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ABRUZZO

Ceuta divide l'Europa, l'Appennino osserva i confini che tornano

La ritorsione di Madrid sui controlli aerei e navali tocca anche l'Abruzzo, che vive di turismo e di transiti

Marco Di Sante1,020 wordsEdition78domenica 9 agosto 2026 — Edizione № 78

La Spagna ha introdotto sabato controlli temporanei alle frontiere per i viaggiatori provenienti dall'Italia, intensificando una disputa tra partner dell'UE sulla migrazione. La mossa segue la decisione di Roma di imporre misure simili dopo che più di 70.000 migranti hanno attraversato l'enclave spagnola di Ceuta dal Marocco, la maggior parte dei quali è successivamente tornata indietro, ha riferito France 24.

I controlli spagnoli riguardano i voli e le navi provenienti dall'Italia, da mezzanotte di sabato fino al 7 settembre, secondo Le Monde. La ritorsione di Madrid arriva dopo che il governo italiano ha annunciato che avrebbe mantenuto la sua sospensione temporanea di Schengen almeno fino al 15 agosto, come ha scritto Politico Europe, respingendo l'ultimatum spagnolo.

La battaglia ideologica tra i due governi si sta riversando nelle code dei passaporti e sta esponendo la fragilità dell'area di libera circolazione europea, ha osservato Politico Europe. Per l'Abruzzo, regione dell'Appennino centrale che vive di turismo costiero e di transiti interni, la disputa aggiunge un'incertezza in più a un'estate già segnata dal caldo record e dagli incendi.

La disputa è nata dalla corsa ai confini di Ceuta, l'enclave spagnola sul suolo marocchino. Decine di migliaia di persone hanno attraversato dal Marocco al territorio nordafricano spagnolo in quella che France 24 ha definito una corsa senza precedenti e mortale. L'Italia ha risposto imponendo controlli alle frontiere, una misura che la BBC ha descritto come conseguenza dell'afflusso di circa 78.000 migranti dall'enclave.

La Spagna aveva avvertito Roma che avrebbe imposto controlli all'ingresso ai visitatori a meno che l'Italia non avesse interrotto le sue misure entro domenica, ha scritto Deutsche Welle. I due paesi non condividono un confine terrestre, ma la disputa ha comunque riportato i controlli dentro l'area Schengen, il cui principio fondativo è la libera circolazione delle persone.

Il governo italiano ha risposto che non prenderà ordini dalla Spagna, secondo Politico Europe, e che continuerà la sua sospensione temporanea di Schengen almeno fino al 15 agosto. La decisione di Madrid di istituire controlli per i voli e le navi provenienti dall'Italia, in vigore da mezzanotte di sabato, è stata confermata da Le Monde.

Per l'Abruzzo la vicenda ha un doppio volto. Da un lato, la regione è stata storicamente terra di accoglienza: dopo il terremoto del 2009 che distrusse L'Aquila, migliaia di sfollati trovarono ospitalità in alberghi e strutture della costa adriatica. La memoria di quella solidarietà rende la retorica sui confini particolarmente distante dal vissuto di chi ha conosciuto la fragilità e la ricostruzione.

Dall'altro lato, l'Abruzzo vive di turismo: le sue coste adriatiche e i borghi dell'entroterra attirano visitatori italiani e stranieri, molti dei quali arrivano via aereo attraverso gli scali di Pescara e Roma. I controlli reintrodotti dalla Spagna non fermano i voli, ma aggiungono code e attese, come ha notato Politico Europe descrivendo le conseguenze pratiche della disputa.

La regione osserva inoltre con attenzione il destino di Schengen perché la sua economia dipende dai transiti: merci, turisti e lavoratori stagionali che si muovono tra l'Italia e il resto d'Europa. Una sospensione prolungata dei controlli, anche solo temporanea, rischia di pesare su un sistema già provato dall'inflazione e dalla concorrenza internazionale.

La disputa tra Roma e Madrid è anche una questione politica. Politico Europe l'ha definita una battaglia ideologica tra i due governi sulle politiche migratorie, con il capo del governo italiano che difende la linea dura e la Spagna che risponde con misure simmetriche. Per l'opinione pubblica abruzzese, abituata a vedere i migranti arrivare sulle coste del Mediterraneo, la vicenda appare come un paradosso: i confini si chiudono non dove i barconi attraccano, ma tra paesi che condividono l'euro e il mercato unico.

Il precedente di Ceuta non è isolato. Negli ultimi anni, diversi paesi europei hanno reintrodotto controlli temporanei alle frontiere interne per motivi di sicurezza o per pressioni migratorie, erodendo di fatto la libertà di circolazione. La Commissione europea ha spesso invitato alla moderazione, ma la crisi di Ceuta ha mostrato quanto sia fragile il compromesso di Schengen quando due governi decidono di usare i confini come strumento di pressione reciproca.

Per l'Abruzzo, la questione non è solo pratica ma anche simbolica. La regione è attraversata dall'autostrada A24, che collega Roma all'Adriatico, e dai valichi appenninici che un tempo erano vie di comunicazione tra il Tirreno e il mare. L'idea che l'Europa torni a chiudersi evoca un passato di frontiere e pedaggi che la generazione della ricostruzione aveva sperato di lasciarsi alle spalle.

Il governo italiano ha annunciato che manterrà i controlli almeno fino al 15 agosto, secondo Politico Europe. La Spagna ha fissato i suoi fino al 7 settembre. Nel frattempo, i viaggiatori che quest'estate hanno programmato di visitare l'altro paese dovranno fare i conti con code e documenti, un contraccolpo per il turismo che in Abruzzo rappresenta una voce importante dell'economia locale.

Le associazioni di categoria della regione, che seguono con attenzione i flussi turistici, guardano con preoccupazione alla vicenda anche perché il periodo di ferie è il momento in cui le famiglie spendono di più. Una disputa politica che si traduce in disagi pratici rischia di scoraggiare i viaggi, un danno che per le piccole imprese dell'entroterra può essere significativo.

Sullo sfondo resta la questione migratoria. La corsa a Ceuta ha riportato l'attenzione sulla pressione alle frontiere esterne dell'UE, ma ha anche mostrato quanto i paesi membri siano divisi su come gestirla. L'Italia, che da anni chiede una ripartizione più equa dei richiedenti asilo, si trova ora a difendere i propri confini interni contro un partner europeo, un paradosso che i commentatori internazionali non hanno mancato di sottolineare.

Per l'Abruzzo, che ha conosciuto la ricostruzione dopo il sisma e oggi affronta lo spopolamento dell'entroterra, la vicenda di Ceuta è un promemoria: l'Europa che si richiude è un'Europa che perde la sua ragione d'essere. La regione, che guarda al continente come a una risorsa per i suoi giovani che emigrano, spera che la disputa si risolva presto e che i confini tornino a essere ciò che erano: linee invisibili.

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