MOLISE
La cittadinanza inasprisce, il Sud conta chi parte
Il Futuro Nazionale chiede 20 anni di attesa: per il Molise il tema è chi resta
Antonio Petrella12 wordsEdition №82giovedì 13 agosto 2026 — Edizione № 82
Mentre i partiti di governo italiano gareggiano per apparire più duri sulla cittadinanza, il nuovo Futuro Nazionale di estrema destra sta chiedendo nuove regole più 'assimilazione alla civiltà greco-romana', con un'attesa di 20 anni e italiano fluente, secondo The Local Italy.
Per il Molise, la discussione arriva in un momento particolare: una regione che da decenni vede i suoi giovani partire, e che fatica a trattenere chi nasce qui, si interroga su cosa significhi parlare di appartenenza quando il problema è chi resta.
Il dibattito sulla cittadinanza, che si svolge lontano dai riflettori internazionali, tocca un nervo scoperto per il Sud: l'identità di una regione che ha costruito la sua storia sull'emigrazione.
La proposta del Futuro Nazionale — un partito di estrema destra che chiede 20 anni di residenza e una conoscenza fluente dell'italiano come prova di 'assimilazione alla civiltà greco-romana' — è stata riportata da The Local Italy mercoledì. Il partito si inserisce in una gara tra le forze di governo per apparire più severe sul tema.
La discussione non è nuova per l'Italia: il paese ha una delle legislazioni sulla cittadinanza più complesse d'Europa, con regole diverse per chi nasce qui, chi ci lavora e chi arriva da fuori. Ma la proposta dell'estrema destra va oltre, chiedendo un modello basato sull'assimilazione culturale.
Per il Molise, il tema ha un sapore diverso. Questa è una regione che ha conosciuto l'emigrazione di massa: interi paesi dell'Appennino si sono svuotati nel Novecento, e ancora oggi i giovani partono per studiare e lavorare altrove. La popolazione, 289.000 abitanti, continua a diminuire.
La stampa internazionale ha raccontato più volte il fenomeno dei borghi che si spopolano, con servizi dedicati ai paesi che offrono incentivi per attirare nuovi residenti. Ma il paradosso è sotto gli occhi di tutti: mentre il governo discute come rendere più difficile diventare italiani, il Molise cerca disperatamente nuovi abitanti.
The Local Italy ha riferito che il Futuro Nazionale vuole regole più rigide come cavallo di battaglia politico, in una competizione con gli altri partiti di governo per apparire più severi. Ma la domanda che il Sud pone è un'altra: come si concilia una cittadinanza più chiusa con un territorio che ha bisogno di persone?
I paesi del Molise, con le loro comunità albanesi e croate che da secoli convivono con la cultura locale, sono un esempio di come l'Italia abbia sempre assorbito e integrato. Le minoranze linguistiche del Sud — gli arbëreshë, i croati del Molise — sono la prova vivente che l'appartenenza si costruisce nel tempo, non con i documenti.
La proposta dell'estrema destra, se approvata, avrebbe conseguenze anche per chi vive nel Molise: i lavoratori stranieri che arrivano per l'agricoltura stagionale, i pochi nuovi residenti che scelgono i borghi in via di spopolamento, le famiglie che aspettano la cittadinanza da anni.
Il dibattito è destinato a crescere nelle prossime settimane, con i partiti che cercano di posizionarsi in vista delle prossime scadenze elettorali. Ma per il Molise, la questione non è solo politica: è esistenziale. In una regione che perde abitanti, la vera domanda è chi vorrà chiamarsi italiano — e chi avrà la possibilità di farlo.
La storia del Sud è fatta di partenze e ritorni, di identità che si mescolano, di comunità che resistono. Il Molise, con i suoi paesi che sopravvivono grazie alla tenacia di pochi, guarda alla proposta di una cittadinanza più chiusa con lo stesso spirito con cui ha guardato a tutte le altre: con la consapevolezza che l'appartenenza non si decreta, si vive.
