SCIENZA
Il DNA dell'uva rivela: il Chianti antico era bianco
Ricercatori hanno mappato il genoma di semi di 2.000 anni fa trovati in Toscana, mostrando che i vigneti romani producevano frutti diversi da quelli moderni e rivelando la sofisticatezza della rete agricola imperiale.
Costanza Bardi707 wordsEdition №17martedì 16 giugno 2026 — Edizione № 17

Ricercatori hanno estratto DNA da semi d'uva di 2.000 anni fa trovati in antichi pozzi in Toscana, permettendo agli scienziati di mappare la storia genetica più estesa di viti recuperate da un singolo sito. Secondo il Guardian, questa scoperta rivela che i vigneti dell'era romana facevano parte della sofisticata rete agricola dell'impero, e che i famosi vigneti del Chianti producevano frutti bianchi, non rossi.
La scoperta contraddice l'immagine contemporanea del Chianti come sinonimo di vino rosso. Gli antichi coltivatori romani avevano sviluppato varietà di uva bianca adatte al terroir toscano, suggerendo una conoscenza agronomica complessa e una capacità di selezione genetica attraverso la pratica di coltivazione multigenerazionale.
Questa ricerca archeologica e genetica aggiunge una dimensione storica al dibattito contemporaneo sulla Toscana come regione vinicola. Non si tratta solo di una curiosità storica: il DNA antico fornisce una mappa genetica che potrebbe informare gli studi moderni sulla resilienza delle viti e sulla adattabilità varietale ai cambiamenti climatici.
