BASILICATA
La diaspora italiana ottiene una nuova chance: la Corte UE apre le porte alla cittadinanza
Centinaia di migliaia di discendenti di emigranti possono ora riclamare i diritti. Per la Basilicata, una regione che ha svuotato il continente, significa forse un ritorno.
Pietro Lasorsa1,171 wordsEdition №55venerdì 24 luglio 2026 — Edizione № 55
Centinaia di migliaia di persone bloccate dal richiedere la cittadinanza italiana per ascendenza sono state esortate a presentare nuove rivendicazioni immediatamente dopo che l'Italia ha sottoposto le restrizioni alla corte più alta d'Europa, secondo The Local Italy. La Corte di Giustizia dell'UE ha rinviato il caso, aprendo la possibilità che le regole italiane sulla cittadinanza per discendenza vengano dichiarate incompatibili con il diritto europeo.
La decisione ha conseguenze dirette per la Basilicata, una regione che ha definito la propria storia moderna attraverso l'emigrazione. Tra il 1880 e il 1980, circa due milioni di basilicatesi hanno lasciato la regione, diretti principalmente nelle Americhe, in Francia, in Svizzera e in Germania. Oggi, i discendenti di quegli emigranti — e i loro discendenti — rappresentano una diaspora globale che supera di gran lunga la popolazione attuale della regione, che è di 537.000 abitanti.
Le restrizioni italiane sulla cittadinanza per ascendenza hanno storicamente creato una situazione paradossale: gli eredi di italiani potevano reclamare la cittadinanza solo se la linea di discendenza non era stata interrotta da una generazione che aveva naturalizzato la cittadinanza in un altro paese prima di 1948. Questa regola ha escluso milioni di persone, soprattutto dalle generazioni di emigranti che avevano ottenuto la cittadinanza americana, francese o argentina nei decenni successivi alla Grande Emigrazione.
La decisione ha conseguenze dirette e storiche per la Basilicata, una regione che ha definito la propria identità moderna attraverso l'emigrazione. Tra il 1880 e il 1980, circa due milioni di basilicatesi hanno lasciato la regione — una cifra che rappresenta un esodo senza precedenti in proporzione alla popolazione locale. I destinatari principali erano le Americhe (Stati Uniti, Argentina, Brasile), la Francia, la Svizzera e la Germania.
Un basilicatese emigrato negli USA nel 1910 e naturalizzato cittadino americano nel 1920 avrebbe potuto trasmettere la cittadinanza italiana ai figli solo se la linea non era stata interrotta prima del 1948.
La conseguenza è stata una frammentazione della comunità basilicatese globale. Milioni di discendenti di basilicatesi non potevano accedere alla cittadinanza italiana, anche se avevano radici familiari profonde nella regione. Molti non potevano nemmeno viaggiare liberamente in Europa o accedere ai benefici del mercato unico europeo. La regola era particolarmente penalizzante per i discendenti di emigranti che avevano lasciato la Basilicata nei decenni più critici, quando la povertà e la disoccupazione spingevano le persone a cercare fortuna altrove.
La decisione della Corte UE di rinviare il caso all'Italia rappresenta una apertura significativa. Se la Corte dichiarasse le restrizioni italiane incompatibili con il diritto europeo — in particolare il diritto alla non discriminazione e alla libera circolazione — migliaia di discendenti di basilicatesi potrebbero improvvisamente acquisire il diritto di cittadinanza. The Local Italy ha esortato i candidati a presentare rivendicazioni immediatamente, suggerendo che il momento è critico.
Per la Basilicata, l'apertura ha implicazioni economiche e demografiche significative. La regione affronta un declino demografico accelerato: perde circa 10.000 abitanti all'anno, principalmente giovani che emigrano verso il Nord o l'estero. Se centinaia di migliaia di discendenti di basilicatesi potessero acquisire la cittadinanza italiana, alcuni potrebbero scegliere di tornare o di investire nella regione. Potrebbe crearsi un flusso inverso di capitale, competenze e popolazione verso la Basilicata.
Il fenomeno non sarebbe senza precedenti. Negli ultimi anni, alcuni paesi europei hanno visto ritorni di emigranti di seconda e terza generazione. La Basilicata, in particolare, ha conosciuto una rinascita turistica e culturale a Matera, che è stata designata capitale europea della cultura per il 2019 e continua ad attrarre visitatori internazionali e investitori. Una cittadinanza più accessibile potrebbe attrarre discendenti di basilicatesi che desiderano riconnettersi con le radici familiari e investire nella regione.
