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MARCHE

Il Cammino di San Francesco: la via italiana di 1.546 km

Il percorso che attraversa l'Italia centrale termina nelle Marche, in una cattedrale dedicata al santo di Assisi

Elena Marcheggiani686 wordsEdition65lunedì 3 agosto 2026 — Edizione № 65

Il Cammino di San Francesco inizia, per la maggior parte dei camminatori, all'interno di una basilica. Sul ramo delle Marche termina in una cattedrale dedicata al santo a cui gli italiani hanno pregato per secoli. È la risposta italiana di 1.546 km al Cammino di Santiago, secondo quanto racconta il sito specializzato Taste and Wonders of Italy.

Il percorso, che si snoda attraverso l'Italia centrale, è diventato negli ultimi anni una delle mete preferite dai camminatori di tutta Europa, attratti dalla possibilità di seguire le orme del santo di Assisi attraverso paesaggi che uniscono spiritualità, storia e natura.

A differenza del più celebre Cammino di Santiago, che attraversa il nord della Spagna, il Cammino di San Francesco si sviluppa interamente nel cuore dell'Italia, toccando alcune delle regioni più ricche di storia e tradizione del paese. Il percorso principale collega Assisi a Roma, ma un ramo importante si dirige verso le Marche, dove termina in una cattedrale dedicata al santo.

Per le Marche, il Cammino rappresenta un'opportunità economica e culturale di primo piano. La regione, con la sua conformazione a crinale che guarda verso l'Adriatico, offre ai camminatori un paesaggio fatto di colline dolci, borghi medievali e centri rinascimentali. Urbino, patrimonio mondiale dell'UNESCO e patria di Raffaello, è uno dei gioielli che il percorso attraversa.

Il turismo lento, di cui il Cammino è un esempio, è una delle tendenze che la stampa internazionale segue con maggiore attenzione in Italia. A differenza del turismo di massa che affolla Venezia, Firenze e Roma, il turismo a piedi si distribuisce sul territorio, portando benefici economici a piccoli comuni che altrimenti rischiano lo spopolamento.

Il tema dello spopolamento è particolarmente sentito nelle Marche. La regione, come gran parte dell'Italia centrale, ha visto negli anni una costante emigrazione dei giovani verso le città più grandi o verso l'estero. Il Cammino di San Francesco, portando visitatori tutto l'anno, può contribuire a invertire questa tendenza, creando occasioni di lavoro legate all'accoglienza e ai servizi per i camminatori.

Taste and Wonders of Italy sottolinea come il Cammino sia percorribile in circa due mesi a piedi, ma possa essere affrontato anche a tappe, con pernottamenti in strutture ricettive che lungo il percorso hanno imparato a specializzarsi nell'accoglienza dei pellegrini moderni. Il sito ricorda che il percorso richiede una buona preparazione fisica, ma offre ricompense uniche: borghi quasi intatti, abbazie romaniche, e un contatto con una Italia rurale che altrove è scomparsa.

La scelta di far terminare il ramo marchigiano del Cammino in una cattedrale dedicata a San Francesco non è casuale. Il santo di Assisi, che nel 1224 ricevette le stimmate sul monte della Verna, in Toscana, è legato a doppio filo con l'Italia centrale. Le Marche, con i loro santuari francescani, sono parte integrante di questa geografia spirituale.

Il successo del Cammino di San Francesco si inserisce in un movimento più ampio che vede l'Italia riscoprire i suoi percorsi storici. La Via Francigena, che da Canterbury porta a Roma, è forse l'esempio più noto, ma il Cammino di San Francesco sta crescendo rapidamente in popolarità, anche grazie alla copertura della stampa internazionale che lo presenta come un'alternativa meno affollata del Santiago.

Per le Marche, il Cammino è anche un modo per raccontare una regione che la stampa estera spesso ignora. Mentre Toscana, Umbria e Campania dominano le guide turistiche, le Marche restano una destinazione di nicchia, apprezzata da chi cerca autenticità. Il Cammino di San Francesco offre una narrazione diversa, fatta di piccoli paesi, di artigianato, di cucina genuina.

La regione ha investito negli ultimi anni nella segnaletica e nei servizi per i camminatori, consapevole del potenziale economico del turismo lento. I dati sul turismo internazionale in Italia mostrano una crescita costante del segmento escursionistico, con camminatori provenienti soprattutto da Germania, Francia, Regno Unito e Stati Uniti.

Il Cammino di San Francesco, con i suoi 1.546 km, è un progetto ambizioso che richiede tempo e dedizione. Ma per le Marche rappresenta una scommessa sul futuro: la possibilità di trasformare il proprio patrimonio storico e paesaggistico in un motore di sviluppo sostenibile, capace di contrastare lo spopolamento e di offrire ai giovani una ragione per restare.

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