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MARCHE

Cortona on the Move racconta l'Italia: la fotografia come specchio delle Marche

Il festival internazionale si apre con 'Bellissimo Paese'. Per l'entroterra marchigiano un'occasione per ripensare identità e patrimonio

Elena Marcheggiani820 wordsEdition69martedì 4 agosto 2026 — Edizione № 69

Cortona on the Move 2026, il festival internazionale di fotografia che The Guardian racconta in un servizio dedicato, si è aperto con il tema 'Bellissimo Paese'. Più di trenta mostre esplorano l'Italia in tutta la sua complessità, fondendo lo spirito del grand tour aristocratico con la profondità dei documentari contemporanei.

Per le Marche, il tema risuona con particolare intensità. La regione, con il suo patrimonio rinascimentale a Urbino e una campagna modellata da secoli di lavoro, è da tempo oggetto dello sguardo dei fotografi stranieri in cerca di un'Italia autentica, lontana dai circuiti del turismo di massa.

Il festival toscano, che si tiene ogni estate a Cortona, è diventato un appuntamento di riferimento per chi osserva l'Italia attraverso l'obiettivo. La scelta di 'Bellissimo Paese' come tema di quest'anno riflette una tensione tra immagine consolidata e realtà contemporanea che riguarda da vicino anche le aree interne del centro Italia.

La copertura del Guardian, pubblicata lunedì, presenta una selezione di immagini dalle oltre trenta mostre in programma. Il tema 'Bellissimo Paese' gioca volutamente con l'ambiguità: da un lato l'Italia come cartolina, dall'altro un paese che affronta sfide demografiche, economiche e climatiche.

Cortona on the Move non è solo una rassegna di fotografia ma un osservatorio sul modo in cui l'Italia viene vista dall'esterno. Il grand tour settecentesco, che portava i giovani aristocratici europei a scoprire le città d'arte italiane, viene riletto in chiave contemporanea, con artisti che guardano ai luoghi con occhi nuovi.

Per le Marche, il richiamo è immediato. Urbino, città patrimonio dell'umanità, è stata per secoli un centro di attrazione per viaggiatori e studiosi. Il suo palazzo ducale e il paesaggio collinare circostante hanno ispirato generazioni di artisti, e la fotografia contemporanea continua a trovare in questi luoghi una fonte inesauribile di suggestioni.

Ma il 'Bellissimo Paese' del festival non è solo estetica. Le mostre, secondo il Guardian, esplorano l'Italia in tutta la sua complessità, includendo anche i conflitti sociali, le periferie, le trasformazioni del lavoro. Uno sguardo che interpella anche le Marche, dove la deindustrializzazione e lo spopolamento convivono con una bellezza paesaggistica riconosciuta in tutto il mondo.

Il festival si inserisce in un filone di iniziative culturali che, negli ultimi anni, hanno tentato di ripensare il rapporto tra arte e territorio. L'Italia centrale, con la sua rete di borghi e città minori, è al centro di questo dibattito: come valorizzare il patrimonio senza trasformarlo in uno scenario vuoto?

La fotografia, in questo senso, gioca un ruolo doppio: da un lato documenta, dall'altro costruisce immaginari. Le immagini esposte a Cortona contribuiscono a definire ciò che il pubblico internazionale pensa dell'Italia, e le Marche — meno note di Toscana e Umbria — possono trarre beneficio da una narrazione che le includa in un racconto più ampio.

Il Guardian sottolinea come il festival fonda lo spirito del grand tour con la profondità dei documentari contemporanei. È esattamente la doppia anima che caratterizza anche il turismo marchigiano: da una parte la ricerca della bellezza classica, dall'altra la volontà di comprendere un territorio vivo, fatto di persone e lavoro.

Le mostre di Cortona on the Move resteranno aperte per tutta l'estate, attirando visitatori italiani e stranieri. Per molti di loro, la visita al festival potrebbe essere l'occasione per scoprire le regioni vicine, in un circuito che già collega la Toscana orientale all'Umbria e alle Marche.

La regione marchigiana ha investito negli ultimi anni nella promozione del proprio patrimonio culturale, dalla riscoperta di Urbino ai progetti di valorizzazione dei borghi. La fotografia, con la sua capacità di sintesi, può essere uno strumento potente per raccontare un'Italia diversa da quella delle mete più battute.

Il festival di Cortona, raccontato dalla stampa internazionale, contribuisce a tenere viva l'attenzione su un'Italia che cerca di coniugare tradizione e innovazione. Per le Marche, essere parte di questa conversazione significa anche attrarre un turismo di qualità, interessato non solo ai luoghi ma alle storie che li abitano.

Il tema 'Bellissimo Paese' contiene anche una nota critica: bello sì, ma per chi? Le mostre non evitano le domande scomode su chi può permettersi di vivere in questi paesaggi, su come cambiano le comunità quando il turismo diventa l'unica economia, su cosa succede quando i giovani se ne vanno.

Sono domande che le Marche conoscono bene. La regione ha uno dei tassi di invecchiamento più alti d'Italia e una emigrazione giovanile che non accenna a fermarsi. La fotografia, con la sua capacità di fissare il presente, diventa anche uno strumento di memoria per comunità che rischiano di scomparire.

Cortona on the Move 2026, con le sue trenta mostre, offre un panorama ampio e articolato. Il Guardian lo presenta come un evento capace di raccontare l'Italia 'in tutta la sua complessità', e in questa complessità c'è spazio anche per le Marche, per la loro storia e per il loro futuro incerto ma vitale.

Il festival proseguirà fino all'autunno, con incontri, laboratori e proiezioni. Per chi non potrà raggiungere Cortona, il servizio del Guardian offre un assaggio delle immagini in mostra, un invito a guardare l'Italia con occhi nuovi — gli stessi occhi con cui i fotografi di tutto il mondo continuano a scoprire le Marche.

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