CULTURA
«Catarina e la bellezza di uccidere i fascisti» arriva a Londra: il dramma che infiamma l'Europa
Dopo le proteste dalla Norvegia a Roma, il testo di Tiago Rodrigues debutta al National Theatre britannico
Eleonora Vanzetti658 wordsEdition №97venerdì 28 agosto 2026 — Edizione № 97
Il dramma «Catarina e la bellezza di uccidere i fascisti» di Tiago Rodrigues arriva nel Regno Unito dopo aver ispirato proteste violente dalla Norvegia a Roma. Il Guardian ha dedicato un ampio servizio al testo, che debutterà al National Theatre di Londra, raccontando come il discorso dell'estrema destra al culmine della pièce si sia rivelato incendiario per il pubblico europeo.
Il drammaturgo portoghese, che ha diretto anche il Festival di Avignone, spiega al Guardian le ragioni delle reazioni: il monologo finale, in cui un personaggio esprime posizioni vicine all'estrema destra, ha provocato fischi, abbandoni della sala e persino invasioni di palco in diverse città europee.
Secondo il Guardian, il testo di Rodrigues affronta un tema che attraversa l'Europa contemporanea: il rapporto tra violenza politica e democrazia, e la tentazione di rispondere alla violenza con la violenza. Il titolo stesso, volutamente provocatorio, ha acceso il dibattito nei paesi in cui l'opera è stata rappresentata.
La notizia ha un rilievo particolare per l'Italia, dove il dramma è stato rappresentato a Roma suscitando proteste. Il corrispondente del Guardian ricorda che la capitale italiana è stata uno dei teatri delle reazioni più accese, con manifestazioni davanti al teatro e dibattiti sui giornali.
Il debutto londinese al National Theatre rappresenta un banco di prova per il testo in un contesto culturale diverso, quello britannico, dove il dibattito sull'estrema destra ha toni propri. Il Guardian osserva che la scelta del National Theatre di programmare l'opera è in sé una dichiarazione: il teatro pubblico britannico non rifugge dalla provocazione.
Rodrigues, intervistato dal Guardian, spiega che il suo intento non è mai stato quello di incitare alla violenza, ma di mettere in scena un conflitto reale che attraversa le società europee. Il drammaturgo sottolinea come il teatro possa funzionare da specchio per tensioni che altrove restano inespresse.
Per il pubblico italiano, abituato a un dibattito politico polarizzato, il dramma di Rodrigues tocca nervi scoperti. La rappresentazione romana, di cui il Guardian riferisce, aveva già mostrato come il testo riesca a dividere la platea: alcuni spettatori hanno abbandonato la sala durante il monologo finale, altri hanno applaudito in piedi.
Il Guardian ricorda che Rodrigues è una delle voci più influenti del teatro europeo contemporaneo: la sua direzione del Festival di Avignone ha segnato un'epoca, e i suoi testi vengono rappresentati in tutto il continente. «Catarina» è considerato il suo lavoro più politico e discusso.
La domanda che il Guardian pone ai lettori britannici è se il pubblico di Londra reagirà come quello di Oslo, Roma o Parigi. Le recensioni britanniche, che arriveranno dopo la prima, diranno se il testo mantiene la sua carica destabilizzante anche fuori dal contesto continentale in cui è nato.
Per la redazione Cultura di La Veduta, la notizia conferma il ruolo del teatro come luogo di confronto politico in Europa. Il fatto che un testo portoghese, rappresentato in Italia, susciti ora dibattito a Londra, mostra quanto il continente condivida le stesse inquietudini.
Il National Theatre ha programmato repliche per diverse settimane, secondo quanto riporta il Guardian, segno che la direzione artistica si aspetta un interesse ampio. Resta da vedere se le proteste seguiranno il dramma anche oltre Manica, o se il pubblico britannico saprà distinguere tra provocazione scenica e incitamento reale.
Rodrigues, nelle dichiarazioni al Guardian, respinge l'accusa di fare apologia della violenza. Il suo lavoro, dice, vuole interrogare lo spettatore sulle proprie contraddizioni: quanto siamo disposti a sacrificare della nostra umanità per difendere i nostri valori?
L'esito della prima londinese sarà seguito con attenzione anche in Italia, dove il dibattito sul testo è stato acceso. I critici teatrali italiani, che pure non possono essere citati da La Veduta, hanno discusso a lungo del monologo finale e delle sue implicazioni politiche.
Il Guardian chiude il suo servizio con una notazione ironica: in un'epoca in cui i teatri cercano di attrarre pubblico con spettacoli rassicuranti, Rodrigues dimostra che la vera attrazione è ancora il conflitto. E che il teatro, quando osa, sa ancora ferire.
