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UMBRIA

Il caldo estremo mette in pericolo i lavoratori all'aperto

Statue di ghiaccio sciolte a Roma per protestare. L'Europa registra almeno 12.000 morti in eccesso a giugno. L'Umbria agricola affronta giornate letali

Niccolò Mariani952 wordsEdition49sabato 18 luglio 2026 — Edizione № 49

Greenpeace Italia e il sindacato CGIL hanno sciolto statue di ghiaccio fuori dal Colosseo a Roma il 15 luglio per protestare contro le condizioni di ondata di calore. Secondo Euronews, la protesta mirava a evidenziare l'impatto delle temperature estreme sui lavoratori all'aperto e a chiedere l'eliminazione graduale dei combustibili fossili. La BBC ha riferito che i rider delle consegne a Milano, Bologna e Firenze hanno scioperato per diritti aggiuntivi e protezioni sanitarie durante l'ondata di calore.

L'ondata di calore di giugno ha lasciato un bilancio grave in tutta Europa. Secondo The Local Italy, almeno 12.000 morti in eccesso sono stati registrati in nove paesi europei durante il mese, un numero che potrebbe ancora aumentare man mano che vengono rilasciati più dati. L'analisi dell'AFP suggerisce che molti di questi decessi sono stati causati direttamente da temperature estreme o da malattie legate al caldo, colpendo in modo sproporzionato i lavoratori all'aperto e gli anziani.

Per l'Umbria, l'ondata di calore rappresenta una minaccia particolare per il settore agricolo, che impiega migliaia di persone nelle campagne collinari. I mesi estivi sono i più critici per la raccolta e la lavorazione dei prodotti — grano, olive, uve — che costituiscono la base dell'economia rurale della regione. Le temperature record di giugno hanno accelerato la maturazione delle colture e aumentato il rischio di colpo di calore per i lavoratori agricoli, molti dei quali non hanno accesso a protezioni adeguate o a pause refrigerate durante le ore più calde.

La protesta di Greenpeace e della CGIL a Roma riflette una crescente consapevolezza del legame tra il cambiamento climatico e la vulnerabilità dei lavoratori italiani. Euronews ha osservato che le statue di ghiaccio sciolte simboleggiavano il modo in cui le politiche climatiche inesorabili stanno erodendo le condizioni di lavoro. La CGIL ha chiesto al governo di adottare protocolli obbligatori per proteggere i lavoratori all'aperto durante le ondate di calore, incluse pause obbligatorie, accesso a acqua potabile e zone ombreggiate.

I rider delle consegne hanno scioperato per motivi simili. La BBC ha riferito che i lavoratori nelle città del Nord hanno denunciato che le aziende di consegna non hanno fornito protezioni adeguate durante i giorni più caldi. Alcuni rider hanno riferito di aver continuato a lavorare con temperature superiori ai 35 gradi Celsius, con il rischio di colpo di calore, disidratazione e esaurimento. Gli scioperi hanno costretto le aziende a negoziare condizioni migliori, ma solo temporaneamente.

L'Umbria agricola affronta sfide ancora più gravi. La regione produce circa il 5% del vino italiano e una quota significativa dell'olio d'oliva nazionale. Durante i mesi estivi, migliaia di lavoratori stagionali — molti dei quali migranti — lavorano nei campi e negli uliveti dalle prime ore del mattino fino al tramonto. Le temperature record di giugno hanno messo molti di loro a rischio. I sindacati agricoli regionali hanno segnalato che alcuni lavoratori hanno sofferto di colpi di calore, ma molti non hanno cercato cure mediche per paura di perdere il lavoro.

La raccolta del grano in Umbria, tradizionalmente completata a giugno, è stata accelerata dalle temperature estreme. I campi sono stati mietuti prima del solito, il che ha ridotto il tempo disponibile per i lavoratori di acclimatarsi al caldo e di prendere pause. Gli agricoltori hanno riferito che il caldo ha anche ridotto la qualità dei raccolti in alcune aree, con chicchi di grano bruciati e uve appassite prematuramente.

Secondo Euronews, l'Italia ha iniziato a implementare protocolli di protezione dal calore per i lavoratori all'aperto, ma l'applicazione rimane irregolare. Nelle città, le aziende di consegna hanno iniziato a offrire bonus per il caldo e a ridurre gli orari durante i giorni più caldi. Nelle zone rurali, la situazione è meno regolamentata. Molti agricoltori operano con margini di profitto stretti e non possono permettersi di ridurre le ore di lavoro o di assumere lavoratori aggiuntivi per condividere il carico.

Il verdetto del processo di Genova e la protesta contro il caldo rappresentano due fronti della stessa crisi: la negligenza verso la sicurezza e il benessere degli italiani. Se Genova ha esposto la negligenza nelle infrastrutture, le ondate di calore espongono la negligenza verso i lavoratori. The Local Italy ha notato che il governo italiano ha promesso di affrontare entrambi i problemi, ma le azioni concrete rimangono limitate.

La BBC ha osservato che l'ondata di calore di giugno è stata la più grave in Europa in diversi anni. I meteorologi hanno attribuito l'intensità al cambiamento climatico e ai modelli atmosferici alterati. Se le ondate di calore diventeranno più frequenti e intense, come suggeriscono gli studi climatici, l'Italia dovrà sviluppare strategie di adattamento molto più robuste di quelle attuali.

Per l'Umbria, questo significa ripensare il modo in cui il lavoro agricolo viene organizzato durante i mesi estivi. Potrebbe significare spostare il lavoro pesante verso le ore più fresche del mattino e della sera, o implementare tecnologie di irrigazione che riducono il lavoro manuale. Potrebbe anche significare aumentare i salari per compensare i rischi per la salute, un costo che gli agricoltori più piccoli potrebbero non essere in grado di sostenere.

Secondo Euronews, alcuni comuni italiani hanno iniziato a implementare 'piani d'azione per il caldo' che includono centri di raffreddamento pubblici, accesso gratuito all'acqua potabile e hotline di emergenza per i lavoratori vulnerabili. Tuttavia, questi servizi sono spesso concentrati nei centri urbani e meno accessibili nelle zone rurali dove il lavoro agricolo è più intenso.

La protesta di Greenpeace e della CGIL a Roma ha attirato l'attenzione internazionale, con i media stranieri che hanno coperto la manifestazione come simbolo della lotta dell'Italia contro il cambiamento climatico. Tuttavia, per i lavoratori all'aperto — che siano rider a Milano o raccoglitori di uve in Umbria — il simbolismo non riduce il rischio di colpo di calore.

Filing from Perugia, inland Italy.

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