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LOMBARDIA

Cittadinanza ai discendenti: la sentenza che riapre i casi e tocca la Lombardia

Nuove linee guida basate su una sentenza della Cassazione offrono una seconda chance a chi era stato bloccato da una legge del 1912, in una regione segnata dall'emigrazione

Beatrice Comolli720 wordsEdition88mercoledì 19 agosto 2026 — Edizione № 88

Una sentenza della Corte Suprema italiana offre una nuova opportunità a migliaia di discendenti di emigranti italiani che avevano visto respingere la loro richiesta di cittadinanza a causa di un 'problema minore'. Secondo quanto riportato da The Local Italy, nuove linee guida basate su una pronuncia della Cassazione permetteranno di far riesaminare i casi precedentemente bloccati.

La questione, nota come 'questione del problema minore', riguarda quei casi in cui un antenato italiano ha acquisito una cittadinanza straniera prima della nascita del figlio, interrompendo la linea di trasmissione del diritto di sangue. La nuova interpretazione giuridica potrebbe ora aprire la strada al riconoscimento della cittadinanza per un numero significativo di persone.

Per la Lombardia, la notizia ha un sapore particolare. La regione è stata, a cavallo tra il XIX e il XX secolo, uno dei principali bacini di emigrazione verso le Americhe e l'Australia. Interi paesi delle province di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova si sono spopolati, con milioni di persone che hanno lasciato le loro terre in cerca di fortuna oltreoceano.

Oggi, la Lombardia è anche una delle regioni che attrae il maggior numero di nuovi residenti, sia dall'estero che da altre parti d'Italia. La possibilità che i discendenti di quegli emigranti possano ora riallacciare un legame formale con il Paese di origine dei loro avi non è solo una questione di diritto, ma anche un potenziale fattore di rinnovamento demografico ed economico.

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