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LIGURIA

Porti europei in allerta: il caos dei controlli EES minaccia l'estate

Le nuove verifiche biometriche dell'UE rischiano di paralizzare i traghetti. Genova e la Riviera temono il collasso del turismo.

Marina Doria1,247 wordsEdition11mercoledì 10 giugno 2026 — Edizione № 11

I capi del turismo mondiale e i gestori dei porti traghettisti europei hanno lanciato un allarme comune: i nuovi controlli biometrici EES (Entry/Exit System) dell'Unione Europea rischiano di paralizzare i flussi estivi di passeggeri e merci. Secondo quanto riportato da The Local Italy, le code ai varchi di frontiera potrebbero scoraggiare milioni di viaggiatori internazionali proprio quando inizia la stagione turistica di punta.

Il sistema EES richiede la registrazione biometrica di tutti i visitatori non europei, una procedura che i porti traghettisti temono possa creare colli di bottiglia ingestibili durante i mesi estivi. La Liguria, porta d'accesso marittima dell'Italia settentrionale, è in prima linea in questa sfida logistica.

Il governo italiano sta ancora valutando opzioni di sospensione temporanea, ma nessuna decisione ufficiale è stata annunciata. Intanto, gli operatori portuali europei chiedono chiarezza e risorse aggiuntive per gestire il carico di lavoro.

I porti traghettisti di tutta Europa stanno suonando il campanello d'allarme. Secondo The Local Italy, le autorità portuali hanno avvertito che il nuovo sistema di controllo biometrico dell'UE potrebbe trasformare i varchi estivi in zone di congestione critica, con ripercussioni su decine di milioni di passeggeri e sul commercio marittimo continentale.

L'EES, che entrerà pienamente in vigore questa estate, richiede la scansione del volto e delle impronte digitali di ogni visitatore non europeo. Sebbene il sistema sia stato concepito per rafforzare la sicurezza alle frontiere, gli operatori portuali temono che la procedura, se applicata rigidamente ai varchi marittimi, possa creare ritardi inaccettabili durante i picchi di traffico estivo.

La Liguria, con il porto di Genova e i numerosi terminal traghettisti della Riviera, è particolarmente vulnerabile a questo scenario. Il porto genovese è uno dei principali snodi europei per il traffico Ro-Ro (roll-on/roll-off) e per i passeggeri diretti verso la Corsica, la Sardegna e il Mediterraneo occidentale. Qualsiasi rallentamento ai controlli di frontiera si ripercuoterebbe immediatamente sulla logistica regionale e sulla competitività commerciale.

I capi del turismo mondiale hanno sottolineato che i viaggiatori internazionali, già scoraggiati da procedure di ingresso complicate, potrebbero scegliere destinazioni alternative se le code ai porti diventassero eccessive. Per una regione come la Liguria, dove il turismo costiero e l'industria crocieristica rappresentano una quota significativa dell'economia, il rischio è concreto.

Il governo italiano ha riconosciuto il problema. Secondo The Local Italy, i funzionari romani stanno valutando la possibilità di una sospensione temporanea dell'EES durante i mesi estivi, ma nessuna decisione definitiva è stata ancora comunicata. Questa incertezza crea ulteriore ansia tra gli operatori portuali, che non sanno come pianificare le risorse per l'estate.

Gli operatori del porto di Genova hanno già espresso preoccupazione per i tempi di attesa. Il terminal passeggeri genovese, che gestisce decine di migliaia di viaggiatori ogni settimana durante l'estate, potrebbe subire congestioni significative se ogni passeggero dovrà sottoporsi a scansione biometrica. I terminal traghettisti della Riviera, che collegano la costa ligure alle isole e alla Francia, affrontano lo stesso problema.

La questione si inserisce in un contesto più ampio di tensione tra la sicurezza alle frontiere e la fluidità del traffico. L'UE ha introdotto l'EES per rafforzare il controllo dei movimenti di persone non europee, ma l'implementazione pratica ai porti marittimi rimane problematica. A differenza degli aeroporti, dove i passeggeri arrivano ore prima della partenza, i traghetti operano su orari stretti e non possono tollerare ritardi significativi.

I gestori portuali europei hanno chiesto all'UE di fornire linee guida chiare sulla implementazione dell'EES ai varchi marittimi e di stanziare fondi per l'infrastruttura di controllo. Tuttavia, finora le risposte sono state vaghe. Secondo The Local Italy, alcuni paesi stanno considerando soluzioni alternative, come la pre-registrazione biometrica online prima della partenza, ma nessun accordo comune è stato raggiunto.

Per la Liguria, il rischio è doppio. Da un lato, il rallentamento del traffico passeggeri potrebbe scoraggiare i turisti internazionali, con effetti negativi sul turismo costiero e sulle crociere. Dall'altro, il rallentamento del traffico commerciale potrebbe compromettere la competitività del porto di Genova rispetto ai porti francesi e spagnoli, che potrebbero offrire percorsi alternativi meno congestionati.

Gli operatori logistici genovesi hanno già iniziato a valutare strategie di mitigazione. Alcuni stanno considerando di spostare parte del traffico verso porti alternativi o di negoziare accordi con le autorità portuali per corsie preferenziali ai controlli. Tuttavia, queste soluzioni sono costose e non risolvono il problema strutturale.

Il governo italiano rimane in una posizione delicata. Una sospensione dell'EES per l'estate potrebbe essere percepita come una violazione delle norme UE, ma l'alternativa—permettere che i porti si paralizzino—potrebbe causare danni economici ancora maggiori. Secondo quanto riportato da The Local Italy, i negoziati sono ancora in corso, ma il tempo stringe.

La questione riflette una tensione più ampia nell'Unione Europea: come bilanciare la sicurezza alle frontiere con la necessità di mantenere la fluidità del traffico commerciale e turistico. Per la Liguria, una regione che dipende fortemente dal commercio marittimo e dal turismo, la soluzione non può essere rinviata oltre l'inizio della stagione estiva.

Intanto, gli operatori portuali continuano a prepararsi per lo scenario peggiore: code massicce, ritardi significativi e una possibile perdita di competitività rispetto ad altri porti europei. La speranza è che il governo italiano e l'UE trovino rapidamente una soluzione pratica che non comprometta né la sicurezza né l'efficienza logistica della regione.

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