SARDEGNA
Ondate di caldo, 30mila morti in Europa: la Sardegna conta il costo
Le cifre provvisorie dell'estate torrida arrivano mentre l'isola affronta un'altra stagione di siccità e incendi
Gavino Sanna692 wordsEdition №92domenica 23 agosto 2026 — Edizione № 92
L'Europa ha registrato almeno 30.000 morti in eccesso durante un'estate segnata da ondate di caldo consecutive e siccità, secondo cifre provvisorie riportate da The Local Italy. Gli scienziati attribuiscono queste condizioni al cambiamento climatico causato dall'uomo.
La cifra, che riguarda l'intero continente, arriva mentre l'Italia settentrionale e centrale affrontano temperature record e carenze idriche. Per la Sardegna, l'isola più colpita dalla siccità nel Mediterraneo occidentale, la notizia conferma una tendenza che i pastori e gli agricoltori dell'interno osservano da anni.
Le ondate di caldo estremo colpiscono in modo sproporzionato le popolazioni più vulnerabili: gli anziani, i malati cronici e chi lavora all'aperto. Nell'isola, dove l'età media è tra le più alte d'Italia, il rischio è particolarmente acuto.
Le cifre provvisorie, riportate da The Local Italy citando dati raccolti a livello europeo, indicano almeno 30.000 morti in eccesso durante l'estate. Il termine 'eccesso' si riferisce al numero di decessi superiori a quanto ci si aspetterebbe in condizioni normali, un indicatore che gli epidemiologi usano per misurare l'impatto reale di eventi come le ondate di caldo.
La scorsa estate, l'Europa aveva già registrato oltre 60.000 morti in eccesso legati al caldo, secondo studi citati dalla stampa internazionale. Quest'anno le cifre, sebbene provvisorie, suggeriscono un impatto ancora significativo nonostante i sistemi di allerta migliorati in molti paesi.
Per la Sardegna, la crisi climatica non è una questione astratta. L'isola ha vissuto estati consecutive con precipitazioni ben al di sotto della media, e i bacini idrici hanno toccato livelli critici. Nel 2024, il governo regionale aveva dichiarato lo stato di emergenza idrica, una situazione che si è ripetuta con variazioni minime negli anni successivi.
L'agricoltura e la pastorizia, pilastri dell'economia interna, sono i settori più esposti. I pastori dell'Ogliastra e del Nuorese hanno visto i pascoli ingiallire già a giugno, e molti hanno dovuto acquistare foraggio a prezzi crescenti. Le storie di greggi decimati dalla sete sono ricorrenti nella stampa regionale, ma raramente raggiungono i titoli internazionali.
Il turismo costiero, l'altra grande risorsa dell'isola, affronta una contraddizione: le spiagge attirano visitatori in cerca di sole, ma il caldo estremo rende sempre più difficile vivere e lavorare nelle zone interne, dove le temperature superano regolarmente i 40 gradi in estate.
Gli incendi boschivi, un'altra conseguenza della siccità, hanno colpito duramente l'isola negli ultimi anni. Nel 2021, migliaia di ettari erano andati in fumo, e la protezione civile aveva dovuto evacuare centinaia di persone. La stagione degli incendi 2026 è stata finora meno devastante, ma il rischio rimane alto con i venti di scirocco che soffiano sull'isola.
Le autorità sanitarie europee raccomandano misure di adattamento: piani di raffreddamento per le città, sorveglianza attiva degli anziani e adeguamento degli orari di lavoro. In Sardegna, alcune amministrazioni locali hanno iniziato a sperimentare questi approcci, ma la copertura resta disomogenea, soprattutto nei piccoli centri dell'interno.
La mortalità legata al caldo colpisce in modo sproporzionato gli anziani. L'Italia ha una delle popolazioni più anziane del mondo, e la Sardegna, con la sua 'zona blu' dell'Ogliastra nota per la longevità, vede convivere il record di centenari con la fragilità di chi vive solo in case senza climatizzazione.
Gli esperti citati dalla stampa internazionale sottolineano che le ondate di caldo come quelle di quest'estate diventeranno più frequenti e intense. Per il Mediterraneo, considerato un hotspot del cambiamento climatico, le proiezioni indicano un aumento delle temperature e una diminuzione delle precipitazioni.
Le organizzazioni ambientaliste europee chiedono ai governi di accelerare la transizione energetica e di investire nell'adattamento. Per le isole come la Sardegna, la dipendenza dai combustibili fossili per la produzione di energia elettrica rende il problema particolarmente complesso.
Il dibattito sulla transizione energetica ha assunto toni accesi nell'isola, dove i progetti per le rinnovabili — in particolare l'eolico e il fotovoltaico — si scontrano con la resistenza delle comunità locali preoccupate per l'impatto paesaggistico. Nel frattempo, la siccità continua a essere la minaccia più immediata.
I dati provvisori sui 30.000 morti in eccesso saranno rivisti nelle prossime settimane, quando i registri nazionali completeranno le statistiche. Ma per chi vive nell'isola, il numero è già una conferma: l'estate non è più solo una stagione turistica, ma un test di sopravvivenza per le comunità più fragili.
