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Ceuta divide l'Europa, Napoli conta il costo sui porti
La ritorsione di Madrid sui controlli Schengen pesa su rotte e turismo del Mezzogiorno
Rosaria Esposito820 wordsEdition №76sabato 8 agosto 2026 — Edizione № 76
La disputa tra Italia e Spagna sui controlli alle frontiere di Schengen si è inasprita venerdì, quando Madrid ha annunciato misure di ritorsione contro i viaggiatori provenienti dall'Italia. La mossa arriva dopo che Roma ha introdotto verifiche temporanee in risposta all'afflusso di circa 78.000 migranti dal Marocco nell'enclave spagnola di Ceuta, secondo quanto riportato dalla BBC.
Il governo spagnolo ha dato all'Italia tempo fino a domenica per revocare la sospensione dell'accordo di libera circolazione, ha scritto Politico Europe. Da Roma, il governo ha risposto che non prenderà ordini da Madrid e che la sospensione resterà in vigore almeno fino al 15 agosto.
La crisi diplomatica è rara tra membri dell'Unione Europea che non condividono un confine terrestre. E mentre i negoziati si svolgono nelle capitali, nel Mezzogiorno le conseguenze si misurano in termini di rotte commerciali, flussi turistici e una geografia che da sempre guarda al Mediterraneo come a una porta, non a un muro.
Il porto di Napoli, uno dei principali scali del Mediterraneo per passeggeri e merci, dipende dalla fluidità degli spostamenti tra i paesi dell'area. I controlli aggiuntivi, anche se temporanei, rischiano di rallentare un traffico che nei mesi estivi raggiunge il suo picco stagionale.
