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FRIULI-VENEZIA GIULIA

Cittadinanza italiana: nuova chance per i discendenti degli emigranti

Nuove linee guida basate su una sentenza della Cassazione sbloccano i casi respinti per la 'questione minore'

Sergio Madrussan695 wordsEdition88mercoledì 19 agosto 2026 — Edizione № 88

I discendenti di emigranti italiani che avevano visto respingere la loro domanda di cittadinanza a causa di una 'questione minore' avranno una nuova opportunità. Secondo quanto riportato da The Local Italy, nuove linee guida basate su una sentenza della Corte Suprema italiana permetteranno la revisione dei casi precedentemente bloccati.

La normativa, che affonda le radici in una legge del 1912, aveva creato ostacoli per molti richiedenti di origine italiana residenti all'estero, in particolare in Sud America e negli Stati Uniti. La nuova interpretazione giuridica potrebbe aprire le porte alla cittadinanza per migliaia di persone.

La 'questione minore' si riferisce a una complessa interpretazione della legge sulla cittadinanza del 1912, che regolava la trasmissione del diritto per linea materna. In molti casi, le domande erano state respinte perché l'ascendente italiano aveva perso la cittadinanza prima della nascita del figlio, a causa di una naturalizzazione avvenuta in un paese straniero prima dell'entrata in vigore di normative successive.

La sentenza della Corte Suprema, che The Local Italy definisce come un punto di svolta, stabilisce un principio più favorevole ai richiedenti. Le nuove linee guida, emanate sulla base di questa pronuncia, consentiranno a coloro che erano stati bloccati di presentare nuovamente la loro istanza o di chiedere la revisione del diniego.

La notizia ha un rilievo particolare per il Friuli-Venezia Giulia, una regione che tra la fine dell'Ottocento e la metà del Novecento è stata protagonista di una delle più grandi ondate emigratorie italiane. Centinaia di migliaia di friulani e giuliani lasciarono le loro terre per cercare lavoro in Argentina, Brasile, Canada, Australia e negli Stati Uniti, portando con sé una lingua e una cultura che ancora oggi sopravvivono nelle comunità discendenti.

La stampa internazionale ha seguito con attenzione il fenomeno della cittadinanza italiana per discendenza, che negli ultimi anni ha conosciuto un vero e proprio boom di richieste. Paesi come l'Argentina e il Brasile, che ospitano grandi comunità di origine italiana, hanno visto crescere l'interesse per il riconoscimento della doppia cittadinanza, spesso motivato dalla possibilità di accedere all'Unione Europea.

Per i comuni del Friuli-Venezia Giulia, il fenomeno ha anche un risvolto pratico: molti discendenti che ottengono la cittadinanza scelgono di riscoprire le terre dei loro antenati, contribuendo al turismo delle radici, un settore in crescita che la regione ha cercato di promuovere negli ultimi anni.

Le nuove linee guida, secondo The Local Italy, riguardano specificamente i casi in cui il diniego era basato sulla cosiddetta 'questione minore', ossia l'interruzione della trasmissione della cittadinanza per via materna. La sentenza della Cassazione chiarisce che questa interpretazione restrittiva non è più sostenibile, aprendo la strada a una rivalutazione delle domande.

La notizia arriva in un momento in cui il tema della cittadinanza è al centro del dibattito politico italiano. La legge attuale, che si basa sul principio dello ius sanguinis, consente a chiunque possa dimostrare una discendenza italiana di ottenere il riconoscimento, ma i tempi di attesa sono spesso lunghi e le procedure complesse.

I consolati italiani all'estero, già oberati dalle richieste, potrebbero vedere un ulteriore aumento delle domande a seguito delle nuove linee guida. La stampa estera ha riportato di attese che in alcuni paesi superano i dieci anni, un problema che il governo italiano ha più volte annunciato di voler affrontare con una riforma della legge sulla cittadinanza.

Per il Friuli-Venezia Giulia, che ha fatto dell'accoglienza e del dialogo con le comunità di emigranti una delle sue caratteristiche distintive, la notizia rappresenta un'opportunità per rafforzare i legami con la diaspora. Le associazioni dei friulani nel mondo, attive in particolare in Argentina e in Brasile, hanno accolto con favore la decisione, come riportato dai media internazionali.

Le nuove linee guida saranno applicate dalle prefetture e dai consolati, che dovranno riesaminare i casi sulla base del principio stabilito dalla Corte Suprema. I richiedenti che si trovano in questa situazione sono invitati a contattare le autorità competenti per verificare la propria posizione e presentare l'eventuale istanza di revisione.

La vicenda dimostra come la questione della cittadinanza italiana continui a essere un tema di grande rilevanza internazionale, capace di mobilitare intere comunità e di influenzare le politiche migratorie e di integrazione. La stampa estera seguirà con attenzione l'evoluzione della situazione nelle prossime settimane.

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