FRIULI-VENEZIA GIULIA
Catania riapre, l'Etna detta i tempi del turismo estivo
L'aeroporto siciliano torna operativo dopo una settimana di cenere: le lezioni per le isole italiane
Sergio Madrussan639 wordsEdition №85domenica 16 agosto 2026 — Edizione № 85
L'aeroporto di Catania ha riaperto sabato dopo una settimana di chiusura causata dall'eruzione del Monte Etna, che ha sparso cenere nel cielo e bloccato centinaia di viaggiatori nel periodo più affollato dell'anno. Lo ha riferito The Local Italy, secondo cui la sospensione dei voli è terminata mentre l'attività vulcanica si attenua.
La riapertura arriva dopo giorni di disagi per i turisti in vacanza estiva, con l'Etna che ha continuato a eruttare lava e cenere, costringendo le autorità a chiudere lo scalo per cinque giorni consecutivi, come ha documentato France 24. Il vulcano attivo più grande d'Europa ha attirato anche curiosi, con escursionisti che si avvicinano ai pendii per osservare la lava nonostante gli avvertimenti delle guide locali.
La riapertura dell'aeroporto di Catania segna la fine di una settimana di emergenza per la Sicilia orientale. The Local Italy ha riferito che lo scalo ha ripreso le operazioni sabato, dopo che l'eruzione del Monte Etna aveva costretto alla sospensione dei voli per sette giorni. La cenere vulcanica, spinta dai venti, aveva reso pericolose le operazioni aeree, lasciando a terra centinaia di passeggeri nel pieno della stagione turistica.
France 24 ha ricostruito la portata del caos: l'aeroporto di Catania, il più grande dell'isola, è rimasto chiuso per il quinto giorno consecutivo giovedì, con viaggiatori bloccati durante la settimana di viaggio più affollata dell'anno. La chiusura è stata estesa fino al 15 agosto, nel cuore del Ferragosto, quando milioni di italiani e stranieri si spostano verso le località di vacanza.
L'Etna, il vulcano attivo più alto d'Europa, ha continuato a eruttare lava e cenere, creando uno spettacolo naturale che ha attirato turisti nonostante i rischi. Euronews ha documentato come folle di visitatori si siano radunate sui pendii del vulcano per assistere all'eruzione, mentre le guide locali esprimevano preoccupazione per la sicurezza. Il Guardian ha mostrato escursionisti che osservavano la lava fusa scorrere lungo i pendii, a pochi metri di distanza.
La vicenda siciliana offre spunti di riflessione anche per il Friuli-Venezia Giulia, una regione che conosce bene i rischi naturali, dalle alluvioni alla bora, ma che dipende meno dal turismo di massa. Il caso di Catania mostra quanto sia fragile un'economia basata su un singolo scalo aeroportuale e su flussi turistici concentrati in poche settimane estive. Per Trieste, che punta a sviluppare un turismo culturale e congressuale più distribuito nell'anno, la lezione è chiara: la diversificazione è una forma di resilienza.
La riapertura di Catania non significa però un ritorno immediato alla normalità. La cenere accumulata sulle piste e sugli aerei richiede operazioni di pulizia, e le compagnie aeree dovranno smaltire gli arretrati di passeggeri e bagagli. The Local Italy ha sottolineato che la situazione resta fluida, con possibili ritardi nei prossimi giorni mentre lo scalo recupera piena operatività.
L'Etna, del resto, non ha smesso di eruttare. Deutsche Welle ha riferito che il vulcano continua a produrre lava e cenere, e le autorità locali monitorano costantemente l'attività sismica. La storia eruttiva dell'Etna insegna che le pause possono essere temporanee, e la Sicilia orientale dovrà convivere con questa incertezza per tutta l'estate.
Per il Friuli-Venezia Giulia, il caso Etna è anche un promemoria del ruolo dei collegamenti aerei per le regioni periferiche. Trieste, con il suo aeroporto internazionale, dipende dai collegamenti con i grandi hub europei per attrarre visitatori e investitori. Se un evento naturale può chiudere per una settimana il principale aeroporto della Sicilia, la lezione per le regioni che puntano sul turismo è che la pianificazione deve includere scenari di emergenza.
Mentre Catania riparte, le immagini delle lave incandescenti e dei turisti che si avvicinano al vulcano continuano a fare il giro del mondo. Il Guardian ha documentato il fenomeno con video che mostrano escursionisti a pochi metri dalla lava, un'immagine che dice molto sul rapporto degli italiani con i loro rischi naturali: li temono, ma non rinunciano a guardarli da vicino.
