BASILICATA
La coda per un dolce sulle Dolomiti riapre il dibattito sul turismo social
Centinaia di persone assediano un rifugio alpino per un krapfen. Le comunità locali protestano
Pietro Lasorsa486 wordsEdition №89giovedì 20 agosto 2026 — Edizione № 89
Centinaia di persone hanno preso d'assalto un rifugio di montagna nelle Dolomiti italiane, non per le viste panoramiche ma per un dolce cremoso, riaccendendo il dibattito sul turismo guidato dai social media, secondo quanto riportato dal Guardian.
Il rifugio Friedrich August, una destinazione storica sulle montagne dell'Alto Adige, è stato sommerso da visitatori dopo che i video degli influencer hanno diffuso la fama del suo krapfen, un dolce ripieno di crema.
Le comunità alpine locali hanno protestato per l'enorme afflusso, che ha creato code interminabili e trasformato un luogo di silenzio in un'attrazione da parco a tema.
Il fenomeno, raccontato dal Guardian, non è isolato. Negli ultimi anni le Alpi italiane hanno assistito a una trasformazione del turismo di montagna, sempre più spinto dai social media e meno dalla ricerca della natura.
Il rifugio Friedrich August, che sorge a 2.298 metri sopra il livello del mare, è da decenni una tappa per gli escursionisti che percorrono il Sentiero delle Dolomiti. Ma la sua fama è esplosa dopo che i video su TikTok e Instagram hanno mostrato il suo krapfen, un dolce fritto ripieno di crema, come una meta imperdibile.
Secondo il Guardian, centinaia di persone si mettono in coda ogni giorno per acquistare il dolce, spesso senza nemmeno intraprendere il sentiero che porta al rifugio. Molti arrivano in funivia o con mezzi privati, creando problemi di parcheggio e di gestione dei rifiuti.
Le comunità locali, che vivono di turismo ma anche di un equilibrio fragile con l'ambiente alpino, hanno espresso preoccupazione. Il sindaco di un comune vicino ha dichiarato al Guardian che il fenomeno sta 'snaturando' il rapporto tra i visitatori e la montagna.
Il dibattito non riguarda solo le Dolomiti. In tutta Italia, dai borghi della Toscana alle coste della Liguria, i luoghi diventati virali sui social stanno affrontando un turismo di massa che spesso non rispetta i ritmi e le esigenze dei territori.
In Basilicata, la regione che ospita Matera, il fenomeno è osservato con attenzione. Matera, capitale europea della cultura nel 2019, ha visto un boom turistico che ha trasformato l'economia locale ma ha anche sollevato questioni sulla sostenibilità e sulla conservazione del patrimonio.
Il caso del rifugio Friedrich August mostra come un singolo prodotto, reso celebre dai social, possa attirare folle enormi in luoghi che non sono attrezzati per gestirle. È una lezione che le comunità dell'Appennino lucano, che cercano di attrarre visitatori senza snaturarsi, osservano con attenzione.
Il Guardian sottolinea che il fenomeno non è nuovo: altre località, come il Lago di Braies o le Tre Cime di Lavaredo, hanno già vissuto situazioni simili. Ma la velocità con cui i video sui social diffondono la fama di un luogo rende la gestione del turismo sempre più difficile.
Le autorità locali stanno valutando misure per limitare l'afflusso, come l'obbligo di prenotazione o la limitazione degli accessi. Ma trovare un equilibrio tra sviluppo economico e tutela del territorio resta una sfida aperta.
Per le comunità alpine, la questione è anche culturale: il rifugio Friedrich August, fondato oltre un secolo fa, rappresenta una tradizione di ospitalità che rischia di essere travolta dalla folla dei social.
Il dibattito, come riporta il Guardian, è destinato a continuare, mentre l'estate porta sempre più visitatori nelle montagne italiane. La domanda, per le Alpi come per l'Appennino, è come accogliere i turisti senza perdere l'anima dei luoghi.
