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LIGURIA

Il gasolio sale di un quinto in sei mesi, e il porto di Genova fa i conti

The Local Italy: prezzi alla pompa su del 20 per cento. Per la logistica ligure il costo del trasporto merci diventa la voce che cresce più in fretta

Marina Doria1,057 wordsEdition125giovedì 24 settembre 2026 — Edizione № 125

I prezzi dei carburanti in Italia sono aumentati di circa il 20 per cento negli ultimi sei mesi, secondo quanto riporta The Local Italy, che ieri ha pubblicato una guida pratica su quanto ci si debba aspettare di pagare alla pompa, dove convenga fare rifornimento e cosa aspettarsi nei prossimi mesi. La stessa testata, in un confronto separato tra i Paesi europei, osserva che i prezzi salgono in tutta Europa ma che il costo per riempire un serbatoio varia molto da uno Stato all'altro, anche perché i governi stanno adottando misure diverse per affrontare la crisi.

Per la Liguria la notizia non è il pieno dell'automobilista. È il gasolio che muove i camion in uscita dai terminal di Genova e di Savona, ed è il carburante che alimenta le navi e i mezzi che lavorano sulle banchine. In una regione che vive di porto, logistica e autotrasporto, un aumento del 20 per cento in sei mesi è una voce che entra nel prezzo finale di ogni container che lascia il retroporto.

The Local Italy non fornisce cifre specifiche per la Liguria né per il porto di Genova, e non cita dati sul traffico merci ligure. Il dispaccio si limita quindi a ciò che la testata estera sostiene: un rincaro generalizzato alla pompa, una forbice ampia tra i Paesi europei e l'incertezza su cosa accadrà nei prossimi mesi. Da qui in avanti, l'angolo ligure resta quello di chi conta i mezzi che passano dal valico e dalle banchine, non quello di chi fa il pieno la domenica.

I prezzi dei carburanti in Italia sono aumentati di circa il 20 per cento negli ultimi sei mesi, secondo quanto riporta The Local Italy, che ieri ha pubblicato una guida pratica su quanto ci si debba aspettare di pagare alla pompa, dove convenga fare rifornimento e cosa aspettarsi in futuro. La stessa testata, in un confronto separato tra i Paesi europei, rileva che i prezzi stanno salendo in tutta Europa ma che il costo per riempire un serbatoio varia molto da uno Stato all'altro, in parte perché i governi stanno adottando misure diverse per affrontare la crisi.

Va detto con chiarezza cosa le fonti estere non dicono. The Local Italy non fornisce cifre specifiche per la Liguria, non quantifica l'impatto sul porto di Genova e non cita dati sul traffico merci ligure. Il confronto europeo della stessa testata si ferma al livello nazionale. Non c'è, nel telegrafo di oggi, alcun elemento che permetta di tradurre il rincaro in un numero di camion, di tonnellate o di euro per la Liguria. Chi scrive lo fa da una regione portuale e sa che la tentazione di gonfiare il dato locale è forte: qui non la si segue.

Resta il fatto che il carburante, per un sistema portuale, è un costo che si propaga. L'autotrasportatore che sbarca un container a Genova paga il gasolio per portarlo a Milano o a Torino; la compagnia di navigazione paga il bunker per far entrare la nave nel bacino; i mezzi di banchina, le gru, i carrelli elevatori, consumano anch'essi. Quando il prezzo alla pompa sale del 20 per cento in sei mesi, secondo la ricostruzione di The Local Italy, l'effetto non è uniforme: colpisce di più chi ha margini stretti e rotte lunghe, cioè proprio il trasporto su strada che dal porto ligure risale la pianura.

Il confronto europeo di The Local Italy aggiunge un elemento che interessa un porto di transito. Se il costo del carburante cresce in modo disomogeneo tra i Paesi, cambiano anche le convenienze dei vettori: chi attraversa le Alpi o risale verso il Nord Europa guarda al prezzo del gasolio lungo il corridoio, non solo a quello del Paese di partenza. La testata non traccia questa conseguenza e non nomina i corridoi alpini; si limita a osservare che i governi stanno reagendo in modo diverso, e che questo produce differenze sensibili tra un serbatoio e l'altro.

C'è poi la parte che riguarda il turismo costiero, altra voce dell'economia ligure. La Riviera vive di arrivi in auto e in moto, e un carburante più caro pesa sui bilanci delle famiglie che scelgono la meta delle vacanze. Anche qui, però, il telegrafo non offre dati liguri: nessuna delle voci di oggi quantifica arrivi, presenze o spese in Liguria. Quel che si può dire, sulla scorta di The Local Italy, è che il rincaro è generalizzato e che l'incertezza sul futuro dei prezzi è essa stessa parte della notizia.

Il quadro nazionale in cui tutto questo si inserisce è quello delineato dal riepilogo di mercoledì della stessa testata: un deficit italiano che continua a violare le regole di bilancio dell'Unione europea e un leggero calo delle morti sul lavoro. Sono due dati che parlano di un Paese con poco spazio fiscale per compensare i rincari e con un problema di sicurezza che non si è chiuso. Un porto che ha imparato a proprie spese quanto conti la manutenzione legge questi numeri con particolare attenzione.

Vale la pena ricordare, senza retorica, perché la Liguria guarda al carburante con occhio diverso da altre regioni. Genova è un porto di merci e di passeggeri, con un retroporto che lavora su gomma e su ferro; Savona e La Spezia completano un sistema portuale che è la ragione economica della costa. Quando il costo del movimento sale, sale il costo di tutto ciò che si muove. Non serve un modello economico per capirlo: serve contare i camion in coda al casello.

Cosa aspettarsi, secondo The Local Italy, resta incerto. La testata non prevede un calo né un'ulteriore impennata: dice che cosa aspettarsi è, al momento, la domanda aperta. Per una redazione che scrive dal fronte del porto, la risposta arriverà dai numeri dei prossimi mesi, non dalle dichiarazioni. Fino ad allora, il dato da tenere fermo è quello di partenza: più 20 per cento in sei mesi, in Italia, con differenze marcate rispetto agli altri Paesi europei.

La Liguria, in tutto questo, non ha una sua riga nelle fonti estere di oggi. Ha però una posizione: è la porta attraverso cui le merci entrano ed escono, ed è il tratto di costa dove il carburante diventa, ogni estate, una voce del bilancio familiare. Raccontare il rincaro senza inventare un impatto ligure è la sola cosa onesta da fare. Il resto lo diranno i terminal, quando arriveranno i dati del trimestre.

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