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CALABRIA

Italia e Spagna estendono i controlli: la rotta migratoria resta una ferita aperta

La disputa su Ceuta e i confini interni dell'UE riaccende il dibattito sulla gestione dei flussi nel Mediterraneo

Saverio Gallo810 wordsEdition103giovedì 3 settembre 2026 — Edizione № 103

Italia e Spagna hanno annunciato lunedì un'estensione di 15 giorni dei controlli di frontiera reciproci imposti in una disputa per l'afflusso di migranti nel territorio nordafricano spagnolo di Ceuta il mese scorso, secondo quanto riportato da The Local Italy.

La vicenda, che riguarda i confini interni dello spazio Schengen, ha riacceso il dibattito sulla gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo. Per la Calabria, che si affaccia sulla rotta del Mediterraneo centrale, la disputa tra due Stati membri è l'ennesimo segnale di una politica europea frammentata e reattiva.

La decisione di Italia e Spagna di estendere i controlli alle frontiere reciproche per altri 15 giorni rappresenta un fatto insolito nella storia dello spazio Schengen, dove i confini interni dovrebbero essere aperti. Secondo The Local Italy, la disputa è nata dall'afflusso di migranti a Ceuta, l'enclave spagnola sulla costa nordafricana, che ha spinto Roma a imporre controlli ai valichi di frontiera con la Spagna.

La scelta italiana ha innescato una reazione a catena, con Madrid che ha risposto con misure simili. Il risultato è una crepa nel sistema di libera circolazione che l'UE considera uno dei suoi pilastri fondanti.

Per la Calabria, la vicenda ha un significato particolare. La regione è da anni uno dei punti di approdo della rotta migratoria del Mediterraneo centrale, quella che parte dalle coste libiche e tunisine e arriva sulle coste italiane. I porti calabresi, in particolare quelli di Reggio Calabria e Crotone, hanno visto numerosi sbarchi negli ultimi anni, e la regione è stata al centro del dibattito nazionale sull'accoglienza.

Il modello di Riace, il piccolo comune calabrese che negli anni Duemila divenne un esempio internazionale di integrazione dei migranti, è stato raccontato in tutto il mondo prima di essere smantellato dopo le inchieste giudiziarie. La vicenda di Riace ha mostrato come la Calabria sia stata, suo malgrado, un laboratorio delle politiche migratorie italiane ed europee.

La disputa tra Italia e Spagna su Ceuta rivela le contraddizioni della politica migratoria dell'UE. Da un lato, i paesi del Sud Europa chiedono una maggiore solidarietà europea nella gestione dei flussi; dall'altro, quando la pressione aumenta, ciascuno Stato tende a chiudersi, anche contro i propri partner.

La scelta di Roma di imporre controlli alla frontiera con la Spagna è stata letta dalla stampa internazionale come un segnale di irrigidimento del governo italiano sulla questione migratoria. Il governo Meloni, che ha fatto della lotta all'immigrazione irregolare uno dei suoi cavalli di battaglia, ha cercato di esercitare pressione sui partner europei perché condividano il peso degli arrivi.

La Spagna, dal canto suo, si è trovata a gestire una crisi diversa ma altrettanto complessa a Ceuta e Melilla, le due enclave nordafricane che rappresentano i confini terrestri dell'UE con il continente africano. L'afflusso di migranti a Ceuta del mese scorso ha messo in luce la vulnerabilità di questi avamposti europei.

Per la Calabria, la disputa tra Italia e Spagna è anche una questione di economia. La regione, che dipende in larga misura dal turismo e dagli scambi commerciali, ha bisogno di confini aperti e di libera circolazione per mantenere vivi i collegamenti con il resto d'Europa. I controlli alle frontiere, sebbene temporanei, rischiano di scoraggiare i viaggiatori e di complicare i trasporti di merci.

La vicenda di Ceuta ha anche un riflesso sulla percezione della Calabria nel mondo. La regione è spesso associata alla cronaca degli sbarchi e alla presenza della 'Ndrangheta, e la disputa tra i due paesi mediterranei rischia di consolidare un'immagine del Sud Italia come porta d'ingresso di un'immigrazione percepita come minaccia.

Le organizzazioni umanitarie che operano in Calabria hanno più volte sottolineato come la regione, pur essendo in prima linea nell'accoglienza, riceva meno risorse rispetto ad altre aree del paese. La disputa tra Italia e Spagna, che distoglie l'attenzione dalle vere questioni — la necessità di canali legali di ingresso e di una distribuzione equa dei richiedenti asilo — rischia di aggravare una situazione già precaria.

La stampa internazionale ha seguito con attenzione la vicenda, sottolineando come la disputa tra due paesi membri dell'UE sulla gestione dei migranti rappresenti un precedente pericoloso. Se Italia e Spagna possono chiudere i confini reciproci, cosa impedirà ad altri paesi di fare altrettanto in futuro?

La decisione di estendere i controlli per altri 15 giorni lascia aperte molte domande. La soluzione della disputa dipenderà dalla capacità dei due governi di trovare un accordo sulla gestione dei flussi, ma anche dalla volontà dell'UE di intervenire con una politica comune che superi gli egoismi nazionali.

Per la Calabria, intanto, la vita continua. I pescatori di Crotone escono all'alba, gli agrumeti della Piana di Gioia Tauro si preparano alla raccolta, i turisti riempiono le spiagge di Tropea. Ma sullo sfondo resta la consapevolezza che la regione, come tutto il Sud Europa, è esposta a dinamiche più grandi di lei, decise in capitali lontane dove la voce di chi vive sulla frontiera del Mediterraneo raramente arriva.

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