ABRUZZO
Ginzburg insegnava a vedere gli emarginati
Scompare lo storico che ha ascoltato le voci oppresse. L'Abruzzo perde uno studioso delle montagne e delle minoranze
Marco Di Sante604 wordsEdition №24martedì 23 giugno 2026 — Edizione № 24
Carlo Ginzburg, storico italiano fra i più influenti del dopoguerra, è scomparso lunedì all'età di 92 anni. Secondo il Guardian, la sua opera si è concentrata sulle vite ordinarie oppresse dal potere e dal pregiudizio, un approccio che ha risuonato nella storiografia mondiale per oltre sessant'anni.
Ginzburg ha fondato il metodo della microstoria, che guarda ai dettagli minuti delle vite comuni per illuminare le strutture di potere più grandi. Ha scritto di inquisitori e contadini, di streghe e di uomini senza nome che la storia ufficiale avrebbe ignorato.
In Abruzzo, dove le comunità montane hanno sempre custodito memorie sommerse e tradizioni orali, l'approccio di Ginzburg risuona con particolare forza. Le sue ricerche sulle credenze popolari e sulla resistenza culturale degli ultimi trovano eco nelle valli dell'Appennino.
