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MOLISE

Code ai confini Ue: il debutto dell'EES rallenta l'Europa, l'Italia osserva

Dal 7 settembre i controlli biometrici potrebbero allungare le attese ai valichi europei

Antonio Petrella382 wordsEdition №105sabato 5 settembre 2026 — Edizione № 105

Lunedì 7 settembre potrebbe essere una data chiave per l'applicazione completa dei controlli biometrici ai confini dell'Unione Europea, con preoccupazioni sollevate sul fatto che le code ai valichi potrebbero allungarsi e rallentare questo mese, ha riferito The Local Italy.

Il nuovo sistema di ingresso-uscita, noto come EES, sostituirà la timbratura manuale dei passaporti con un registro elettronico che raccoglie dati biometrici dei viaggiatori extraeuropei. L'introduzione era stata più volte rinviata per problemi tecnici e di coordinamento tra gli Stati membri.

Il sistema EES, acronimo di Entry/Exit System, è stato progettato per tracciare gli ingressi e le uscite dei cittadini di paesi terzi nello spazio Schengen, ha spiegato The Local Italy. Una volta operativo, i viaggiatori non comunitari dovranno registrare impronte digitali e dati biometrici al primo ingresso, con controlli che si prevede richiedano più tempo rispetto alla timbratura tradizionale.

Le autorità europee hanno assicurato che il sistema sarà introdotto gradualmente per evitare il caos ai valichi, ma i timori restano. I paesi con frontiere terrestri trafficate, come l'Italia con la Svizzera e l'Austria, temono lunghe attese per i pendolari e i trasportatori che attraversano quotidianamente i confini.

L'Italia, che condivide il confine orientale con la Slovenia e quello settentrionale con Svizzera, Austria e Francia, è tra i paesi più esposti alle ripercussioni pratiche del nuovo sistema. I valichi alpini e quelli del Friuli-Venezia Giulia vedono un flusso costante di lavoratori transfrontalieri e turisti, e qualsiasi rallentamento avrebbe effetti immediati sulle economie locali.

Il nuovo sistema non riguarda i cittadini dell'UE, che continueranno a passare attraverso i varchi dedicati. Ma per i visitatori da Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Australia, l'EES rappresenta una barriera in più.

Le autorità italiane hanno predisposto un piano per informare i viaggiatori e ridurre i disagi, ma l'attuazione pratica dipenderà dalla collaborazione tra i paesi dell'UE. Il sistema richiede una base dati centralizzata che registri ogni ingresso e uscita, e gli Stati membri hanno dovuto sincronizzare le loro infrastrutture informatiche.

I critici del sistema hanno sottolineato che l'EES non affronta le vere sfide della gestione delle frontiere europee, e che i dati biometrici sollevano questioni di privacy. I sostenitori rispondono che il sistema renderà più difficile l'ingresso di chi ha superato il periodo di soggiorno consentito, un problema che l'UE non è finora riuscita a monitorare efficacemente.

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