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OPINION

Confini tra fratelli: l'Europa che si scopre divisa

La Redazione317 wordsEdition76sabato 8 agosto 2026 — Edizione № 76

La notizia che la Spagna imporrà controlli temporanei alle frontiere per i viaggiatori provenienti dall'Italia, in risposta a misure simili adottate da Roma dopo l'afflusso a Ceuta, segna un momento singolare nella storia dell'Unione europea. Due paesi membri, uniti da trattati e da una moneta comune, si scoprono improvvisamente capaci di erigere barriere l'uno contro l'altro. La ritorsione diplomatica, raccontata dal Guardian e dalla BBC, trasforma una crisi umanitaria nel Mediterraneo in una disputa tra governi, con i cittadini comuni trasformati in pedine di uno scambio di accuse.

Da questa regione, il confine con la Spagna non è una linea sulla mappa ma un'idea astratta, un principio di libera circolazione che ha plasmato generazioni. Vederlo sospeso, seppur temporaneamente, produce uno straniamento profondo. Il governo italiano, secondo Politico Europe, ha dichiarato che non accetterà ordini da Madrid e manterrà la sospensione di Schengen almeno fino al 15 agosto. La rigidità delle posizioni ricorda quanto sia fragile il progetto europeo quando la pressione esterna diventa insostenibile.

La crisi di Ceuta, con il suo tragico bilancio di almeno cento vittime secondo il presidente della città, Juan Jesús Vivas, ha esposto una verità scomoda: l'Europa non ha ancora trovato una risposta comune alla migrazione. Ogni stato membro reagisce per sé, e la solidarietà cede il passo alla difesa dei propri confini. La stampa internazionale coglie questo paradosso: un continente che ha abolito i confini interni per ritrovarli improvvisamente ripristinati, non per ragioni di sicurezza ma per calcolo politico.

La nostra regione, abituata a guardare al Mediterraneo come a uno spazio di scambio e non di separazione, osserva con preoccupazione questa deriva. Il rischio è che la disputa tra Italia e Spagna non resti un episodio isolato ma diventi un precedente, un modello per future crisi. L'Europa che si chiude dall'interno tradisce i propri principi fondativi e indebolisce la propria voce nel mondo, proprio quando il mondo la osserva con attenzione crescente.

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