CALABRIA
Cittadinanza ai discendenti degli emigranti: la Calabria guarda con attenzione alla sentenza
The Local: nuove linee guida per chi era bloccato dalla legge del 1912. Dal Sud partirono generazioni intere
Saverio Gallo700 wordsEdition №88mercoledì 19 agosto 2026 — Edizione № 88
I discendenti degli emigranti italiani che erano rimasti bloccati da quella che viene definita una 'questione minore' legata alla legge del 1912 avranno una nuova opportunità per ottenere la cittadinanza italiana. Lo scrive The Local Italy, che cita nuove linee guida basate su una recente sentenza della corte suprema italiana.
La legge del 1912, spiega il sito, ha a lungo creato un ostacolo per molti discendenti di italiani emigrati all'estero, in particolare per coloro che si trovano in una zona grigia normativa. La nuova sentenza, secondo The Local, apre la strada al riesame dei casi precedentemente respinti.
Per la Calabria, la notizia ha un significato profondo. La regione è stata per decenni uno dei principali bacini di emigrazione italiana verso le Americhe, l'Australia e il Nord Europa. Generazioni di calabresi sono partite dai porti di Reggio Calabria e da quelli di Napoli e Genova, portando con sé una storia che oggi i loro discendenti cercano di riannodare.
The Local Italy ricorda che la questione della cittadinanza per discendenza è da anni un tema caldo per l'Italia, con milioni di persone in tutto il mondo che vantano un diritto potenziale. La legge del 1912, in particolare, ha creato una distinzione complessa tra chi ha trasmesso la cittadinanza e chi l'ha persa, generando migliaia di ricorsi.
La nuova sentenza della corte suprema, secondo il sito, chiarisce alcuni aspetti interpretativi e offre una possibilità concreta a chi era rimasto escluso. Le nuove linee guida, spiega The Local, indicano come i casi debbano essere riesaminati, con procedure che potrebbero richiedere tempi lunghi ma che rappresentano comunque una svolta.
Da Catanzaro, la notizia arriva in una regione che conosce bene il fenomeno dell'emigrazione. La Calabria ha perso nel corso del Novecento una parte significativa della sua popolazione: interi paesi dell'entroterra si sono svuotati, e le comunità calabresi all'estero sono oggi numerose e attive, in particolare in Argentina, Brasile, Stati Uniti, Canada e Australia.
Il legame con i discendenti è stato spesso al centro di iniziative culturali ed economiche. Negli ultimi anni, diversi comuni calabresi hanno promosso progetti per attrarre i 'turisti delle radici', quel turismo di ritorno che porta i discendenti degli emigranti a riscoprire i luoghi dei loro avi. La possibilità di ottenere la cittadinanza potrebbe rafforzare questo fenomeno, come osserva la stampa internazionale.
The Local Italy sottolinea che la procedura per il riconoscimento della cittadinanza per discendenza è spesso lunga e complessa, con code nei consolati e documentazione da reperire. La nuova sentenza, però, potrebbe semplificare il percorso per una categoria specifica di richiedenti, quelli che erano rimasti esclusi per la 'questione minore'.
Il tema ha anche risvolti politici. In un'Italia che discute di immigrazione e di identità, la questione della cittadinanza ai discendenti degli emigranti è vista da molti come un modo per rafforzare il legame con le comunità italiane all'estero. Altri, al contrario, sollevano dubbi su un possibile uso strumentale della cittadinanza.
Per la Calabria, il fenomeno è particolarmente sentito. I paesi dell'entroterra, come quelli dell'Aspromonte o delle Serre, hanno visto partire intere generazioni. Oggi, molti di quei luoghi contano poche centinaia di abitanti, ma mantengono un legame forte con le comunità all'estero, che spesso finanziano il recupero di chiese e case abbandonate.
La sentenza della corte suprema, secondo The Local, potrebbe portare a un nuovo flusso di richieste nei consolati italiani, soprattutto in Sud America, dove le comunità di origine italiana sono molto numerose. Il sito ricorda che l'Argentina, in particolare, ha una delle più grandi comunità di discendenti di italiani al mondo.
Il provvedimento, se applicato con efficienza, potrebbe avere ricadute anche economiche: i nuovi cittadini potrebbero scegliere di investire in Italia, magari proprio nei luoghi di origine delle loro famiglie. Un'ipotesi che, per regioni come la Calabria, rappresenta una possibilità concreta di rilancio.
La vicenda, conclude The Local, è destinata a essere seguita con attenzione da milioni di persone in tutto il mondo. Per la Calabria, che ha fatto dell'emigrazione una parte della propria identità, la notizia è un ulteriore tassello di un rapporto complesso e mai interrotto con chi è partito.
