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MOLISE

Italia e Spagna si chiudono a vicenda: il Molise guarda da lontano

Roma proroga di 15 giorni i controlli sui viaggiatori spagnoli, Madrid risponde a tono. Nella regione più piccola d'Italia il confine è un'idea, non un valico.

Antonio Petrella805 wordsEdition117mercoledì 16 settembre 2026 — Edizione № 117

L'Italia ha prorogato di altri quindici giorni i controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dalla Spagna, e Madrid ha risposto con una misura reciproca. Lo ha riferito martedì The Local Italy, nell'ambito di quella che la testata descrive come una disputa in corso tra due membri dell'Unione europea, entrambi nell'area Schengen.

La misura nasce, secondo la stessa fonte, dopo un'ondata migratoria, ed è l'ultimo capitolo di una tendenza che la stampa estera segue da mesi: il ritorno dei controlli interni là dove Schengen li aveva aboliti.

Per il Molise la notizia arriva da un altrove che non tocca la regione. Non ci sono valichi di confine, non ci sono aeroporti internazionali, non ci sono porti di sbarco: la frontiera, qui, resta una parola che si legge nei dispacci altrui.

L'Italia ha annunciato martedì di aver prorogato di altri quindici giorni i controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dalla Spagna. Madrid ha risposto con una misura reciproca. The Local Italy, che ha dato la notizia, la colloca dentro una disputa in corso tra i due paesi, entrambi membri dell'Unione europea e dello spazio Schengen.

La proroga, secondo la testata, arriva dopo un'ondata migratoria. È il linguaggio che la stampa internazionale usa da mesi per descrivere una fase nuova: controlli interni che riemergono dove erano stati cancellati, e paesi che si rispondono a vicenda con la stessa misura.

Il Guardian, in un pezzo separato di questa settimana, ha raccontato che nove paesi dell'UE stanno ritardando l'entrata in funzione del sistema EES, il nuovo regime di controlli alle frontiere esterne, con Francia e Grecia in testa a chiedere più tempo per gli aeroporti affollati. Le due storie, quella dei controlli italo-spagnoli e quella dei ritardi sull'EES, disegnano la stessa Europa: una macchina che doveva essere senza frontiere e che ora discute di come e quando contarle.

Per il Molise questo dibattito ha un suono particolare, e non perché la regione ne sia coinvolta. Il Molise non ha frontiere internazionali. Non ha un aeroporto con voli di linea oltre il collegamento verso Roma. Non ha porti di sbarco. La regione più piccola d'Italia, circa 289.000 abitanti, vive il tema delle frontiere come si vive una cosa che accade altrove: leggendo, e non praticandola.

Eppure la regione conosce l'emigrazione meglio di molte altre. È una terra che ha esportato persone per generazioni, verso il Nord Italia, verso l'Europa, verso le Americhe. Il molisano che parte lo fa in treno o in auto, attraversando l'Appennino, non un valico presidiato. La frontiera, per chi parte da Campobasso, è sempre stata una formalità, non un ostacolo.

La disputa tra Roma e Madrid, come la racconta The Local Italy, riguarda i viaggiatori provenienti dalla Spagna. Non riguarda i molisani che vanno in Spagna, né gli spagnoli che vengono in Molise, ammesso che ce ne siano. Riguarda un asse — Italia-Spagna, Mediterraneo occidentale — che passa lontano dall'Adriatico molisano.

C'è però un elemento che la regione sente. La copertura internazionale dell'Italia torna spesso sul tema migratorio come questione mediterranea, e il Mediterraneo, per il Molise, è una costa breve e poco frequentata: Termoli, con il suo porto, guarda verso la Croazia più che verso la Libia. I flussi che spingono Roma e Madrid a controllarsi a vicenda non passano da lì.

La proroga dei controlli è, secondo la stampa estera, una misura temporanea e reciproca. Quindici giorni, poi si vedrà. È il tipo di annuncio che in un'Europa normale sarebbe una nota a piè di pagina, e che in questa fase diventa una notizia perché segnala una direzione: i confini interni che tornano, uno alla volta, per periodi brevi che si sommano.

Per una regione come il Molise, che non ha confini da presidiare e che fatica a farsi includere nelle mappe — la battuta secondo cui "il Molise non esiste" è un genere comico nazionale — questa Europa che riscopre le frontiere ha un'ironia involontaria. Le frontiere tornano dove c'erano; il Molise, che non ne ha mai avute, resta fuori anche dal dibattito su di esse.

The Local Italy non nomina la regione, e non c'è motivo perché lo faccia: la notizia riguarda i rapporti tra due Stati. Ma il dispaccio dice qualcosa anche a chi vive in una terra che l'Europa conta solo quando si tratta di fondi di coesione o di spopolamento. Nella geografia politica del continente, il Molise è un interno: non un valico, non un porto, non un aeroporto. Un posto da cui si parte, non un posto dove si arriva.

Cosa succede dopo i quindici giorni non è dato sapere dalle fonti disponibili. La misura potrà essere prorogata ancora, come è già accaduto, o revocata. Per ora resta il fatto che due paesi dell'UE, per ragioni legate ai flussi migratori, hanno scelto di controllarsi a vicenda. È una notizia che il Molise legge, come sempre, da lontano.

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Italia e Spagna si chiudono a vicenda: il Molise guarda da lontano — La Veduta