CALABRIA
Dieci corpi nel Mediterraneo, la rotta da Libia a Malta rimane mortale
Una barca con sessanta persone a bordo si capovolge a est di Malta. Quarantotto sopravvissuti, dieci morti. Il Guardian e la BBC descrivono il naufragio come parte di un pattern di disastri che la Guardia costiera italiana continua a gestire senza risorse adeguate.
Saverio Gallo1,523 wordsEdition №11mercoledì 10 giugno 2026 — Edizione № 11
Una barca migrante si è capovolta in acque a est di Malta domenica 7 giugno, secondo quanto riportato dal Guardian e dalla BBC. La Guardia costiera italiana ha recuperato dieci corpi. Un peschereccio ha soccorso quarantotto persone vive. Il natante era partito dalla Libia con circa sessanta persone a bordo, il che significa che almeno due persone rimangono disperse.
Il Guardian ha sottolineato come il naufragio rappresenti un ulteriore capitolo nella crisi migratoria del Mediterraneo centrale. La rotta dalla Libia verso Malta e l'Italia rimane una delle più pericolose del mondo. Le barche utilizzate dai trafficanti sono spesso sovraccariche, in cattive condizioni e prive di equipaggiamento di sicurezza.
Per la Calabria, il naufragio rappresenta una realtà quotidiana. La regione è il primo approdo italiano per i migranti che attraversano il Mediterraneo centrale. I porti calabresi, in particolare Reggio Calabria e Crotone, ricevono centinaia di migranti ogni settimana. La Guardia costiera italiana, che opera da basi in Calabria, continua a condurre operazioni di soccorso in condizioni di risorse limitate e di crescente pressione politica.
