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CALABRIA

Ceuta divide l'Europa: controlli tra Italia e Spagna

La ritorsione di Madrid dopo i blocchi di Roma scuote Schengen

Saverio Gallo680 wordsEdition76sabato 8 agosto 2026 — Edizione № 76

La Spagna ha annunciato venerdì che introdurrà controlli temporanei alle frontiere per i visitatori provenienti dall'Italia, in risposta a misure simili imposte da Roma dopo l'afflusso di circa 78.000 migranti dal Marocco nell'enclave spagnola di Ceuta. Lo riportano il Guardian, la BBC e France 24.

La mossa segna una rara disputa tra due nazioni dell'Unione Europea, che non condividono una frontiera terrestre ma sono entrambe parte dello spazio Schengen di libera circolazione.

Il governo spagnolo aveva avvertito l'Italia che avrebbe imposto controlli all'ingresso ai visitatori a meno che Roma non interrompesse i suoi controlli entro domenica, secondo Deutsche Welle. Il governo italiano guidato da Giorgia Meloni ha risposto che non prenderà ordini dalla Spagna e continuerà la sua sospensione temporanea di Schengen almeno fino al 15 agosto, come riporta Politico Europe.

La crisi è iniziata quando decine di migliaia di persone hanno attraversato dal Marocco al territorio nordafricano spagnolo di Ceuta in una corsa senza precedenti e mortale. Secondo il Guardian, il presidente di Ceuta Juan Jesús Vivas ha informato i legislatori dell'UE sull'emergenza umanitaria e ha detto che il bilancio delle vittime aggiornato è ora di almeno 100 persone.

Il presidente della città autonoma ha descritto i residenti come 'tristi, impotenti, ansiosi' mentre fino a 5.000 migranti rimangono nella città. La commissione europea ha ricevuto ripetutamente domande sugli eventi della scorsa settimana e sui rapporti dei media secondo cui gli account dei social media hanno visto appelli per un altro tentativo di sopraffare il confine.

Per la Calabria, la disputa ha un significato particolare. La regione si affaccia sul Mediterraneo centrale, la rotta migratoria che porta ogni anno migliaia di persone verso le coste italiane. Mentre l'Europa guarda a ovest, verso Ceuta, il Mediterraneo centrale resta una frontiera calda e spesso dimenticata dai riflettori.

La rotta del Mediterraneo centrale, che passa proprio davanti alle coste calabresi, è stata storicamente una delle principali vie di accesso dei migranti in Europa. La regione ha visto negli anni arrivi costanti, con il porto di Riace che è diventato un simbolo mondiale di accoglienza prima del suo crollo.

La decisione di Roma di sospendere Schengen è stata presa dopo l'afflusso massiccio a Ceuta, ma le sue conseguenze si fanno sentire in tutta Italia, comprese le regioni del Sud come la Calabria, dove il controllo delle frontiere e le politiche migratorie sono temi quotidiani.

La Spagna, da parte sua, ha dato a Roma fino a domenica per ripristinare i viaggi senza passaporto e porre fine alla repressione istituita in mezzo alla crisi di Ceuta, secondo Politico Europe. Il mancato rispetto della scadenza comporterebbe l'attuazione di contromisure, hanno avvertito i funzionari di Madrid.

La disputa solleva questioni più ampie sul futuro di Schengen. L'accordo, che ha eliminato i controlli alle frontiere interne tra la maggior parte dei paesi dell'UE, è stato ripetutamente messo alla prova negli ultimi anni, prima dalla crisi dei rifugiati del 2015 e poi dalla pandemia di COVID-19.

Secondo France 24, la mossa spagnola è una ritorsione per le misure simili imposte da Roma. La rara disputa tra le nazioni dell'UE è avvenuta dopo che decine di migliaia di persone hanno attraversato dal Marocco a Ceuta, un'operazione che ha messo in luce le tensioni migratorie nel Mediterraneo occidentale.

Per il Sud Italia, la vicenda di Ceuta richiama alla memoria le crisi migratorie che hanno toccato Lampedusa e la Sicilia. La rotta del Mediterraneo centrale rimane una delle più letali al mondo, con migliaia di morti ogni anno, secondo i dati delle organizzazioni internazionali.

La Calabria, con i suoi 780 chilometri di costa, è stata spesso il primo approdo per i migranti che attraversano il Mediterraneo. La regione ha visto il modello di accoglienza di Riace, guidato dall'ex sindaco Domenico Lucano, diventare un punto di riferimento internazionale prima del suo crollo sotto inchieste giudiziarie.

La disputa attuale mostra come le politiche migratorie dei paesi europei siano sempre più interconnesse e come le decisioni prese a Roma o Madrid abbiano ripercussioni immediate in tutto il continente. La sospensione di Schengen da parte dell'Italia è un precedente che potrebbe indebolire l'intero progetto europeo.

Politico Europe riporta che il governo italiano ha respinto l'ultimatum spagnolo, con funzionari che hanno dichiarato che Roma continuerà la sua sospensione temporanea di Schengen almeno fino al 15 agosto. La posizione italiana riflette una linea dura sull'immigrazione che ha caratterizzato il governo Meloni sin dal suo insediamento.

La Germania, la Francia e altri paesi europei osservano con preoccupazione la disputa, temendo che possa aprire la strada a un ritorno generalizzato dei controlli alle frontiere interne dell'UE. La Commissione europea ha finora evitato di prendere posizione pubblica, secondo le fonti internazionali.

Per i calabresi, abituati a vedere il Mediterraneo come una frontiera e una risorsa, la disputa tra Roma e Madrid è un altro segnale che l'Europa fatica a trovare una politica migratoria comune. Mentre i leader discutono di controlli e contromisure, le rotte del mare continuano a portare persone in cerca di una vita migliore.

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Ceuta divide l'Europa: controlli tra Italia e Spagna — La Veduta