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VENETO

Cortona on the Move, il Bel Paese visto dall'obiettivo internazionale

Il festival di fotografia esplora l'Italia in 30 mostre: dal grand tour al documentario contemporaneo

Tommaso Veronese650 wordsEdition69martedì 4 agosto 2026 — Edizione № 69

Il festival internazionale di fotografia Cortona on the Move 2026 ha aperto con il tema Bel Paese, ha riferito lunedì The Guardian in un servizio fotografico. Più di 30 mostre esplorano l'Italia in tutta la sua complessità, mescolando lo spirito del grand tour aristocratico con la profondità dei documentari contemporanei.

La rassegna, che si tiene nella cittadina toscana, propone un ritratto corale di un paese che il mondo guarda da sempre con occhi carichi di aspettative: paesaggi, città d'arte, ma anche contraddizioni sociali e trasformazioni del territorio.

Il titolo scelto per l'edizione 2026, Bel Paese, riprende il celebre appellativo con cui generazioni di viaggiatori stranieri hanno definito l'Italia. The Guardian, nel presentare la rassegna in immagini, sottolinea come il festival mescoli due registri: da un lato l'eredità del grand tour, il viaggio di formazione che i giovani aristocratici europei compivano nella penisola tra Settecento e Ottocento; dall'altro la profondità del documentario contemporaneo, attento alle fratture sociali e alle trasformazioni del territorio.

Cortona on the Move è uno degli appuntamenti più seguiti della fotografia internazionale in Italia. Nato nel 2011, il festival ha costruito una reputazione per la qualità delle mostre e per la capacità di leggere il paese attraverso lo sguardo di autori stranieri e italiani. L'edizione di quest'anno, con oltre 30 mostre, affronta il tema dell'identità italiana in un momento di grandi cambiamenti: il turismo di massa, lo spopolamento delle aree interne, il rapporto tra patrimonio e modernità.

Per il Veneto, il tema del Bel Paese ha una risonanza particolare. Venezia è da secoli una delle mete centrali del grand tour: Canaletto e Guardi hanno fissato per i viaggiatori europei l'immagine della laguna, e la città continua a essere uno dei luoghi più fotografati al mondo. Il festival di Cortona, nel raccontare l'Italia, non può ignorare il peso di questa eredità visiva, che condiziona ancora oggi il modo in cui il paese viene percepito all'estero.

La stampa internazionale ha più volte riflettuto sul paradosso italiano: un paese la cui immagine è dominata da cliché — il sole, il cibo, le città d'arte — ma che vive trasformazioni profonde e spesso dolorose. La fotografia documentaria, come quella proposta da Cortona on the Move, cerca di restituire la complessità che i cliché nascondono. The Guardian, nel presentare la rassegna, sottolinea proprio questa ambizione: raccontare l'Italia in tutta la sua complessità.

Il festival si inserisce in un panorama che vede la fotografia italiana molto attiva: da Milano a Torino, da Roma a Palermo, le rassegne dedicate all'immagine si moltiplicano. Cortona, con la sua dimensione a misura di borgo, offre un modello diverso: le mostre si snodano tra palazzi storici e spazi all'aperto, in un dialogo continuo tra le opere e il paesaggio urbano.

L'edizione 2026, con il tema Bel Paese, interroga anche il ruolo del turismo nella costruzione dell'immagine nazionale. L'Italia riceve ogni anno decine di milioni di visitatori, e Venezia è tra le città più esposte a questo flusso. La fotografia, in questo contesto, diventa uno strumento per interrogare lo sguardo del viaggiatore: cosa cerca chi arriva in Italia, e cosa trova davvero?

Cortona on the Move proseguirà per tutta l'estate, con mostre, incontri e workshop. Il programma, secondo quanto riportato da The Guardian, conferma la vocazione internazionale del festival: accanto ai grandi nomi della fotografia mondiale, spazio alle giovani generazioni e ai progetti che raccontano l'Italia da prospettive inedite.

Per chi osserva il paese dalla laguna, il festival toscano offre un'occasione di riflessione: l'immagine dell'Italia che il mondo consuma — nelle fotografie, nei film, nei social media — è costruita anche qui, nei festival e nelle mostre che selezionano quali storie raccontare. Il Bel Paese, come ogni mito, è insieme vero e falso: la fotografia documentaria prova a misurarne la distanza.

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