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PUGLIA

Il caldo ferma la campanella: il Sud chiede di posticipare l'apertura

Insegnanti e consigli comunali spingono per ritardare l'inizio dell'anno scolastico mentre l'ondata di calore persiste

Francesca Lazzari620 wordsEdition108martedì 8 settembre 2026 — Edizione № 108

La campanella di inizio anno scolastico suona questa settimana in molte regioni italiane, ma insegnanti e consigli comunali di alcune aree del Sud spingono per rinviare il rientro in classe: il caldo è ancora troppo intenso, riferisce The Local Italy.

La decisione di posticipare o meno l'apertura resta affidata ai singoli istituti e alle amministrazioni locali, che devono confrontarsi con aule prive in molti casi di climatizzazione e con temperature che a settembre non accennano a calare.

L'ondata di calore che ha attraversato l'Italia durante l'estate non mostra segni di cedimento con l'arrivo di settembre, e la riapertura delle scuole è diventata una questione di salute pubblica oltre che organizzativa, secondo quanto riferisce The Local Italy.

Insegnanti e rappresentanti dei consigli comunali in alcune regioni meridionali sostengono che le condizioni nelle aule siano ancora insopportabili per gli studenti, specialmente nei pomeriggi quando il sole batte direttamente sulle finestre e la ventilazione naturale non basta.

Per la Puglia la questione è particolarmente concreta. La regione ha un clima mediterraneo caldo, con estati secche e temperature che a settembre superano regolarmente i trenta gradi nelle ore centrali della giornata. Molti edifici scolastici pugliesi, come nel resto del Sud, non dispongono di impianti di climatizzazione adeguati.

Il dibattito sul calendario scolastico si intreccia con la più ampia discussione sugli effetti del cambiamento climatico sull'istruzione. Le ondate di calore sempre più frequenti e intense stanno spingendo diverse amministrazioni a ripensare orari e strutture, ma i margini di manovra sono limitati da vincoli di bilancio e da edifici spesso datati.

Alcuni istituti hanno già sperimentato soluzioni come l'anticipo delle lezioni al mattino presto o la riduzione dell'orario nei giorni più caldi, ma si tratta di misure temporanee che non risolvono il problema strutturale.

La decisione di ritardare l'apertura dell'anno scolastico è stata presa in passato da diverse regioni del Sud per ragioni legate al caldo, ma quest'anno la pressione arriva con particolare forza da insegnanti che denunciano condizioni di lavoro difficili e da genitori preoccupati per la salute dei figli.

Il governo nazionale ha finora lasciato ampia autonomia alle singole scuole e ai comuni, che devono bilanciare le esigenze didattiche con quelle di sicurezza. Un rinvio generalizzato rischia però di comprimere il calendario e di sovrapporsi con gli esami di fine anno.

Secondo i meteorologi citati dalla stampa internazionale, l'autunno potrebbe portare un fenomeno El Niño di dimensioni eccezionali che influenzerà il clima europeo nei prossimi mesi, con possibili nuove ondate di calore anche a ottobre.

Per la Puglia, dove l'agricoltura e il turismo dipendono fortemente dalle condizioni climatiche, il caldo di settembre rappresenta anche una questione economica. Le temperature elevate influiscono sui raccolti e sulle condizioni di lavoro all'aperto, in particolare nei settori agricolo e della pesca lungo la costa adriatica.

La discussione sull'apertura delle scuole è destinata a ripetersi ogni anno con maggiore frequenza se le ondate di calore diventeranno la norma anche a settembre. Alcuni esperti suggeriscono di ripensare completamente il calendario scolastico, spostando le vacanze estive più lunghe nei mesi più caldi dell'anno.

Per ora, la decisione resta nelle mani di presidi e sindaci, che devono valutare caso per caso. La pressione degli insegnanti del Sud, però, ha portato il tema all'attenzione nazionale, costringendo il governo a confrontarsi con una realtà che non riguarda più solo le regioni storicamente più calde.

L'anno scolastico è appena iniziato, ma la questione del caldo nelle aule promette di accompagnare l'intero autunno, con possibili nuove richieste di chiusure o riduzioni di orario nelle giornate più torride.

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