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LIGURIA

Il Canada primo 'membro associato' dell'Ue: cosa significa per il porto di Genova

Von der Leyen propone a Carney cooperazione su tecnologia, difesa ed energia. Per la Liguria è una questione di rotte e di merci

Marina Doria772 wordsEdition118giovedì 17 settembre 2026 — Edizione № 118

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha prospettato mercoledì la possibilità che il Canada diventi il primo "membro associato" del blocco dei ventisette, proponendo una cooperazione più stretta su tecnologia, difesa ed energia al leader canadese Mark Carney. Lo riferisce The Local Italy.

Non è un'adesione: è una formula nuova, che non esiste nei trattati e che dovrà essere definita. Ma la direzione indicata riguarda tre settori che toccano direttamente l'economia ligure: la tecnologia, la difesa e soprattutto l'energia.

Il porto di Genova è il primo scalo italiano per movimentazione e il principale sbocco mediterraneo per i flussi che attraversano l'Atlantico. Se la cooperazione energetica con il Canada si rafforza, le rotte del gas naturale liquefatto e delle materie prime cambiano, e con esse i traffici che risalgono dal porto verso la pianura padana.

La proposta è arrivata mercoledì e non ha ancora una forma giuridica. Ma per uno scalo che conta navi e camion più che dichiarazioni, la domanda è già sul tavolo: quale volume, su quale rotta, con quale infrastruttura a terra.

Lo riferisce The Local Italy, che riporta l'apertura di von der Leyen verso Ottawa.

La formula del "membro associato" non esiste nei trattati europei. È una categoria nuova, che la Commissione ha evocato senza definirne il contenuto giuridico. Questo significa che per ora non c'è nulla di vincolante, e che il negoziato, se partirà, sarà lungo.

Ma il segnale politico è chiaro, e riguarda tre aree indicate esplicitamente: tecnologia, difesa ed energia. Sono le stesse tre aree in cui l'Unione europea ha cercato negli ultimi anni di ridurre le dipendenze esterne e di diversificare i fornitori. Il Canada, per dimensione e per risorse, è un candidato naturale.

Per la Liguria la voce che pesa è l'energia. Il porto di Genova movimenta gas naturale liquefatto e prodotti energetici, e serve un entroterra che comprende la pianura padana e i distretti industriali del nord. Una cooperazione energetica rafforzata con il Canada sposterebbe volumi sulle rotte atlantiche, con effetti diretti sui terminal e sui servizi portuali.

Non è una previsione, è una variabile. Questa redazione segue da anni il rapporto tra i traffici del porto di Genova e le decisioni prese altrove, a Bruxelles o nei mercati. La lezione ricorrente è che i grandi accordi commerciali arrivano in porto con anni di ritardo, e solo se l'infrastruttura a terra è pronta a riceverli.

Ed è qui che la Liguria ha un problema noto. L'accessibilità terrestre del porto di Genova dipende da collegamenti ferroviari e stradali che la stampa internazionale ha descritto a lungo come inadeguati. Il ricordo del crollo del ponte Morandi, nel 2018, resta il riferimento con cui la copertura straniera giudica l'infrastruttura ligure.

Il settore della difesa, secondo il quadro tracciato da von der Leyen, è il secondo pilastro della proposta. L'Italia ha una base industriale della difesa distribuita nel centro-nord, e la Liguria ospita attività collegate alla cantieristica e alla meccanica navale. Una cooperazione più stretta con Ottawa aprirebbe spazi a forniture e subforniture che oggi passano per altri canali.

La tecnologia è il terzo pilastro. Qui la Liguria ha una posizione specifica: l'Università di Genova e il tessuto di ricerca collegato al porto e alla robotica navale sono tra i pochi del paese con una dimensione internazionale riconosciuta. Un accordo quadro con il Canada renderebbe più semplici scambi di ricercatori e progetti congiunti.

Va detto con chiarezza cosa la proposta non è. Non è un allargamento, non è un'adesione, non è un accordo commerciale firmato. È un'apertura politica annunciata mercoledì, che dovrà passare per le capitali dei ventisette e per il Parlamento europeo. Alcuni governi hanno storicamente guardato con cautela alle formule di integrazione differenziata.

Per il porto di Genova la conseguenza più immediata non è economica ma informativa. Chi pianifica investimenti nei terminal ha bisogno di sapere quale sarà il quadro regolatorio e commerciale tra cinque o dieci anni. Un segnale come quello di mercoledì entra nei modelli di previsione, anche se non produce traffico domani.

C'è poi il tema del turismo. Il Canada è un mercato emissivo importante per l'Italia, e la Liguria, con la Riviera e le Cinque Terre, è tra le destinazioni italiane più cercate dai viaggiatori nordamericani. Una cooperazione più stretta non cambia i flussi da sola, ma semplifica la cornice in cui operano tour operator e compagnie aeree.

Il quadro resta fluido. The Local Italy riferisce la proposta, non un testo. Questa redazione continuerà a seguire il negoziato, e in particolare il punto che conta per uno scalo portuale: se la cooperazione energetica con il Canada diventerà un programma con volumi definiti o resterà una dichiarazione di intenti.

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