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LAZIO

L'estrema destra chiede regole più dure per la cittadinanza italiana

Il partito Futuro Nazionale propone un'attesa di 20 anni e la conoscenza fluente dell'italiano come requisiti per la naturalizzazione

Davide Ruspoli720 wordsEdition №82giovedì 13 agosto 2026 — Edizione № 82

Il dibattito sulla cittadinanza italiana si fa più acceso. Secondo quanto riportato da The Local Italy, il nuovo partito di estrema destra Futuro Nazionale sta chiedendo regole più severe per la naturalizzazione, proponendo un'attesa di 20 anni e la conoscenza fluente dell'italiano come requisiti per ottenere la cittadinanza.

La proposta, che parla di 'assimilazione alla civiltà greco-romana', si inserisce in un contesto in cui i partiti al governo italiano gareggiano per apparire più duri sulla questione. La testata internazionale sottolinea come questa competizione stia spostando il dibattito politico verso posizioni sempre più restrittive.

Per Roma, capitale e città storicamente cosmopolita, la questione ha un rilievo particolare. La città ospita comunità straniere numerose e da lungo tempo radicate, e le regole sulla cittadinanza influenzano direttamente la vita di decine di migliaia di residenti.

La proposta di Futuro Nazionale, partito di recente formazione che si colloca alla destra della coalizione di governo, rappresenta una svolta nel dibattito italiano sulla cittadinanza. Secondo The Local Italy, il partito chiede che i richiedenti attendano 20 anni prima di poter presentare domanda e che dimostrino una conoscenza fluente della lingua italiana, oltre a un'adesione a quelli che definisce i valori della 'civiltà greco-romana'.

L'attuale legislazione italiana prevede che i cittadini stranieri possano richiedere la cittadinanza dopo 10 anni di residenza legale, un periodo che scende a 4 anni per i cittadini dell'Unione Europea e a 5 per i rifugiati. I figli di immigrati nati in Italia possono richiedere la cittadinanza solo al compimento del 18° anno di età, a condizione di aver risieduto legalmente e ininterrottamente nel paese fino a quel momento.

La proposta di Futuro Nazionale radicalizzerebbe queste regole, portando l'attesa a 20 anni — il doppio del periodo attuale per i cittadini extracomunitari — e introducendo requisiti linguistici e culturali più stringenti. Il riferimento alla 'civiltà greco-romana' come base dell'assimilazione richiesta è stato letto dalla stampa internazionale come un elemento identitario forte, che va oltre la semplice conoscenza della lingua.

Il dibattito sulla cittadinanza è da anni uno dei temi più divisivi della politica italiana. La legge attuale risale al 1992, e da allora sono state avanzate diverse proposte di riforma, sia in senso restrittivo sia in senso estensivo. Le proposte per introdurre lo 'ius soli' — la cittadinanza per chi nasce in Italia — sono state più volte presentate ma mai approvate, mentre le forze politiche di centrodestra hanno sempre spinto per mantenere o irrigidire il criterio dello 'ius sanguinis'.

La competizione tra i partiti di governo per apparire più severi sulla cittadinanza, descritta da The Local Italy, riflette una dinamica politica che ha caratterizzato gli ultimi anni. Con l'avanzata delle forze di estrema destra in tutta Europa, i partiti tradizionali di centrodestra hanno spesso adottato posizioni più restrittive per non perdere consensi.

Per Roma, la questione ha implicazioni concrete. La capitale italiana ha una popolazione straniera residente stimata in diverse centinaia di migliaia di persone, con comunità provenienti principalmente da Romania, Filippine, Bangladesh, Cina e Ucraina. Molte di queste persone lavorano nei servizi — dall'assistenza domestica alla ristorazione — e hanno costruito la loro vita nella città.

Il Vaticano, che sorge nel cuore di Roma, ha più volte espresso posizioni favorevoli all'integrazione degli immigrati, richiamando i valori di accoglienza e solidarietà. La proposta di Futuro Nazionale, con il suo riferimento alla civiltà greco-romana, sembra muoversi in una direzione diversa, ponendo l'accento sull'assimilazione piuttosto che sull'integrazione.

L'Italia, con una popolazione di circa 59 milioni di persone in declino e un basso tasso di natalità, affronta da anni il problema dell'invecchiamento demografico. La stampa internazionale ha più volte sottolineato come il paese abbia bisogno dell'immigrazione per sostenere il suo sistema di welfare, e come le politiche restrittive sulla cittadinanza possano ostacolare l'integrazione dei giovani figli di immigrati.

Il tema della cittadinanza è destinato a rimanere al centro del dibattito politico italiano nei prossimi mesi. La proposta di Futuro Nazionale, pur provenendo da un partito di nuova formazione, potrebbe influenzare le posizioni della coalizione di governo e alimentare un dibattito che la stampa estera segue con attenzione, consapevole delle sue implicazioni per l'intera Europa.

La questione non riguarda solo la legislazione ma anche l'identità stessa del paese. In un'Italia che invecchia e che vede i suoi giovani emigrare all'estero in cerca di opportunità, il modo in cui vengono trattati gli immigrati e i loro figli dice molto sul futuro che il paese si prepara. La proposta di Futuro Nazionale, con la sua enfasi sull'assimilazione e i tempi lunghi, rappresenta una visione precisa di quel futuro — e il dibattito che ne seguirà deciderà se l'Italia la farà propria.

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