MOLISE
Il divieto canadese scade: le case italiane tornano sul mercato
The Local Italy: le restrizioni che impediscono ai canadesi di comprare casa in Italia potrebbero cadere all'inizio del prossimo anno.
Antonio Petrella846 wordsEdition №149giovedì 15 ottobre 2026 — Edizione № 149
Il divieto canadese che limita l'acquisto di proprietà all'estero è attualmente destinato a scadere all'inizio del prossimo anno, e secondo The Local Italy le pesanti restrizioni sulla capacità dei canadesi di comprare immobili in Italia potrebbero presto essere revocate.
La notizia riguarda un mercato che la stampa estera segue da anni: quello dei borghi italiani che vendono case a basso costo o a un euro per fermare lo spopolamento. Il Molise è tra le regioni che compaiono in questa copertura.
Non è ancora una norma approvata. The Local Italy parla di una scadenza e di una possibile revoca, non di un provvedimento in vigore. Chi oggi tratta la notizia come un fatto compiuto va oltre ciò che la fonte sostiene.
Resta il punto di fondo: le aree interne italiane dipendono, per la loro sopravvivenza demografica, da acquirenti che arrivano da fuori. Se una quota di quei compratori è bloccata da una legge straniera, la scadenza di quella legge è una notizia locale.
La testata, che segue l'Italia per un pubblico di lettori stranieri, inquadra la questione in termini pratici: cosa cambia per un canadese che vuole una casa in Italia. È una domanda che negli ultimi anni ha avuto una risposta sempre più visibile nelle cronache internazionali, perché il Paese ha costruito attorno ai borghi spopolati una piccola industria di vendite simboliche.
Il Molise è dentro questa geografia, anche se raramente al centro. Regione di 289.000 abitanti, con un interno collinare e montano che perde residenti da decenni, ha comuni dove il patrimonio edilizio vuoto supera di gran lunga la domanda locale. Le case a un euro di cui scrivono le testate estere non sono una trovata turistica: sono la fotografia di un mercato che non esiste più.
The Local Italy non elenca quali comuni sarebbero interessati né fornisce cifre sul numero di canadesi che acquistano in Italia. Va detto con chiarezza: la fonte parla di una scadenza normativa canadese e delle sue possibili conseguenze, non di un piano italiano di attrazione di compratori nordamericani.
Questo non toglie peso alla notizia. Per un Comune molisano con cinquecento abitanti e duecento case vuote, ogni compratore straniero è un contribuente in più, un immobile recuperato in più, una scuola che forse resta aperta un anno in più. La scala è minuscola, ma la scala è tutto, in questi paesi.
C'è però una tensione che la copertura internazionale dello spopolamento italiano tende a lasciare sullo sfondo. L'acquirente straniero compra una casa, non un'economia. Raramente si trasferisce in modo stabile, più spesso la usa per alcune settimane l'anno. Il borgo si riempie di facciate restaurate e resta vuoto d'inverno.
Le amministrazioni locali lo sanno e hanno imparato a distinguere. Alcuni bandi chiedono l'impegno a risiedere; altri no. La differenza tra un borgo che rivive e un borgo che diventa un albergo diffuso dipende da clausole che nessun titolo internazionale riporta, ma che decidono l'esito.
Il quadro normativo italiano, per quanto riguarda la proprietà, resta tra i più aperti d'Europa: l'acquisto da parte di stranieri non è in genere soggetto a restrizioni particolari, salvo reciprocità e casi specifici. È per questo che il vincolo canadese ha contato: veniva dall'altra parte dell'Atlantico, non da Roma.
La scadenza, se confermata, riaprirebbe un canale che negli anni passati aveva portato compratori nordamericani verso il Centro-Sud. The Local Italy non quantifica il fenomeno e non cita regioni specifiche. Chi scrive da Campobasso può solo osservare che il Molise, per prezzo e per disponibilità, sarebbe tra i territori più esposti a un'eventuale ripresa della domanda.
C'è un secondo effetto, meno visibile. Il mercato delle case a basso costo ha generato una piccola filiera di servizi: agenzie che parlano inglese, geometri abituati a clienti stranieri, artigiani che lavorano su immobili vecchi. In una regione dove l'edilizia è una delle poche voci economiche non agricole, un'onda di acquisti dall'estero si sente prima nei cantieri che negli uffici anagrafe.
Va però ricordato che la notizia è, per ora, una scadenza. Il divieto canadese potrebbe essere prorogato, come è già accaduto in passato per provvedimenti analoghi in altri Paesi. The Local Italy scrive che è "attualmente destinato a scadere": l'avverbio è la parte più importante della frase.
Per l'Italia nel suo insieme, la questione si intreccia con un dibattito più ampio sul turismo di massa e sulla pressione abitativa nei centri storici. Ma quel dibattito riguarda Firenze, Venezia, Roma. Nei borghi del Sud il problema è l'opposto: non troppa domanda, ma troppo poca.
Il Molise, in questo, è un caso quasi puro. Non ha una città d'arte che attiri flussi, non ha una costa famosa, non ha un aeroporto internazionale. Ha case vuote, un paesaggio agricolo integro e tratturi che la stampa estera ogni tanto riscopre come patrimonio. È esattamente il profilo che interessa a chi cerca una seconda casa lontana dalle rotte.
Se la scadenza canadese verrà confermata, il primo segnale non sarà un titolo sui giornali. Sarà un aumento delle richieste nelle agenzie immobiliari dei capoluoghi di provincia, e qualche ristrutturazione in più nei vicoli. È così che queste cose arrivano, in periferia d'Europa: lentamente, e senza annunci.
