VENETO
Como vieta le bici in centro dopo l'incidente del sindaco
Alessandro Rapinese ha emanato un divieto totale nel centro storico murato della città lacustre dopo essere stato colpito da una bicicletta elettrica
Tommaso Veronese620 wordsEdition №93lunedì 24 agosto 2026 — Edizione № 93
Il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, ha emesso un divieto totale delle biciclette nel centro storico murato della città lacustre dopo essere stato colpito da una bicicletta elettrica, secondo quanto riportato dalla BBC e dal Guardian.
Rapinese ha dichiarato che il provvedimento è stato adottato per motivi di sicurezza pubblica, aggiungendo: "So cosa significa essere colpito da una di queste bestie", come riportato dalla BBC.
Il divieto, che entra in vigore nel cuore medievale della città, ha scatenato una reazione pubblica negativa, con il sindaco che nega di condurre una vendetta personale contro i ciclisti, secondo il Guardian.
La decisione del sindaco di Como arriva in un momento in cui le città italiane sono alle prese con la crescente diffusione delle biciclette elettriche e con le tensioni tra mobilità sostenibile e sicurezza pedonale. Secondo il Guardian, Rapinese ha negato di agire per vendetta personale, ma il dibattito che ne è seguito ha messo in luce un problema che tocca molti centri storici italiani.
Il centro storico di Como, con le sue strette vie acciottolate e i vicoli medievali, è da tempo un punto di attrito tra residenti, turisti e ciclisti. La BBC ha sottolineato che il sindaco ha descritto l'incidente come un'esperienza che gli ha fatto comprendere i rischi per i pedoni, ma i critici del provvedimento sostengono che un divieto totale sia una risposta sproporzionata.
La vicenda di Como arriva mentre il Veneto osserva con attenzione il dibattito nazionale sulla mobilità urbana. Venezia, con il suo tessuto urbano unico fatto di calli e ponti, ha affrontato sfide simili: le biciclette sono da tempo bandite dal centro storico, ma il problema si sposta sulle isole della laguna e sulla terraferma, dove le piste ciclabili si moltiplicano.
Secondo il Guardian, il divieto di Rapinese ha scatenato una reazione negativa tra i ciclisti e i gruppi ambientalisti, che temono che provvedimenti simili possano diffondersi in altre città italiane. Il sindaco, dal canto suo, ha insistito sulla necessità di proteggere i pedoni in uno spazio così densamente frequentato.
La BBC ha ricordato che l'incidente del sindaco non è un caso isolato: le e-bike, sempre più veloci e pesanti, stanno diventando una presenza controversa nelle città europee. Diversi comuni italiani stanno valutando misure per regolamentarne l'uso, dai limiti di velocità alle zone a traffico limitato.
Per il Veneto, il caso di Como offre uno spunto di riflessione. Verona, Padova e Treviso stanno investendo nella mobilità ciclabile, ma i loro centri storici pongono problemi simili a quelli di Como. La sfida è trovare un equilibrio tra la promozione della bicicletta come alternativa all'auto e la sicurezza dei pedoni in spazi antichi e spesso angusti.
Il Guardian ha osservato che il dibattito su Como riflette una tensione più ampia nella società italiana: da un lato la spinta verso una mobilità più verde, dall'altro la tutela di un patrimonio urbano fatto di spazi stretti e pavimentazioni delicate. Non è un caso che molte città stiano adottando soluzioni differenziate, con zone dove le bici sono ammesse e altre dove sono vietate.
La vicenda ha anche una dimensione turistica. Como, come Venezia, è una meta di punta del turismo internazionale, e il flusso di visitatori amplifica i problemi di convivenza tra le diverse forme di mobilità. La BBC ha notato che il sindaco ha giustificato il provvedimento anche con la necessità di garantire un'esperienza sicura ai turisti che affollano le vie del centro.
Nei prossimi mesi, il dibattito sulla mobilità nelle città d'arte italiane è destinato a intensificarsi. Il caso di Como, con la sua carica simbolica e la sua immediatezza, potrebbe diventare un precedente citato in altre città, dal Veneto alla Toscana, alle prese con gli stessi dilemmi.
Resta da vedere se il divieto di Rapinese sopravviverà alle proteste e ai ricorsi. Secondo il Guardian, i gruppi ciclistici hanno già annunciato iniziative per contrastare il provvedimento, mentre il sindaco sembra intenzionato a non fare marcia indietro. La città di Como, intanto, è diventata un laboratorio a cielo aperto per una questione che riguarda l'intero paese.
