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PUGLIA

Il divieto canadese scade, e la Puglia guarda alle case vuote

Con le restrizioni canadese sull'acquisto di immobili all'estero in scadenza a inizio anno, le agenzie del Sud sperano in un ritorno di domanda

Francesca Lazzari671 wordsEdition №149giovedì 15 ottobre 2026 — Edizione № 149

Il divieto imposto dal Canada ai propri cittadini per l'acquisto di immobili all'estero è attualmente destinato a scadere all'inizio del prossimo anno. The Local Italy scrive che, se questo accadrà, le pesanti restrizioni sulla capacità dei canadesi di acquistare proprietà italiane potrebbero presto essere revocate.

La misura canadese, pensata per raffreddare un mercato interno surriscaldato, ha avuto un effetto collaterale anche sui mercati esteri. In Italia il segmento delle seconde case per acquirenti nordamericani è cresciuto negli ultimi anni, e il pubblico canadese ne faceva parte.

La notizia, per ora, è una prospettiva normativa: The Local Italy non indica date certe né conferme ufficiali. Ma nelle aree dove il mercato delle case vacanza pesa sull'economia locale, la scadenza viene seguita con interesse.

The Local Italy non indica date certe né conferme ufficiali sulla revoca. La notizia, per ora, è una prospettiva normativa, e va trattata come tale: una scadenza che si avvicina, non un provvedimento già adottato.

Vale la pena ricordare di cosa si parla. Il divieto canadese riguarda l'acquisto di immobili residenziali all'estero da parte di persone fisiche non residenti, con esenzioni e deroghe che ne hanno ridotto la portata pratica nel corso degli anni.

Per il mercato italiano il tema è noto: le compravendite da parte di stranieri si concentrano in alcune aree, e il Mezzogiorno è tra queste. Puglia, Sicilia, Sardegna e Calabria hanno visto crescere la domanda estera di case in borghi e zone costiere.

La Puglia, in particolare, ha un'offerta che corrisponde a ciò che cerca questo tipo di acquirente: centri storici in pietra chiara, trulli nella Valle d'Itria, masserie nelle campagne, costa adriatica e ionica raggiungibile. Il Salento è da anni una delle mete più citate nella stampa estera che si occupa di seconde case.

Il fenomeno ha una doppia faccia. Da un lato porta capitali, ristrutturazioni e una domanda che sostiene artigiani e imprese edili locali. Dall'altro, dove la domanda estera è più concentrata, spinge in alto i prezzi e riduce lo spazio per chi cerca casa stabilmente.

È una tensione che la stampa internazionale ha raccontato più volte parlando di turismo di massa e di borghi svuotati. Non è un caso che molte amministrazioni del Sud abbiano iniziato a ragionare su vendite simboliche e progetti di ripopolamento.

Il ritorno degli acquirenti canadesi, se la scadenza sarà confermata, si inserirebbe in questo quadro. Non cambierebbe da solo la dinamica demografica, che dipende da natalità, lavoro e servizi, ma aggiungerebbe domanda in un segmento specifico.

C'è poi la questione della distanza. Un acquirente canadese compra spesso una casa che userà per poche settimane l'anno, e delega gestione e manutenzione a strutture locali. Questo crea lavoro, ma anche un modello di presenza intermittente che non è la residenza.

Le agenzie immobiliari delle aree costiere pugliesi seguono da tempo i mercati nordamericani, insieme a quelli britannico, tedesco e nordeuropeo. La composizione della domanda estera cambia gli equilibri di un territorio che vive di agricoltura, turismo e servizi.

Non ci sono, nelle fonti disponibili, dati aggiornati sull'impatto specifico del divieto canadese sulle compravendite in Puglia. Qualsiasi cifra locale, in questa fase, sarebbe una stima non verificabile.

Quello che si può dire è che la scadenza di una misura restrittiva in un Paese straniero produce effetti anche dove non è stata scritta. È il caso di un divieto pensato per Toronto o Vancouver che finisce per riguardare un trullo in Valle d'Itria.

Resta da vedere cosa deciderà Ottawa. The Local Italy parla di scadenza all'inizio del prossimo anno e di possibili revoche, senza anticipare la scelta del governo canadese.

Per il Sud, la partita è più larga di una singola nazionalità. Il tema vero è come attrarre residenti stabili, non solo proprietari stagionali, in territori che perdono popolazione e servizi.

Una casa venduta a un acquirente straniero è una transazione. Una famiglia che si trasferisce è un'altra cosa, e richiede scuole, sanità e lavoro. Su questo, le fonti internazionali non offrono novità.

Intanto, la scadenza si avvicina. Chi opera nel mercato delle seconde case pugliesi la segna in calendario.

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