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LIGURIA

Il divieto canadese sugli acquisti scade: la Riviera conta i cottages

The Local Italy: le restrizioni che impediscono ai canadesi di comprare casa in Italia potrebbero cadere all'inizio del prossimo anno.

Marina Doria842 wordsEdition №149giovedì 15 ottobre 2026 — Edizione № 149

Le pesanti restrizioni che impediscono ai canadesi di acquistare una casa in Italia potrebbero presto essere revocate. Lo riferisce The Local Italy, secondo cui il divieto canadese per gli acquirenti stranieri è attualmente destinato a scadere all'inizio del prossimo anno.

Il vincolo non nasce in Italia. È una misura canadese, pensata per raffreddare il mercato immobiliare interno, che ha avuto come effetto collaterale quello di limitare la capacità dei cittadini canadesi di comprare all'estero, Italia compresa.

Per la Liguria la questione non è teorica. La costa da Ventimiglia a La Spezia vive da decenni di un mercato immobiliare sostenuto in larga parte da acquirenti stranieri, e il turismo di lungo periodo è una delle voci più stabili dell'economia rivierasca.

The Local Italy non fornisce cifre sul mercato ligure né indica quante compravendite siano state bloccate. Chi scrive non ne aggiunge.

La notizia, come la riporta The Local Italy, è tutta in una data: l'inizio del prossimo anno. È lì che il divieto canadese per gli acquirenti stranieri è attualmente destinato a scadere, e con esso dovrebbero cadere le restrizioni che hanno reso complicato per i canadesi comprare proprietà in Italia.

Vale la pena essere precisi su cosa sia questo divieto. Non è una norma italiana, non è una norma europea. È una misura adottata in Canada per limitare l'acquisto di immobili da parte di soggetti non residenti, con l'obiettivo dichiarato di ridurre la pressione sui prezzi interni.

L'effetto, per un mercato come quello italiano, è stato quello di un imbuto. I canadesi con disponibilità e intenzione di comprare una seconda casa in Europa si sono trovati davanti a un vincolo che non riguardava il paese in cui volevano comprare, ma quello di cui erano cittadini.

The Local Italy, che segue da anni il fenomeno degli acquirenti stranieri in Italia, ha inquadrato la scadenza come un'apertura. La testata non quantifica però l'impatto, e questo è il punto su cui conviene restare prudenti.

Per la Liguria la domanda è antica. La Riviera ha una fascia costiera costruita in buona parte per chi la abita sei mesi l'anno: seconde case, residence, villini terrazzati sopra il mare, molti dei quali nati tra gli anni Sessanta e Ottanta proprio per un mercato di proprietari non residenti.

La geografia aiuta. Il clima è mite e riparato dalle montagne, come ricorda la scheda regionale: significa inverni sopportabili e primavere lunghe, cioè una stagione utilizzabile più ampia di quella di altre coste mediterranee. Per chi compra una casa per viverci a intermittenza, è un argomento che pesa.

C'è poi il tema della nazionalità degli acquirenti. La Riviera ha storicamente attratto britannici, tedeschi, svizzeri, olandesi e, più di recente, acquirenti nordamericani. I canadesi si inseriscono in quest'ultimo gruppo, e la loro presenza è stata finora limitata proprio dal vincolo di cui parla The Local Italy.

Il mercato ligure, però, non è un blocco unico. Genova città, con il suo patrimonio edilizio storico e i suoi prezzi relativamente bassi, si comporta diversamente da località come Camogli, Santa Margherita o le Cinque Terre, dove l'offerta è limitata e i prezzi sono da anni su livelli elevati.

Una revoca del divieto canadese agirebbe probabilmente in modo disomogeneo: più visibile nei comuni dove esiste stock disponibile, meno nelle aree dove comprare significa aspettare che qualcuno venda.

C'è anche un aspetto infrastrutturale, che è quello che questa redazione guarda per primo. Ogni nuova seconda casa abitata a intermittenza aumenta la domanda su strade, acqua, raccolta dei rifiuti e trasporto pubblico in comuni che hanno spesso meno di cinquemila residenti stabili.

Il turismo di massa è già un tema ricorrente nella copertura internazionale dell'Italia, e la Liguria non ne è esente: le Cinque Terre sono da anni citate dalla stampa estera come esempio di costa sotto pressione. Aggiungere acquirenti stranieri non è la stessa cosa che aggiungere turisti, ma entrambi insistono sulla stessa infrastruttura fragile.

Vale la pena ricordare che la scadenza non è automatica nella sua applicazione pratica. The Local Italy parla di un divieto "attualmente destinato a scadere": una formula che lascia aperta la possibilità di una proroga o di una modifica prima della data.

Il quadro politico canadese, peraltro, non è oggetto di questa copertura. La testata riferisce la scadenza e le sue implicazioni per chi vuole comprare in Italia; non anticipa decisioni che non sono state annunciate.

Per un lettore ligure, la domanda utile è un'altra: se la domanda canadese si libera, su quale parte della costa si scaricherà. La risposta più probabile, guardando la distribuzione storica degli acquirenti stranieri, è la fascia tra il ponente savonese e il golfo di Genova, dove l'offerta è più ampia e i prezzi più accessibili.

Resta il fatto che nessuna fonte internazionale, oggi, collega questa scadenza a un impatto già misurabile sulla Liguria. È un'apertura possibile, non un dato. Questa redazione non la trasforma in una previsione.

Cosa guardare: se la scadenza verrà confermata o prorogata; se compariranno dati sulle compravendite da parte di cittadini canadesi in Italia; e se i comuni rivieraschi cominceranno a discuterne nei loro strumenti urbanistici.

Filing Italy from the Genoa waterfront.

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