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MOLISE

Ceuta divide l'Europa, il Molise osserva da lontano

La disputa sui controlli alle frontiere tra Spagna e Italia tocca anche le regioni interne

Antonio Petrella782 wordsEdition76sabato 8 agosto 2026 — Edizione № 76

La disputa tra Spagna e Italia sui controlli alle frontiere dopo l'afflusso di migranti a Ceuta ha raggiunto un punto critico. Secondo quanto riportato dal Guardian, la Spagna ha annunciato venerdì che introdurrà controlli temporanei alle frontiere per i visitatori provenienti dall'Italia, in risposta a misure simili imposte da Roma dopo l'arrivo di migliaia di persone dal Marocco nell'enclave spagnola.

La BBC riferisce che l'Italia ha introdotto i controlli in seguito all'afflusso di migranti dal Marocco a Ceuta. La France 24 parla di una 'rara disputa tra le nazioni dell'UE' dopo una corsa 'senza precedenti e mortale' verso il territorio nordafricano spagnolo.

Il governo italiano, secondo Politico Europe, ha risposto duramente alla minaccia spagnola, affermando che non prenderà ordini da Madrid e che la sospensione temporanea di Schengen continuerà almeno fino al 15 agosto.

La Deutsche Welle ricorda che la Spagna aveva avvertito l'Italia che avrebbe imposto controlli all'ingresso a meno che Roma non avesse fermato le sue misure entro domenica. Una scadenza che ora è scaduta, con Madrid che ha mantenuto la promessa e introdotto verifiche per i viaggiatori provenienti dall'Italia, nonostante i due paesi non condividano un confine terrestre.

La crisi di Ceuta ha assunto proporzioni enormi. Il Guardian, citando il presidente della città autonoma Juan Jesús Vivas, riferisce che fino a 5.000 migranti rimangono nell'enclave. Vivas ha informato i legislatori dell'UE di quella che ha definito un'emergenza umanitaria.

Per una regione come il Molise, la disputa sembra lontana. Nessun confine internazionale attraversa il territorio molisano, nessun flusso migratorio diretto tocca le sue coste adriatiche. Eppure la questione tocca corde profonde per chi vive nell'Italia interna, dove la parola 'confine' ha un significato diverso.

Il Molise è una regione che da decenni perde abitanti, non ne accoglie. I giovani partono per le città del Nord o per l'estero, e i paesi dell'entroterra si svuotano.

In questo contesto, la disputa su Ceuta appare quasi astratta. Ma c'è un collegamento concreto: la sospensione di Schengen, anche temporanea, ha conseguenze economiche per tutto il paese. I controlli alle frontiere rallentano i flussi turistici e commerciali, e il turismo è una delle poche speranze per le aree interne come il Molise.

La stampa estera ha più volte raccontato il fenomeno dello spopolamento italiano. Il Guardian, in passato, ha dedicato ampi servizi ai paesi che offrono case a un euro per attrarre nuovi residenti, descrivendo il Molise come una regione 'che non esiste' secondo un famoso scherzo italiano. Uno scherzo che nasconde una verità amara: la difficoltà di essere visti e ascoltati da Roma e da Bruxelles.

La risposta del governo italiano alla Spagna, riportata da Politico Europe, è stata netta: 'Non prenderemo ordini'. Una posizione di fermezza che trova eco in molte regioni del Sud, dove cresce la frustrazione per una gestione centralizzata che spesso dimentica le periferie.

La France 24 sottolinea come la disputa sia 'rara' tra paesi dell'UE, tradizionalmente alleati su molte questioni. Il fatto che due membri fondatori dell'Unione arrivino a questo punto è un segnale preoccupante per la coesione europea, in un momento in cui l'UE affronta sfide ben più grandi.

Per il Molise, la lezione è duplice. Da un lato, la conferma che l'Italia è un paese di frontiera, esposto alle pressioni migratorie del Mediterraneo. Dall'altro, la consapevolezza che le regioni interne, pur lontane dalle rotte migratorie, subiscono le conseguenze delle scelte fatte a Roma e Bruxelles.

La Deutsche Welle ricorda che la Spagna aveva dato all'Italia tempo fino a domenica per revocare i controlli. Una scadenza che ora è passata, e la situazione resta in stallo. Il governo italiano ha annunciato che manterrà le misure almeno fino al 15 agosto, ma la pressione europea potrebbe costringerlo a rivedere la posizione.

Nel frattempo, nei paesi del Molise, la vita continua come sempre. I tratturi, le antiche vie della transumanza, sono percorsi da pochi pastori e da qualche turista curioso. Le chiese dei paesi si riempiono solo la domenica. La disputa su Ceuta sembra appartenere a un altro mondo.

Eppure, come ha scritto il Guardian nel suo editoriale sulla nuova destra italiana, il paese sta cambiando. La normalizzazione di posizioni estreme, l'ascesa di partiti come il Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, sono fenomeni che nascono anche dalla percezione di abbandono delle aree interne. Quando l'Europa litiga sui controlli alle frontiere, chi vive ai margini del sistema se ne sente ancora più escluso.

La crisi di Ceuta e la disputa tra Spagna e Italia sono solo l'ultimo capitolo di una storia più lunga. Una storia in cui le regioni come il Molise rischiano di essere spettatori, non protagonisti. Ma la loro voce, per quanto silenziosa, conta. Perché è la voce di chi non ha niente da perdere, e tutto da chiedere.

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