Per la Liguria, ciò significa pensare a come riprogettare gli spazi portuali per ridurre l'accumulo di calore, come proteggere i lavoratori esposti e come garantire che i servizi sanitari possano rispondere.

La crisi del caldo estremo non è più una prospettiva futura: è presente. La Liguria, con la sua popolazione anziana, il suo ruolo cruciale nella logistica europea e la sua dipendenza dal turismo estivo, è una delle regioni italiane più esposte. I prossimi decenni richiederanno adattamenti significativi alle infrastrutture, ai servizi sanitari e alle pratiche lavorative.

La stampa internazionale continua a monitorare come l'Europa affronta questa sfida. Per la Liguria, la risposta non è solo una questione di salute pubblica, ma di sopravvivenza economica e sociale. Il caldo estremo non è un'anomalia: è il nuovo contesto in cui la regione dovrà operare.

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