The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
Back to the edition

OPINION

Quando lo spettacolo di combattimento diventa simbolo politico

La Redazione235 wordsEdition20venerdì 19 giugno 2026 — Edizione № 20

The Conversation ha pubblicato un'analisi sulla psicologia dei rituali di combattimento nella politica contemporanea. L'argomento è semplice e profondo insieme: quando i leader politici mettono in scena spettacoli di lotta — dai gladiatori romani alle arti marziali miste moderne — creano momenti in cui il pubblico sperimenta un senso di appartenenza collettiva. Lo studioso che ha scritto il pezzo chiama questo processo «fusione identitaria»: il confine tra il sé personale e l'identità del gruppo scompare. La vittoria o il sacrificio del combattente diventa personale.

Quello che The Conversation non dice esplicitamente, ma che la stampa internazionale ha iniziato a notare, è come questo meccanismo funzioni particolarmente bene in Europa di destra. I movimenti politici che enfatizzano forza, sacrificio nazionale e virilità trovano nei rituali di combattimento una cassa di risonanza naturale. In Italia, dove la retorica della forza e dell'ordine ha guadagnato terreno negli ultimi anni, il fenomeno non è marginale.

La domanda che la copertura internazionale si pone — e che noi dovremmo porci — non è se questi spettacoli causino violenza. La ricerca suggerisce che no, almeno non direttamente. La domanda è più sottile: cosa accade quando un intero segmento politico usa il linguaggio del combattimento per parlare di nazione, sacrificio e appartenenza? Quando il rituale diventa il modo principale in cui milioni di persone sperimentano il loro legame collettivo? È un cambio di registro nella politica europea, e l'Italia non è eccezione.

Share
Quando lo spettacolo di combattimento diventa simbolo politico — La Veduta