NAZIONALE
Operai stranieri pagati 2 dollari l'ora al cantiere del Consolato USA di Milano
L'inchiesta dell'AP rivela pratiche di lavoro illegittime nel progetto di costruzione nel cuore della finanza lombarda
Beatrice Comolli590 wordsEdition №15domenica 14 giugno 2026 — Edizione № 15
Il cantiere del nuovo Consolato degli Stati Uniti a Milano è al centro di un'inchiesta sulla sfruttamento dei lavoratori migranti. Secondo l'Associated Press, operai stranieri impiegati nel progetto avrebbero ricevuto compensi inferiori a 2 dollari all'ora, cifra che viola le normative internazionali sul lavoro e le leggi italiane sulla retribuzione minima.
L'AP ha esaminato documenti di lavoro, passaporti e cedolini salariali di operai presenti nel cantiere lunedì 8 giugno. La documentazione emersa suggerisce un sistema organizzato di sottopagamento in uno dei progetti di costruzione più visibili della Lombardia, realizzato nel distretto finanziario di Milano.
La scoperta arriva mentre Milano consolida il suo ruolo di hub diplomatico europeo e nord-americano. Il nuovo Consolato rappresenta un investimento significativo nella città, ma la pratica documentata dall'AP contrasta sharply con gli standard di lavoro che l'Italia e gli Stati Uniti sostengono pubblicamente.
La retribuzione minima garantita in Italia per il lavoro non qualificato si aggira intorno ai 9-10 euro l'ora secondo i contratti collettivi nazionali. I salari documentati dall'agenzia americana rimangono ben al di sotto di questa soglia, suggerendo una violazione sistematica delle norme contrattuali italiane.
Milano, capitale economica italiana e sede della Borsa Italiana, si posiziona come città cosmopolita e rispettosa delle leggi del lavoro nel racconto che la città dà di sé agli investitori internazionali. L'indagine dell'AP mette in discussione questa narrativa, almeno per quanto riguarda i cantieri pubblici di rilevanza diplomatica.
La questione del lavoro migrante è tornata sotto i riflettori della stampa internazionale in Italia negli ultimi mesi. Reuters e altre agenzie hanno documentato in passato condizioni di lavoro precarie nei settori delle costruzioni e dell'agricoltura, ma il caso del Consolato USA a Milano è il primo a riguardare direttamente un progetto americano di tale visibilità.
Le autorità italiane competenti—l'Ispettorato Nazionale del Lavoro e le questure locali—non hanno ancora commentato pubblicamente i risultati dell'inchiesta dell'AP. Il Consolato americano a Milano non ha rilasciato dichiarazioni in risposta alle domande dell'agenzia di stampa.
La costruzione del nuovo Consolato fa parte di una più ampia strategia di ammodernamento della presenza diplomatica americana in Europa. Milano, con la sua importanza come centro finanziario e di moda globale, rappresenta un luogo strategico per questa espansione.
Per gli operai coinvolti, il compenso documentato rappresenta una frazione significativa di quanto potrebbero guadagnare legalmente. Molti lavoratori migranti senza documenti o con status precario accettano salari inferiori per paura di denunce alle autorità, secondo quanto riferito da organizzazioni per i diritti dei lavoratori citate dalla stampa internazionale.
L'inchiesta dell'AP solleva questioni più ampie sulla catena di appalti nei grandi progetti di costruzione in Italia. Spesso, le aziende principali contraggono subappaltatori che a loro volta assumono lavoratori tramite agenzie di reclutamento, creando distanza tra chi paga e chi lavora.
La Lombardia, con un PIL pro capite tra i più alti d'Europa e una reputazione di efficienza imprenditoriale, rimane comunque una regione dove il lavoro irregolare persiste in settori chiave come le costruzioni, la manifattura e l'agricoltura, secondo rapporti di organizzazioni internazionali citate dal Guardian e da Reuters.
L'indagine dell'AP arriva mentre il governo italiano affronta pressioni dall'Unione Europea per rafforzare i controlli sul lavoro irregolare e sullo sfruttamento dei migranti. Le direttive europee richiedono ispezioni più frequenti e sanzioni più severe per le violazioni delle norme sul lavoro.
Per Milano, la notizia rappresenta un momento di tensione tra l'immagine di metropoli moderna e inclusiva che la città coltiva presso investitori e turisti, e la realtà documentata nei cantieri. La città ospita decine di progetti di costruzione di grande scala, sollevando domande sulla diffusione del fenomeno oltre il caso del Consolato.
