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CALABRIA

Ceuta divide l'Europa: la Calabria osserva lo Stretto

La disputa tra Spagna e Italia sui migranti riaccende le tensioni sulla frontiera mediterranea

Saverio Gallo680 wordsEdition85domenica 16 agosto 2026 — Edizione № 85

La disputa tra Spagna e Italia per la corsa alla frontiera di Ceuta ha raggiunto un nuovo livello: Madrid ha istituito controlli di ingresso per i viaggiatori provenienti dall'Italia, dopo aver avvertito Roma che avrebbe agito entro domenica se i controlli italiani non fossero cessati. Lo riferisce Deutsche Welle, spiegando che i due paesi, pur non condividendo un confine terrestre, sono entrati in una disputa dopo l'ondata migratoria che ha colpito l'enclave spagnola nel Nord Africa.

La vicenda ha assunto i contorni di una crisi diplomatica tra due membri dell'Unione europea, con il Guardian che osserva come l'afflusso di migranti abbia provocato recriminazioni e una disputa tit-for-tat tra Italia e Spagna. Secondo il quotidiano britannico, la crisi di Ceuta ha mostrato quanto facilmente l'Europa possa essere divisa, con leader esterni come Putin ed Erdoğan pronti a trarne vantaggio.

Per la Calabria, la regione che guarda la Sicilia dall'altra parte dello Stretto di Messina, la disputa assume un significato particolare: è la frontiera mediterranea che il mondo osserva, dove le rotte migratorie si intrecciano con la politica europea e con le tensioni tra stati membri.

La crisi è iniziata quando decine di migliaia di migranti hanno nuotato la breve distanza dal Marocco all'enclave spagnola di Ceuta, in un'ondata che ha colto di sorpresa le autorità europee. Le prime immagini, diffuse sui social media, hanno mostrato una folla che attraversava il confine in poche ore, scatenando una risposta politica che ha rapidamente coinvolto Roma e Madrid.

Secondo Deutsche Welle, la Spagna aveva avvertito l'Italia che avrebbe imposto controlli di ingresso ai visitatori a meno che Roma non avesse fermato i suoi controlli entro domenica. La misura rappresenta una rottura senza precedenti tra due paesi dell'area Schengen, dove i controlli alle frontiere interne sono normalmente aboliti.

Il Guardian, in un commento pubblicato mercoledì, ha sottolineato come la crisi di Ceuta abbia rivelato la fragilità della solidarietà europea di fronte alle pressioni migratorie. Il giornale ha osservato che la disputa tit-for-tat tra Italia e Spagna dimostra quanto sia facile dividere l'Europa quando i singoli stati rispondono alle pressioni interne piuttosto che a una strategia comune.

Per la Calabria, la questione non è astratta. La regione è da anni uno dei punti di arrivo delle rotte migratorie del Mediterraneo centrale, con sbarchi che hanno segnato la sua costa ionica e tirrenica. Il modello di accoglienza di Riace, nel reggino, è stato a lungo citato dalla stampa internazionale come esempio di integrazione, prima di diventare oggetto di indagini giudiziarie.

La disputa tra Italia e Spagna richiama alla memoria le tensioni del 2018, quando il governo italiano chiuse i porti alle navi delle organizzazioni non governative, scatenando uno scontro con altri paesi europei. Ora, osserva il Guardian, è la Spagna a chiudersi, con controlli che colpiscono i viaggiatori italiani diretti nella penisola iberica.

La scelta di Madrid di imporre controlli ai confini con l'Italia, pur non essendoci un confine terrestre diretto, colpisce in particolare i collegamenti aerei e marittimi. Per i calabresi, che ogni estate attraversano lo Stretto di Messina per raggiungere la Sicilia o imbarcarsi verso le destinazioni del Mediterraneo, la notizia aggiunge un ulteriore livello di incertezza a una mobilità già complicata.

Il Guardian ha osservato che la crisi di Ceuta potrebbe avere conseguenze più ampie: Putin ed Erdoğan, secondo il quotidiano, avranno preso nota delle divisioni europee, pronte a essere sfruttate in futuro. La frammentazione delle politiche migratorie, con ogni stato che risponde alle proprie pressioni interne, indebolisce la posizione dell'Unione nel suo insieme.

Per la Calabria, la lezione è chiara: la frontiera mediterranea non è solo un problema di Sicilia o di Lampedusa, ma riguarda l'intero arco costiero del Sud Italia. Le rotte che portano i migranti dalle coste libiche e tunisine verso l'Europa passano davanti alle sue coste, e le politiche di chiusura di uno stato membro finiscono per ripercuotersi su tutti gli altri.

La disputa tra Roma e Madrid arriva in un momento di alta tensione politica in Europa, con la guerra in Ucraina, le pressioni commerciali degli Stati Uniti e le ondate di caldo che mettono alla prova i paesi del Sud. Il Guardian ha sottolineato come la crisi di Ceuta abbia mostrato quanto facilmente l'Europa possa essere divisa, con ogni paese che cerca di proteggere i propri confini a scapito della solidarietà comune.

Per i calabresi, abituati a vedere la loro regione descritta dalla stampa internazionale solo in relazione a criminalità e sbarchi, la disputa di Ceuta è un altro capitolo di una storia più lunga: quella di una frontiera che non è solo geografica, ma politica ed economica, dove il Sud d'Italia e il Sud d'Europa si confrontano con le pressioni di un mondo in movimento.

Mentre la Spagna e l'Italia cercano una soluzione diplomatica, la Calabria osserva. La sua posizione geografica, al centro del Mediterraneo, la rende un osservatorio privilegiato di queste tensioni. E la sua storia, fatta di emigrazione e di accoglienza, offre una prospettiva che la stampa internazionale raramente racconta: quella di una regione che conosce entrambi i lati della frontiera.

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