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CAMPANIA

Il divieto canadese scade: le case italiane tornano sul mercato

The Local Italy: con la stretta sugli acquirenti stranieri in scadenza a inizio anno, i canadesi potrebbero tornare a comprare in Italia.

Rosaria Esposito711 wordsEdition №149giovedì 15 ottobre 2026 — Edizione № 149

Il divieto imposto dal Canada ai propri cittadini di acquistare immobili all'estero è attualmente destinato a scadere all'inizio del prossimo anno. Se questo accadrà, scrive The Local Italy, le pesanti restrizioni che oggi limitano la capacità dei canadesi di comprare una casa in Italia potrebbero essere revocate.

The Local Italy non entra nel merito di quali regioni italiane ne trarrebbero più vantaggio: si limita a registrare che la scadenza è vicina e che il quadro normativo potrebbe cambiare. È una notizia di mercato, non un annuncio di governo, e va letta con la cautela che merita.

Per capire perché conti, bisogna guardare a chi compra. Il mercato immobiliare delle seconde case italiane è da decenni sostenuto in larga parte da acquirenti stranieri: britannici, tedeschi, olandesi, americani e, appunto, canadesi. Le loro scelte non seguono i prezzi locali, ma il cambio, la fiscalità e le regole del paese d'origine.

Per la Campania la partita è diversa da quella toscana o umbra, dove il mercato delle case rurali da restaurare è il cuore del fenomeno. Qui l'interesse straniero si concentra su Napoli, la costiera, le isole, e su un turismo residenziale che ha già cambiato il volto di alcuni quartieri.

È una notizia di mercato, non un annuncio di governo, e va letta con la cautela che merita: nessuna fonte internazionale indica che la misura sarà effettivamente prorogata o lasciata cadere.

Una restrizione canadese, in questo senso, ha lo stesso effetto di un dazio: non toglie la voglia di comprare, la rimanda.

The Local Italy ha costruito negli anni una copertura sistematica proprio su questo incrocio: le regole italiane viste dagli stranieri che in Italia vogliono vivere, lavorare o investire. È una prospettiva che la stampa nazionale tende a non adottare, e che qui diventa il punto: l'Italia è un paese che vende case a chi non ci è nato, e le politiche degli altri paesi contano quanto le sue.

È un processo che la stampa internazionale racconta da anni, spesso con toni entusiasti e raramente con attenzione alle conseguenze per chi ci vive.

Il nesso tra acquisti stranieri e affitti brevi è il punto più delicato, e non riguarda solo il Canada. Quando una casa passa dal mercato residenziale a quello delle locazioni turistiche, la disponibilità per i residenti si riduce e i prezzi salgono. È un meccanismo documentato in molte città europee, e Napoli non fa eccezione: il centro storico, i Quartieri Spagnoli, alcune zone del lungomare sono da tempo al centro di questa tensione.

Nessuna delle fonti internazionali di oggi quantifica l'impatto campano di una eventuale revoca del divieto canadese, e non è possibile farlo senza dati che non abbiamo. Quello che si può dire è che la domanda canadese, se tornasse, si aggiungerebbe a una pressione già esistente, non la creerebbe da zero.

C'è poi la questione dei piccoli comuni. In molte aree interne del Mezzogiorno le case si vendono a prezzi simbolici, e i programmi di attrazione di nuovi residenti sono diventati un genere ricorrente nella stampa estera. La Campania ha i suoi borghi in spopolamento, lontani dalle rotte del turismo costiero, dove un acquirente straniero con capitali modesti può fare la differenza tra una casa recuperata e un rudere che crolla.

Il Canada, dal canto suo, ha introdotto il divieto come misura contro la speculazione immobiliare interna, non contro l'Italia. La logica era impedire che capitali canadesi alimentassero bolle in mercati esteri mentre il paese affrontava una crisi degli alloggi propria. La scadenza, se confermata, non sarebbe quindi un favore all'Italia ma la fine di una misura pensata altrove.

Questo è il punto che vale la pena tenere fermo: l'Italia non decide chi compra le sue case, o almeno non da sola. Le regole fiscali, i permessi, la burocrazia contano, ma il flusso di acquirenti stranieri risponde in primo luogo alle condizioni dei loro paesi d'origine. La notizia di The Local Italy è, in fondo, la conferma di una dipendenza.

Per una regione come la Campania, che ha nel turismo una voce economica reale e un mercato immobiliare a due velocità — costiero e interno — la domanda da porsi non è se arrivino più canadesi, ma con quali strumenti si governa ciò che accade quando arrivano. Su questo, al momento, le fonti internazionali non offrono risposte.

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