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SARDEGNA

Il divieto canadese scade, e la Sardegna interna guarda le case vuote

Con la fine delle restrizioni canadese sull'acquisto di immobili all'estero, la stampa estera torna a guardare al mercato italiano. Per l'interno dell'isola è un'occasione ambigua

Gavino Sanna816 wordsEdition №149giovedì 15 ottobre 2026 — Edizione № 149

Il divieto canadese per gli acquirenti stranieri è attualmente destinato a scadere all'inizio del prossimo anno, riferisce The Local Italy. Questo significa che le pesanti restrizioni sulla capacità dei canadesi di acquistare proprietà italiane potrebbero presto essere revocate.

La notizia riguarda un mercato che la stampa estera segue da anni: quello delle case a basso costo nei borghi italiani, spesso acquistate da compratori nordamericani. La Sardegna, con il suo interno spopolato, è tra le regioni che compaiono regolarmente in questi servizi.

The Local Italy non entra nel dettaglio delle singole regioni. Si limita a segnalare che la scadenza del divieto canadese potrebbe riaprire il mercato. Per l'isola, la questione è se un ritorno di domanda estera tocchi le zone interne o resti confinato alla costa.

La distinzione conta. La Sardegna ha due mercati immobiliari quasi separati: la costa, dominata dal turismo di lusso, e l'interno, dove i prezzi sono bassi e le case vuote numerose. Le politiche di acquisto dall'estero hanno effetti molto diversi sui due.

La misura canadese era stata introdotta per raffreddare il mercato immobiliare interno, limitando l'acquisto di immobili da parte di non residenti. La sua scadenza, scrive The Local Italy, riaprirebbe la possibilità per i canadesi di comprare casa in Italia senza i vincoli attuali.

La stampa estera segue da anni il fenomeno delle case a un euro e dei borghi italiani in vendita. La Sardegna compare spesso in questi servizi, insieme a regioni come la Sicilia, la Calabria e l'Abruzzo. Le storie riguardano quasi sempre l'interno, non la costa.

L'interno sardo è fatto di paesi che perdono abitanti ogni anno. Le case vuote sono numerose, i prezzi bassi, e i servizi — scuole, ambulatori, negozi — si riducono con la popolazione. È il contesto in cui un acquirente straniero può fare la differenza su una singola casa, ma non su un paese intero.

La costa è un'altra cosa. La Sardegna ha mercati di lusso consolidati, con prezzi che la stampa internazionale descrive da anni come tra i più alti del Mediterraneo. Un compratore canadese che cerca una seconda casa al mare non ha lo stesso impatto di uno che compra un rudere nell'Ogliastra.

The Local Italy non fornisce cifre sul numero di canadesi che acquistano in Italia né sulla distribuzione regionale. La notizia riguarda la scadenza di una norma, non un bilancio. Questo va detto con chiarezza: non sappiamo quanti canadesi comprino in Sardegna, né quanto il divieto abbia inciso.

Il tema si intreccia con quello più ampio dello spopolamento. Le regioni italiane con i borghi in vendita hanno tutte lo stesso problema: attrarre residenti stabili, non solo proprietari di seconde case. Un acquirente straniero che non vive nel paese non riapre la scuola né l'ambulatorio.

La Sardegna ha una lunga esperienza con questo dilemma. Il turismo costiero ha trasformato intere fasce del litorale, mentre l'interno ha continuato a perdere popolazione. Le politiche di attrazione di nuovi residenti, in Italia, sono spesso gestite a livello comunale o regionale, con risultati disomogenei.

La stampa estera tende a raccontare queste storie come opportunità. The Local Italy, che si rivolge a un pubblico di lingua inglese interessato all'Italia, ha pubblicato di recente anche un pezzo sui costi nascosti del lavoro autonomo nel paese. Il filo comune è l'attenzione ai dettagli pratici e burocratici che sorprendono chi arriva da fuori.

Per un compratore canadese, la revoca del divieto non risolve le complicazioni italiane: la burocrazia notarile, i vincoli paesaggistici, le tasse locali. La Sardegna ha regole stringenti sulla fascia costiera, che limitano le nuove costruzioni vicino al mare. Questo spinge la domanda verso l'interno o verso immobili esistenti.

C'è poi la questione della lingua e dei servizi. I paesi dell'interno sardo hanno una popolazione anziana e una vita sociale legata a reti locali. Un nuovo residente straniero può trovare un'accoglienza calorosa, ma anche una burocrazia lenta e pochi servizi in inglese.

Le politiche regionali di coesione dell'Unione europea hanno finanziato progetti per contrastare lo spopolamento nelle aree interne. La Sardegna è tra le regioni destinatarie di questi fondi. Il collegamento tra acquisto di case da parte di stranieri e politiche di coesione non è automatico: sono strumenti diversi.

La scadenza del divieto canadese, se confermata, è una notizia di mercato. Per la Sardegna interna, la domanda è se porterà residenti o solo proprietari. La storia recente dell'isola suggerisce che la seconda ipotesi è più probabile della prima, ma le fonti disponibili non permettono di quantificarlo.

The Local Italy non indica una data precisa oltre 'l'inizio del prossimo anno'. La norma canadese dovrà essere confermata o modificata dal legislatore. Fino ad allora, la situazione resta quella attuale.

Per chi guarda l'isola dall'interno, la notizia è meno eccitante di come viene presentata. Le case vuote ci sono, i compratori potenziali anche. Quello che manca, da decenni, è un modo per trasformare l'acquisto di una casa in presenza stabile. Nessuna scadenza di divieto risolve questo problema da sola.

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