LIGURIA
Ceuta, la disputa di Schengen si allarga al porto di Genova
I controlli tra Spagna e Italia toccano le rotte marittime: il traffico ligure teme ritardi
Marina Doria758 wordsEdition №76sabato 8 agosto 2026 — Edizione № 76
La disputa tra Spagna e Italia sui controlli alle frontiere, nata dopo l'afflusso di circa 78.000 migranti a Ceuta, si allarga ora ai collegamenti marittimi che partono dal porto di Genova. Secondo quanto riferito da France 24, Madrid ha annunciato venerdì l'introduzione di controlli per i viaggiatori provenienti dall'Italia, in ritorsione per le misure simili imposte da Roma. La mossa, riportata anche dal Guardian, arriva dopo che l'Italia ha sospeso Schengen per un mese in seguito alla crisi migratoria nell'enclave spagnola in Marocco.
Per la Liguria, regione che vive di porti e traffico commerciale, la notizia ha un peso particolare. Genova è il principale scalo italiano per il traffico container e merci, e le rotte che collegano il porto ligure con Barcellona e Valencia sono tra le più frequentate del Mediterraneo occidentale. I controlli alle frontiere, se applicati anche ai traghetti e alle merci, potrebbero rallentare le catene logistiche che dipendono dalla libera circolazione garantita dall'accordo di Schengen.
La decisione della Spagna di introdurre controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dall'Italia è stata annunciata venerdì, secondo France 24, in un clima di crescente tensione tra i due paesi membri dell'UE. La disputa è esplosa dopo che decine di migliaia di persone hanno attraversato il Marocco verso il territorio nordafricano spagnolo di Ceuta, in una corsa definita 'senza precedenti e mortale' dalla testata francese. Il bilancio delle vittime, secondo quanto riferito dal Guardian citando il presidente di Ceuta Juan Jesús Vivas, è ora di almeno 100 persone.
L'Italia ha risposto imponendo una sospensione temporanea dell'accordo di Schengen, che secondo Politico Europe durerà almeno fino al 15 agosto. Il governo italiano, riporta la testata, ha dichiarato che non prenderà ordini dalla Spagna e continuerà con la sua sospensione. La Spagna, dal canto suo, aveva avvertito Roma che avrebbe imposto controlli all'ingresso a meno che l'Italia non interrompesse le sue misure entro domenica, come riportato da Deutsche Welle.
Per la Liguria, la disputa tocca un nervo scoperto. Il porto di Genova è il cuore dell'economia regionale: da qui passano merci dirette in tutto il Mediterraneo e verso il Nord Europa, attraverso i valichi alpini. I traghetti che collegano il capoluogo ligure con le coste spagnole, in particolare con Barcellona, sono un'arteria vitale per il turismo e per il trasporto merci. Se i controlli venissero estesi anche ai passeggeri e ai camion in arrivo dalla Spagna, i tempi di attesa nei terminal potrebbero allungarsi in modo significativo, proprio nel pieno della stagione estiva.
La questione dei controlli alle frontiere non è nuova per chi lavora nei porti liguri. La sospensione di Schengen, anche se temporanea, richiama alla memoria le misure adottate durante la crisi migratoria del 2015 e durante la pandemia, quando i confini interni dell'UE furono chiusi con conseguenze pesanti per la logistica. Gli operatori portuali genovesi sanno bene che ogni ora di attesa in più si traduce in costi aggiuntivi per le compagnie di navigazione e per i caricatori.
La Deutsche Welle ha sottolineato che i due paesi non condividono un confine terrestre, rendendo la disputa particolarmente insolita. Eppure, proprio questa caratteristica rende il caso ligure ancora più rilevante: i collegamenti tra Italia e Spagna passano in gran parte dal mare, e i porti liguri sono il punto di contatto principale tra i due sistemi economici. Ogni restrizione ai movimenti tra i due paesi avrà effetti diretti sulle banchine di Genova, Savona e La Spezia.
Il governo italiano, secondo Politico Europe, ha respinto l'ultimatum spagnolo. La posizione di Roma è che la sospensione di Schengen sia una misura necessaria per gestire l'emergenza migratoria e che sarà revocata quando la situazione lo consentirà. La Spagna, dal canto suo, ha minacciato contromisure se le restrizioni non verranno rimosse entro domenica, come riportato da The Local Italy.
Per la Liguria, la vicenda si intreccia con un'altra emergenza: quella del caldo. Il ministero della salute italiano ha posto 27 città in allerta rossa, da Trieste a Palermo, secondo France 24. Anche Genova è tra le città sotto allerta, e il caldo torrido di questi giorni rende ancora più difficile il lavoro di chi opera nei terminal portuali, spesso all'aperto e sotto il sole.
La disputa di Ceuta, insomma, non è solo una questione diplomatica tra Madrid e Roma. Per chi vive del mare e dei traffici, è una questione concreta che rischia di rallentare le rotte commerciali e di complicare un'estate già difficile. Gli operatori portuali liguri osservano con preoccupazione l'evolversi della situazione, consapevoli che ogni giorno di tensioni prolungate si traduce in ritardi e costi per l'intera filiera logistica del Nord Italia.