La questione della cittadinanza per ascendenza è anche una questione di diritti umani e di giustizia storica. Molti discendenti di basilicatesi hanno subito discriminazione negli Stati Uniti, in Francia e altrove, e una cittadinanza italiana potrebbe rappresentare un riconoscimento simbolico delle loro radici e dei diritti che gli spetterebbero in quanto eredi di cittadini italiani. Per alcuni, è una questione di dignità e di appartenenza.
La Basilicata ha una storia complessa di emigrazione e ritorno. Nel dopoguerra, alcuni emigranti sono tornati, attratti da programmi di sviluppo regionale e dalla ricostruzione. Negli anni 1950 e 1960, la Cassa per il Mezzogiorno ha investito in infrastrutture e industrie, creando occupazione. Ma negli ultimi decenni, il flusso è stato principalmente in uscita, con giovani che lasciano la regione in cerca di opportunità economiche.
Una cittadinanza italiana più accessibile potrebbe invertire questa tendenza, almeno parzialmente. I discendenti di basilicatesi che acquisissero la cittadinanza potrebbero scegliere di trasferirsi in Basilicata, di avviare imprese, di investire in proprietà immobiliari o di avviare progetti culturali. Matera, in particolare, potrebbe attrarre discendenti di emigranti che desiderano riconnettersi con la città di origine delle loro famiglie.
Il settore agricolo della Basilicata potrebbe anche beneficiare. Molti discendenti di basilicatesi hanno mantenuto tradizioni culinarie e agricole delle loro famiglie di origine. Se tornassero o investissero nella regione, potrebbero portare con sé competenze, capitale e connessioni globali. Potrebbero creare aziende agricole biologiche, esportare prodotti basilicatesi, o sviluppare turismo agroalimentare.
Il settore energetico della Basilicata — petrolio e gas onshore — è meno probabile che benefici direttamente di un ritorno di emigranti. Ma l'economia regionale dipende dalla diversificazione, e un afflusso di capitale e competenze potrebbe accelerare la transizione verso energie rinnovabili e nuovi settori economici. I discendenti di basilicatesi con formazione in tecnologia, finanza o gestione potrebbe contribuire a questa trasformazione.
La questione della cittadinanza per ascendenza ha anche implicazioni politiche. L'Italia ha visto crescere il populismo e il nazionalismo negli ultimi anni, con alcuni politici che si oppongono all'espansione dei diritti di cittadinanza. La decisione della Corte UE potrebbe accendere un dibattito politico interno sull'identità italiana e sui diritti dei discendenti di emigranti. Alcuni potrebbero vederlo come un'apertura positiva; altri potrebbero vederlo come una minaccia all'identità nazionale.
Per la Basilicata, il momento è critico. La regione ha il potenziale di diventare un centro di attrazione per discendenti di emigranti che desiderano riconnettersi con le radici familiari. Matera è già un centro di attrazione turistica e culturale; una cittadinanza più accessibile potrebbe portare investitori e residenti che amplierebbero questa rinascita. L'interno della regione — Potenza e le aree rurali — potrebbe anche beneficiare di un afflusso di capitale e di popolazione.
The Local Italy ha sottolineato l'urgenza di presentare rivendicazioni di cittadinanza, suggerendo che la finestra potrebbe non rimanere aperta indefinitamente. I discendenti di basilicatesi che credono di avere diritto alla cittadinanza italiana dovrebbero agire rapidamente per documentare la loro linea di discendenza e presentare rivendicazioni alle autorità italiane. Gli studi legali specializzati in diritto della cittadinanza stanno già ricevendo un afflusso di richieste.
La decisione della Corte UE rappresenta un momento di trasformazione potenziale per la Basilicata e per la diaspora basilicatese globale. Se le restrizioni sulla cittadinanza per ascendenza verranno allentate, la regione potrebbe sperimentare un ritorno di emigranti di seconda e terza generazione, portando con sé capitale, competenze e una riconnessione con le radici familiari. Questo potrebbe invertire decenni di declino demografico e contribuire a una rinascita economica e culturale della regione.
